Montopoli in Val d’Arno , con le sue colline morbide e i boschi che custodiscono l’odore della terra umida e delle radici antiche, vive un’estate che sembra affiorare direttamente dal sottosuolo. È una stagione che porta con sé il colore e il sapore del tartufo nero , capace di raccontare il territorio meglio di qualsiasi parola. In questo paesaggio quieto, dove le colline si aprono come un invito all’autenticità, il pregiato tubero diventa il segno distintivo di una comunità che il Comune ha scelto di valorizzare con convinzione, trasformandolo in un elemento identitario e in una chiave di lettura del proprio futuro.
In questo contesto prende vita “Nero a Montopoli” , la rassegna che trasforma l’estate in un viaggio sensoriale, promossa dal Comune di Montopoli in Val d’Arno, in collaborazione con l’ Associazione Culturale Arco di Castruccio. Le strade del centro storico, le piazze e le terrazze affacciate sulla valle diventano parte di un racconto che guida i visitatori a scoprire questo luogo attraverso il gusto. Nei mesi di luglio e agosto, i ristoranti del territorio propongono piatti dedicati al tartufo nero, interpretandolo con creatività e rispetto della tradizione. Le tavole si riempiono di profumi intensi e di gesti che raccontano la storia del luogo: la cucina diventa un ponte tra chi arriva e chi custodisce la memoria del territorio.
Tra gli appuntamenti più attesi, la serata “Nero a Tavola” trasforma la terrazza dell’Hotel Quattro Gigli in un palcoscenico sospeso tra cielo e colline. Il 16 luglio, al calare della luce, il tartufo diventa protagonista di una cena che intreccia sapori, vino, show cooking, musica e convivialità. Chef e produttori del territorio: Gilberto Rossi, Luca Marianelli, L’Ostacolo e Bettino Squicciarini; danno vita a una celebrazione del gusto che culmina con il Dolce di San Matteo, Dolce della Pace di Fulvia Puccioni, simbolo della capacità del territorio di rinnovare le proprie tradizioni.
Montopoli invita a scoprire i boschi dove nasce il pregiato tubero, seguendo sentieri che riportano al silenzio della terra e alla sua voce più autentica, attraverso escursioni diurne e notturne, tra chiaroscuri di foglie, profumi di sottobosco e racconti dei tartufai. A questa visione locale si affianca oggi un orizzonte più ampio. Il Comune ha avviato un percorso di avvicinamento con la città di Norcia, costruendo una relazione che guarda a una futura forma di gemellaggio fondata sul tartufo nero. È un legame che nasce dal desiderio di valorizzare “il nero”, riconoscendolo come patrimonio identitario capace di dialogare con altre realtà che condividono la stessa eccellenza. Montopoli e Norcia si incontrano così nel segno del tartufo, unendo tradizioni, saperi e prospettive, e aprendo la strada a una collaborazione che rafforza entrambe le comunità.
La conferenza stampa di presentazione ha riunito figure che, a vario titolo, hanno contribuito alla crescita del progetto: Ciro Vestita, medico nutrizionista; Guido Franchi, agronomo e vicepresidente dell’Associazione Tartufai delle Colline Sanminiatesi; Massimo Tofanelli, tartufaio; Massimiliano Petrolo, Ecoistituto delle Cerbaie; lo chef Gilberto Rossi; Fulvia Puccioni, ideatrice del Dolce di San Matteo; Luca Marianelli, norcineria Marianelli; Benedetto Squicciarini, fiduciario Slow Food. Una comunità di competenze che ha dato forma a un percorso condiviso.
Durante l’incontro, la sindaca Linda Vanni ha ricordato il significato del nuovo legame con Norcia: «Abbiamo incontrato il sindaco di Norcia, una città simbolo indiscusso del nero con una storia importante. Una tappa di un percorso cominciato oltre un anno fa con l’ingresso nelle Città del Tartufo, la prima rassegna estiva e poi la mostra del tartufo e Gustopolis. Ripartiamo adesso con una proposta che vuole coinvolgere tutti per il turismo di chi abita in queste zone e chi le scopre per la prima volta».
Musica al Castello 2026 locandina – credits CS
Alfa-Roma ph Giorgia Zamboni – credits CS
Fonte: arteventinews.it


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