ANDARE A TARTUFI, l’APP per la CERCA e CAVATURA del TARTUFO in ITALIA. Quotazioni tartufo, fasi lunari, andare a tartufi shop, attrezzatura per andare a tartufi, tartufo notizie rassegna stampa, normative legali raccolta tartufi, aTartufi dizionario, le specie di tartufo, piante da tartufo in natura, cani da tartufi, addestramento e accessori, tartufo ricette.

Tartufo, legumi, vincisgrassi, brodetto e olive all’Ascolana: l’autunno delle Marche è la stagione dei golosi. Ricette, consigli e appuntamenti

Tante sono le feste di paese che celebrano un prodotto. Poi ci sono quelle che riescono a farsi racconto, diventando un manifesto dell’identità marchigiana. È il caso di Leguminaria, ad Appignano – Pignà, nel dialetto locale – che da oggi a domenica torna per la sua ventiquattresima edizione. Per tre giorni il borgo medievale rimette al centro i suoi due patrimoni più autentici: da una parte i legumi, con ceci, fagioli, lenticchie; dall’altra la ceramica, arte che qui si tramanda da secoli e che ad Appignano è documentata già dal 1557.

Ne nasce una festa dal sapore contadino e dal colore del coccio, quello delle ciotole realizzate dai maestri vasai, souvenir per i visitatori alla fine del pasto. Tappa del Grand Tour delle Marche, Leguminaria racconta molto più di una tradizione gastronomica. I legumi, per secoli “carne dei poveri” grazie al loro apporto proteico, oggi tornano protagonisti per ragioni di salute, sostenibilità e biodiversità. Ricchi di fibre, centrali nelle diete vegetariane e vegane, preziosi anche per la fertilità del suolo, ad Appignano non seguono una moda: sono memoria agricola. Nelle dieci cantine del borgo, due aperte quest’anno anche a pranzo, saranno serviti tra i 15 e i 20 quintali di legumi autoctoni, molti dei quali coltivati dai contadini custodi con il sostegno della Regione Marche e di Amap. Non si tratta di varietà qualsiasi, ma di autentici tesori recuperati e mantenuti in purezza: dal fagiolo Solfì al cece Quercia, dalla roveja alle lenticchie, in un repertorio che restituisce alla tavola marchigiana tutta la ricchezza di una cucina solo apparentemente povera. «In tutte le cantine – spiega la presidente della Pro Loco Appignano, Mariella Carnevali – sarà proposto un menù unico con ceci al rosmarino, fagioli con le cotiche e lenticchie con la salsiccia». Accanto a questo, una cantina speciale, “Legumilandia”, offrirà ai più piccoli e a chi non ama i legumi un’alternativa con pasta al pomodoro, crocchette di pollo e patatine fritte. In entrambe le formule sono comprese le bevande, il dolce e il tradizionale vino cotto. Ma Leguminaria è anche una festa che si propone in chiave contemporanea con mercatini, spettacoli itineranti, concerti, attività per bambini, trekking urbano e una masterclass dedicata agli abbinamenti tra vino e piatti della tradizione. La Pro Loco con il Comune ha costruito nel borgo un’esperienza che unisce gusto, artigianato e turismo.

L’altra anima della manifestazione è infatti la ceramica, che si ritrova nelle botteghe, nella storica via dei vasai, nella mostra mercato Borgoceramica, nelle dimostrazioni dei maestri tornianti e nell’accensione della grande fornace dedicata a Mimma de Ciancanella, figura simbolica della tradizione artigiana locale. La ventiquattresima edizione guarda anche oltre la memoria. Tra le novità c’è “CeramicAppignano – Convivium”, concorso internazionale dedicato al tema “Intramoenia-Extramoenia”, che invita artisti e designer a immaginare un’opera per la parete interna di Porta Vittorio Emanuele II. Al vincitore andrà un premio di 5mila euro e la possibilità di realizzare l’intervento entro sei mesi. Un evento che dimostra di nuovo che ad Appignano un piatto di legumi non è mai soltanto un piatto di legumi ma è un frammento di paesaggio che si lascia raccontare dalla sua comunità.

Fonte: corriereadriatico.it


Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *