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Tartufo Bianco Pregiato, dal bosco alla tavola: a Sant’Angelo in Vado 63 anni di cerca, cultura e tradizioni in Mostra

(Agen Food) – Sant’Angelo in Vado (PU), 09 ott. – Entrare nel bosco insieme a un tartufaio e al suo cane e seguire le tracce del tartufo per scoprirne le origini, l’habitat, i saperi che si tramandano da generazioni e le pratiche che ne accompagnano la cerca, prima ancora di ritrovarlo a tavola. Così, dal 10 ottobre al 1° novembre, Sant’Angelo in Vado, piccolo comune dell’entroterra marchigiano situato tra Pesaro e Urbino, torna a celebrare uno dei prodotti più preziosi della terra con la 63ª Mostra Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato delle Marche .

La Mostra, una delle manifestazioni più antiche d’Italia, seconda per longevità solo a quella piemontese di Alba, sceglie ancora una volta di raccontare il suo prodotto simbolo proprio partendo dal luogo in cui tutto comincia: il bosco. In programma, quindi, nei quattro fine settimana del mese non soltanto gastronomia, ma un viaggio dentro una cultura che a Sant’Angelo in Vado si tramanda da generazioni e che lega tartufai, cani da cerca, ambiente, cucina e saperi locali. Perché qui il tartufo non è semplicemente un prodotto da assaggiare: è parte dell’identità di una comunità e del suo rapporto con il territorio.

IL BORGO E LA MOSTRA: 3.900 ABITANTI E 20 MILA PRESENZE PER IL TARTUFO

Un borgo della provincia di Pesaro-Urbino di circa 3.900 abitanti che nei quattro fine settimana della Mostra arriva ad accogliere oltre 20 mila visitatori, circa cinque volte la sua popolazione residente. Sono i numeri che raccontano il legame tra Sant’Angelo in Vado, il tartufo e la capacità di una manifestazione nata nel 1964, oggi alla sua 63esima edizione e seconda in Italia dopo Alba, di richiamare ogni anno visitatori ben oltre i confini del territorio.

Un territorio che si estende per circa 6.734 ettari, interamente classificato come montano e caratterizzato da un’importante presenza di aree boschive, fonte di un ambiente che nel tempo ha favorito lo sviluppo e la trasmissione di conoscenze strettamente legate al tartufo e al suo habitat. Non a caso Sant’Angelo in Vado ospita il primo Centro Sperimentale di Tartuficoltura delle Marche, punto di riferimento regionale per ricerca, sperimentazione, formazione e tutela degli habitat tartufigeni: un presidio che affianca alla tradizione il lavoro sulla conoscenza e la conservazione di un patrimonio ambientale da cui dipende la stessa presenza del tartufo.

Nell’Alta Valle del Metauro si contano circa 23 tartufai di riferimento, ma a Sant’Angelo in Vado la cultura della cerca va ben oltre i numeri: è un sapere diffuso, radicato nella tradizione familiare, che si trasmette di generazione in generazione attraverso la conoscenza dei boschi, dei tempi della natura e dei luoghi in cui cresce il tartufo. Al centro c’è l’esperienza e soprattutto quella particolare relazione tra tartufaio e cane che costituisce il cuore della cerca, una pratica che appartiene a un patrimonio più ampio riconosciuto anche a livello internazionale: nel 2021 la “Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali” è stata infatti iscritta dall’UNESCO nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Durante la Mostra sarà possibile avvicinarsi direttamente a questo mondo partecipando alle uscite guidate di cerca del tartufo, accompagnati nel bosco da tartufai e dai loro cani. Un’esperienza che permette di osservare da vicino gesti e conoscenze che normalmente precedono, lontano dai riflettori della cucina, l’arrivo del tartufo sulle nostre tavole.

Il rapporto tra tartufo e ambiente sarà anche uno dei fili conduttori della manifestazione. La sua presenza è infatti strettamente legata alle caratteristiche dell’habitat e degli ecosistemi forestali in cui cresce: raccontare il tartufo significa così raccontare anche il bosco, il suolo, la biodiversità e il paesaggio che lo rendono possibile.

Dal bosco il viaggio proseguirà naturalmente a tavola. Per quattro fine settimana il centro storico di Sant’Angelo in Vado ospiterà cantine enogastronomiche, produttori, artigiani, degustazioni, incontri e cooking show, mettendo il tartufo in dialogo con alcune delle altre eccellenze enogastronomiche marchigiane. Ad aprire ufficialmente la Mostra, sabato 10 ottobre, sarà anche uno dei suoi appuntamenti più spettacolari: la preparazione in piazza della maxi frittata da mille uova, realizzata dall’Accademia Gastronomica Antonio Bedini Chef in collaborazione con Martelli Fabiano Tartufi. Tra gli chef protagonisti dell’edizione 2026 ci saranno poi Daniele Patti del ristorante Lo Scudiero di Pesaro, e Riccardo Agostini, chef del Piastrino di Pennabilli con un percorso che lo ha portato dalle colline del Montefeltro alle Stelle Michelin. Spazio anche alla tradizione vinicola regionale con gli appuntamenti curati da AIS Marche, dedicati all’incontro tra vino, tartufo e territorio.

TARTUFO E MOTORI: SULLE STRADE DI SANT’ANGELO IN VADO NEI 50 ANNI DELLA MBA

A Sant’Angelo in Vado tartufo e motori appartengono entrambi alla memoria e all’identità della comunità. Un legame che torna protagonista sabato 17 e domenica 18 ottobre con il Motoraduno Internazionale del Tartufo, organizzato dal Motoclub Tonino Benelli, e che quest’anno incrocia una ricorrenza speciale: i 50 anni dalla nascita della MBA – Morbidelli Benelli Armi. Era infatti il 1976 quando, proprio a Sant’Angelo in Vado, Giancarlo Morbidelli, Paolo Benelli e Innocenzo Nardi-Dei diedero vita a una piccola casa motociclistica destinata a lasciare il segno sui circuiti internazionali. Dallo stabilimento vadese uscirono moto capaci di conquistare quattro titoli mondiali nella classe 125, due piloti e due costruttori, oltre a titoli italiani ed europei. Una storia sportiva e industriale che continua a vivere nel Museo MBA, dove moto, motori, caschi, carene, tute, progetti e fotografie custodiscono la memoria di quella stagione. Cinquant’anni dopo, il Motoraduno riporta sulle strade di Sant’Angelo in Vado il popolo delle due ruote, con motociclisti provenienti negli anni anche da diversi Paesi europei. Durante il fine settimana il centro storico accoglierà i partecipanti e apriranno anche le Cantine Monumentali del Motoclub Tonino Benelli, facendo incontrare ancora una volta le due anime del territorio: la passione per i motori e la cultura del tartufo.

TARTUFAI, CANI E UNA TRADIZIONE CHE DIVENTA GIOCO

Il 24 e 25 ottobre il racconto tornerà alle origini, nel luogo in cui il tartufo viene cercato. Domenica mattina, nell’area della Domus del Mito, una villa di epoca romana, riemersa nel cuore della città, con oltre mille metri quadri di mosaici policromi, si svolgerà la 54ª edizione del Trofeo Sergio Perrotta, la storica gara di cerca al tartufo. Nel pomeriggio sarà invece l’intera città a mettersi in gioco con “Tartufo in Gioco”, il Palio della Cerca che vedrà i rioni di Sant’Angelo in Vado sfidarsi in una competizione dedicata alla ricerca del tartufo: un modo per trasformare un sapere antico in un’esperienza collettiva e raccontare una tradizione che continua a far parte della vita quotidiana della comunità. Il rapporto tra uomo e cane tornerà al centro anche sabato 31 ottobre con la presentazione del libro Cani o figli? I paradossi della cinofilia moderna di Andrea Giuliani, organizzata in collaborazione con il Canile di Ca’ Lucio.

LA FIERA DEI TARTUFAI: QUANDO IL TARTUFO SCENDEVA IN CITTÀ

A chiudere la 63ª edizione, domenica 1° novembre, sarà la Fiera dei Tartufai, appuntamento che conserva la memoria di una storia profondamente legata alla vita economica e sociale del territorio. Le sue origini rimandano infatti al momento in cui i tartufai, dopo il primo mese trascorso nei boschi, scendevano in città con i guadagni ottenuti dalla cerca per acquistare le provviste necessarie ad affrontare l’inverno. Una consuetudine che racconta forse meglio di ogni altra il rapporto tra Sant’Angelo in Vado e il suo tartufo: non soltanto una specialità gastronomica, ma una presenza che per generazioni ha scandito tempi, lavoro e vita della comunità. Per tutta la durata della manifestazione il centro storico ospiterà inoltre stand dedicati ai prodotti tipici e all’artigianato, mostre, spazi espositivi e appuntamenti culturali e gastronomici.

IL TARTUFO D’ORO, TRA ISTITUZIONI, CULTURA E SPETTACOLO

Fonte: agenfood.it


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