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Scoprire Il fascino delle Colline Samminiatesi con il “Mercato del Tartufo Bianco”

Ci sono luoghi indissolubilmente legati ai loro profumi e sapori: San Miniato è uno di questi. Qui, infatti, l’aroma del…

Ci sono luoghi indissolubilmente legati ai loro profumi e sapori: San Miniato è uno di questi. Qui, infatti, l’aroma del tartufo bianco si sente già passeggiando tra le piazze del centro storico, dove ogni novembre torna uno degli appuntamenti gastronomici più attesi della Toscana. Si tratta della 55ª Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Colline Sanminiatesi , in programma il 14 e 15, il 21 e 22, il 28 e 29 novembre 2026. Per tre fine settimana il borgo diventa un percorso dedicato al gusto, con il tartufo protagonista degli stand.

Nelle piazze e nelle vie del centro, tra la scenografica piazza del Seminario e la Rocca di Federico II, che domina San Miniato dall’alto, si trovano anche salumi, formaggi, olio, vino e altre produzioni locali provenienti da un territorio che si spande tra le province di Pisa e Firenze. La visita può proseguire tra il Duomo e la Torre di Matilde, mentre il programma propone cooking show, incontri e appuntamenti culturali. Tra gli ospiti annunciati ci sono lo chef Alessandro Borghese, protagonista del primo fine settimana, e Licia Colò, che nel secondo guiderà un incontro dedicato al futuro del tartufo e ai cambiamenti climatici.

Per capire davvero il valore di questo prodotto, però, vale la pena lasciare per qualche ora le bancarelle e raggiungere i boschi. La caccia al tartufo si svolge insieme a un tartufaio e al suo cane: si cammina in silenzio, osservando l’animale mentre annusa il terreno e segue una traccia invisibile. Quando individua il punto giusto, il cercatore interviene con un piccolo vanghetto, estrae il tartufo e ricopre con cura la buca. Una pratica regolamentata, che richiede esperienza e rispetto per l’ambiente. Un’occasione per scoprire quanto lavoro e conoscenza si nascondano dietro le preziose lamelle adagiate su un piatto.

Il momento dell’assaggio è d’obbligo per questa prelibatezza: un tagliolino, un uovo o una fetta di pane caldo diventano l’accompagnamento ideale per il profumo intenso del tartufo bianco. A San Miniato il viaggio passa anche da qui, dalla terra al piatto, seguendo una tradizione che parte dai boschi e dalle mani dei cercatori per finire nella cucina locale.

Fonte: lanazione.it


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