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Nasce la prima tartufaia pubblica. Un’aula verde apre all’inclusione

PERUGIA Un patto verde tra istituzioni e cavatori per custodire il futuro del re della tavola trasforma il patrimonio boschivo in…

Un patto verde tra istituzioni e cavatori per custodire il futuro del re della tavola trasforma il patrimonio boschivo in bene condiviso: nasce a Città di Castello la prima tartufaia pubblica d’Italia , un laboratorio a cielo aperto destinato a rivoluzionare la didattica, la ricerca ambientale e la valorizzazione della filiera altotiberina. Il progetto, illustrato durante la 46esima edizione del Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato, prenderà vita su un’area di 5.000 metri quadri in via Collodi, a due passi dal centro storico e dagli impianti sportivi. Lo spazio comunale, cerniera ideale tra quartieri residenziali e colline, sarà piantumato con essenze idonee e micorrizate finanziate da Afor Umbria, utilizzando i proventi della tassa regionale sull’autorizzazione di ricerca. L’area costituirà un’innovativa food forest urbana aperta a tutta la comunità: un’aula verde per le scolaresche, una palestra per l’addestramento dei cani, un polo per sperimentare la micorizzazione contro lo stress climatico e un luogo inclusivo per mostrare la cavatura alle persone più fragili.

La sinergia vede protagonisti il Comune, l’Agenzia Forestale Regionale e l’Associazione Tartufai Alto Tevere, ideatrice dell’ambiziosa proposta. All’unisono il sindaco Luca Secondi, l’assessore al turismo Letizia Guerri e il presidente dell’ente fiera Lazzaro Bogliari hanno celebrato la svolta: “Un passo denso di significato che fa della filiera un bene comune, unendo sviluppo sociale, sostenibilità ecologica e crescita economica”. Piena adesione è giunta dall’amministratore unico di Afor Oriano Anastasi, mentre Antonella Brancadoro, direttore di “Città del Tartufo”, ha applaudito l’iniziativa quale modello virtuoso di gestione e tutela del suolo. La gestione e la custodia dell’impianto, operativo entro il 2027, saranno affidate ai volontari guidati dal presidente Andrea Canuti, pronti a formare sul campo le nuove leve dell’arte riconosciuta dall’Unesco. Entusiasmo anche da Giuliano Martinelli, vertice di Cna Agroalimentare, che ha ricordato come l’Umbria generi oltre metà del fatturato nazionale. Intanto la kermesse ha vissuto una festosa anteprima al parco di Rignaldello: quasi 150 piccoli alunni hanno vestito i panni di cavatori d’eccezione.

Una mattinata tra teoria, gioco e natura che ha incantato i giovani studenti, confermando Città di Castello capitale assoluta del celebre tubero: qui infatti nasce una trifola su tre di quelle raccolte in tutta Italia, custodita da un esercito di 1.500 appassionati e più di tremila segugi. Con questo nuovo polmone verde didattico, la capitale della trifola consolida il primato dell’Alta Umbria. Una originale anteprima della 46^ edizione del Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato che oggi celebra il secondo week end (ingresso libero) inebriando piazze e vie del centro storico e i suoi visitatori con l’inconfondibile e seducente fragranza del “tuber magnatum pico”.

Fonte: lanazione.it


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