C’è chi aspetta settembre per il clima più fresco e chi, invece, perché è il mese in cui iniziano alcune delle sagre più golose dell’anno. Tra Emilia, Tuscia e Sabina, tre appuntamenti invitano a mettersi in viaggio per scoprire territori diversi accomunati da una sola cosa: la voglia di raccontarsi attraverso i propri sapori.
Si parte da Sant’Agostino, nel comune di Terre del Reno, in provincia di Ferrara, dove dal 10 al 14 settembre si concludono gli ultimi giorni della Sagra del Tartufo. Qui il profumo del “diamante della terra” invade letteralmente ogni piatto: tagliolini, tortellini, risotti, passatelli, lasagne, uova, roast beef, faraona e perfino un’originale parmigiana vengono impreziositi dal tartufo in un menù che celebra una delle eccellenze del territorio. Il borgo custodisce anche uno dei luoghi naturalistici più preziosi dell’Emilia-Romagna, il Bosco della Panfilia, raro bosco planiziale dove, tra querce, pioppi e salici, nasce una lunga tradizione legata al tartufo. Non a caso Sant’Agostino fa parte dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo, confermando un legame che dura da generazioni.
Il viaggio prosegue nella Tuscia viterbese, dove Oriolo Romano ospita, dall’11 al 20 settembre, la XXI Sagra del Fungo Porcino. Per due weekend il profumo del bosco arriva direttamente in tavola con un ricco menù dedicato al re dei funghi, accompagnato da musica dal vivo, spettacoli, attività per bambini e persino un menù senza glutine realizzato in collaborazione con l’Associazione Italiana Celiachia Lazio. Ma il porcino è solo una delle ragioni per fermarsi. Oriolo Romano custodisce il magnifico Palazzo Altieri, il Parco della Mola e soprattutto la Faggeta Vetusta di Monte Raschio, riconosciuta Patrimonio Mondiale UNESCO, uno dei luoghi più suggestivi dell’Alto Lazio quando l’autunno inizia a colorare il bosco.
A pochi chilometri da Roma, nel cuore della Sabina Romana, il 12 e 13 settembre è invece il momento di Cretone, dove la festa rende omaggio a due autentici simboli della cucina locale: i longarini e il Ciammellocco, l’antica ciambella contadina preparata con farina, anice, limone e olio extravergine d’oliva. Il profumo del pane appena sfornato accompagna una manifestazione che propone anche musica, spettacoli e rievocazioni storiche, trasformando il borgo in un piccolo viaggio nel tempo. E già che si è arrivati fin qui, vale la pena concedersi una passeggiata tra i vicoli del centro e magari una sosta alle celebri Terme di Cretone, conosciute fin dall’epoca romana per le loro acque sulfuree, immerse tra uliveti e campagna sabina.
Tre eventi diversi, tre territori con un’identità forte e un unico filo conduttore: il piacere di scoprire l’Italia partendo dalla tavola. Perché un buon fuoriporta non è soltanto un pranzo o una cena, ma un’occasione per conoscere borghi, tradizioni e comunità che continuano a custodire, con orgoglio, i sapori della propria storia.
Fonte: leggo.it


Lascia un commento