ANDARE A TARTUFI, l’APP per la CERCA e CAVATURA del TARTUFO in ITALIA. Quotazioni tartufo, fasi lunari, andare a tartufi shop, attrezzatura per andare a tartufi, tartufo notizie rassegna stampa, normative legali raccolta tartufi, aTartufi dizionario, le specie di tartufo, piante da tartufo in natura, cani da tartufi, addestramento e accessori, tartufo ricette.

Non sembra Liguria: il borgo tra i boschi che profuma di tartufo e sembra uscito da una fiaba medievale

Il modo migliore per entrare in sintonia con Millesimo è iniziare da Piazza Italia e lasciare che siano i portici a guidare il passo. Sotto le arcate, le vetrine delle pasticcerie e delle panetterie mettono in mostra torte di nocciole, biscotti, formaggi locali, salumi e vasetti di sughi al tartufo: una dichiarazione d’intenti per chiunque ami assaggiare il territorio, non solo guardarlo.

Il centro storico ha una pianta triangolare curiosa, che si percepisce man mano che ci si addentra fra i carruggi lastricati. Il rumore delle auto scompare, rimpiazzato dal rimbombo dei passi sulle pietre e dalle voci che arrivano dalle case. Qui si respira ancora l’impianto feudale e medievale del borgo, nato ufficialmente nel 1206 per volere dei marchesi Del Carretto, a protezione della via di collegamento fra Liguria e Piemonte e lungo il tracciato della romana Via Aemilia Scauri .

Il simbolo del paese è il Ponte della Gaietta , il “Ponte Vecchio” di Millesimo: uno dei rarissimi ponti fortificati ancora visibili in Italia. Fu menzionato già nell’atto di fondazione del borgo ed è affacciato sul fiume Bormida. La struttura, con torretta e passaggio sopraelevato, racconta la sua antica funzione di accesso sorvegliato al paese dal lato occidentale. Guardando la torre in pietra dal basso si intuisce bene il ruolo difensivo che ebbe; salendo verso la parte alta si aprono scorci sul fiume che scorre tra colline boscose e tetti in coppi.

Le piene del Bormida nei secoli hanno modificato più volte la struttura: una delle arcate originali è crollata nel Settecento e oggi accanto al ponte storico resiste anche una passerella sospesa ottocentesca, chiusa al pubblico ma interessante da osservare per capire l’evoluzione dei collegamenti sul fiume.

Sopra il centro, in posizione dominante, compare il Castello Del Carretto (o Castello di Millesimo), costruito nel XIII secolo dalla famiglia marchionale che controllava questi territori. La pianta è quadrangolare, con due torri laterali e tratti di mura che ricordano subito la funzione difensiva. Oggi il castello è di proprietà comunale e viene usato per mostre e concerti , ma anche senza entrare l’esterno merita una sosta: dalla zona del maniero lo sguardo abbraccia tetti, campanili e il corso del Bormida.

Ai piedi del castello, la Villa Scarzella – residenza ottocentesca immersa in un giardino ordinato – ospita al piano terra il Museo del Parco Naturale del Bric Tana .

Qui rocce, pannelli e reperti raccontano la storia geologica della zona, dai materiali più antichi del periodo carbonifero alla formazione delle spettacolari guglie calcaree del parco. Ci sono sezioni dedicate a flora e fauna locali e alla Tana dell’Orpe , grotta di circa 350 metri dove sono stati rinvenuti insediamenti dell’Età del Bronzo. Al primo piano, il museo napoleonico ripercorre le campagne d’Italia: carte, incisioni, plastici e baionette aiutano a leggere il territorio di Millesimo come teatro di passaggi militari, da Loano a Savona, passando per la Battaglia di Millesimo del 1796.

Nel tessuto del borgo spiccano anche diversi edifici religiosi e civili. Appena fuori dal nucleo storico, lungo il torrente, sorge la Chiesa di Santa Maria Extra Muros , datata al XII secolo: un grande edificio romanico con pianta basilicale e un campanile a cinque ordini costruito nel Quattrocento. La sua posizione ha influenzato lo sviluppo dell’abitato, con le case che via via si sono disposte in relazione a questo importante punto di riferimento religioso.

Rientrando nel centro, il Palazzo Comunale del XII secolo racconta un altro pezzo di storia. Nella sala consiliare si conservano armature e l’altare su cui celebrò messa Papa Pio VII, prigioniero di Napoleone, mentre una delle stanze fu usata come alloggio dallo stesso Bonaparte dopo la battaglia di Millesimo. Poco distante, lungo le vie del borgo, la Chiesa della Visitazione di Maria e di Sant’Antonio Abate rappresenta la principale chiesa parrocchiale: qui è custodito un crocifisso di grande valore e la statua della Madonna del Carmine, protagonista delle festività patronali con processioni molto sentite dalla comunità.

Sul lato opposto del Bormida, la cappella di San Rocco , costruita tra Ottocento e inizio Novecento sostituendo un oratorio più antico, ricorda la tradizione di erigere luoghi di culto fuori dalle mura per chiedere protezione dalle epidemie. La sua presenza, discreta ma significativa, è una chiave per leggere la storia sociale del borgo, fatta non solo di marchesi e battaglie, ma anche di paure collettive e devozioni popolari.

Il territorio di Millesimo sorprende chi associa la Liguria solo al mare. Qui la protagonista è la Val Bormida , con colline fitte di castagni, alture calcaree e fenomeni carsici insoliti per la provincia di Savona.

Poco fuori dal borgo, il Parco Regionale del Bric Tana è l’area protetta più piccola della regione, ma concentra ambienti e storie che meritano tempo.

I boschi custodiscono il tartufo bianco e nero , raccolto tradizionalmente da fine estate al periodo natalizio, che ha valso a Millesimo il titolo di “città del tartufo” e una Festa Nazionale a settembre che richiama appassionati e curiosi. Camminando lungo i sentieri si incontrano castagneti, alberi secolari dalle radici profonde, doline e pareti rocciose verticali. I percorsi ad anello – come quelli che toccano le doline, il bosco o le grotte – permettono di raggiungere siti di interesse archeologico e storico , tra cui un’area dell’Età del Bronzo, le incisioni rupestri di Biestro e i menhir di Millesimo.

In direzione opposta, nella frazione che porta lo stesso nome, si trova il Santuario di Nostra Signora del Deserto , legato a un episodio di guarigione miracolosa avvenuto nel Settecento. Una prima cappella fu costruita nel 1726, poi l’edificio venne ampliato tra Ottocento e primo Novecento, assumendo la forma attuale: muri in mattoni rossi a vista , una cupola che spunta sopra i castagneti e la statua della Madonna visibile anche da lontano. All’interno, una sala museo raccoglie ex voto che raccontano storie personali di paure, incidenti, grazie attribuite all’intercessione mariana. L’atmosfera, complice il silenzio del bosco, invita a rallentare davvero.

Chi vuole spingersi un po’ oltre può raggiungere il Lago di Osiglia , a circa 14 km da Millesimo. È uno specchio d’acqua artificiale nato con la diga realizzata nel 1939 per l’approvvigionamento idrico, incastonato fra faggete e castagneti. In estate le sue sponde diventano una valida alternativa alle spiagge affollate: si viene qui per stendersi sulle panchine e ai tavolini lungo riva, organizzare picnic e godersi la luce che cambia sulle acque blu, ma anche per attività come canottaggio, kayak, pedalò e camminate nei boschi.

Fonte: travel.thewom.it


Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *