Nelle Langhe , l’autunno non è semplicemente una stagione: è un rito visivo e gustoso. Quando le colline del Patrimonio UNESCO si tingono di sfumature ocra, rosso e ambra e la nebbia del mattino (la faja ) avvolge i vigneti, la terra regala i suoi frutti più pregiati.
Tra profumo insostituibile di Tartufo Bianco d’Alba , grandi annate di Barolo e Barbaresco e nocciole Tonda Gentile, la cucina langarola esprime al meglio la sua anima divisa tra antica tradizione contadina e alta ristorazione.
Per vivere un’esperienza gastronomica autentica e indimenticabile, il segreto è bilanciare le soste: dal calore delle osterie storiche all’eleganza raffinata dei ristoranti stellati.
E dunque, si parte, alla scoperta della vera essenza della cucina piemontese, con i piatti della memoria: tajarin fatti in casa stesi al mattarello, agnolotti del plin pizzicati a mano, vitello tonnato al rosa e brasato al Barolo. Ma anche esperienze gastronomiche altissime, con percorsi degustazione di chef che reinterpretano la classicità con guizzi creativi sorprendenti.
Fonte: viaggi.corriere.it


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