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Le mappe del tartufo diventano digitali: così la ricerca sarà più semplice

Rendere digitali le carte di attitudine e potenzialità tartufigena. Lo farà l’Ipla, l’Istituto per le piante che si occupa sul territorio regionale di lotta alle zanzare. Presentata durante la 34ª seduta della Consulta regionale per la valorizzazione del patrimonio tartufigeno, si tratta di una svolta che influenzerà in positivo anche il territorio alessandrino. Consentirà di consultare comune per comune il potenziale tartufigeno del territorio confrontando le caratteristiche delle varie aree.

«La digitalizzazione che abbiamo realizzato – spiega il referente di Ipla Andrea Ebone – affronta soprattutto la caratteristiche dei terreni dove si sviluppano tre tipi di tartufi il bianco pregiato, il nero pregiato e lo scorzone, con caratteristiche del terreno differenti e più o meno sabbiose». Anche la stagione estiva appena conclusa e particolarmente siccitosa ha suggerito a vari trifolao di cercare tartufi in zone più alte. È quindi ipotizzabile che i tartufi si troveranno ad altitudini sempre più elevate. «Sicuramente in zone più ombrose, ma le carte che abbiano preparato danno caratteristiche generali senza l’indicazione precisa dei luoghi, fugando il timore di scoperta di luoghi che i trifolao tengono gelosamente segreti», illustra Ebone.

I dati sono leggibili a scala comunale, provinciale e di area forestale. La carta di attitudine descrive le caratteristiche dei suoli rispetto alle esigenze delle diverse specie, mentre la potenzialità integra questi dati con l’uso del suolo, la copertura forestale e altri elementi.

«Conoscere a fondo i territori – dice l’assessore regionale alla Tartuficoltura Marco Gallo – ci aiuta a orientare le politiche di tutela e valorizzazione. Il lavoro con la rete micologica e sulla formazione dei cercatori va nella stessa direzione: una filiera più consapevole e sicura».

E questa è un’altra novità , cioè quella della formazione che sarà affidata all’Ipla, in modo che i cercatori rispettino l’ambiente. La proposta prevede moduli di Biologia, Ecologia, benessere animale ed esercitazioni pratiche sul campo come una revisione delle prove per l’abilitazione, un percorso per fare dei cercatori dei veri professionisti.

La Regione ha inoltre deliberato il sostegno economico a piante che favoriscono lo sviluppo dei tartufi, querce (20 euro) salici, tigli e carpini (18 euro), pioppi (12,50).

Fonte: lastampa.it


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