L’Abruzzo si conferma punto di riferimento europeo per il settore tartuficolo. Per tre giorni, lo storico Palazzo Camponeschi – sede del Rettorato dell’Università degli Studi dell’Aquila – ha ospitato i lavori del 2º Convegno Internazionale sul Tartufo, accogliendo oltre 50 tra ricercatori, esperti e stakeholder giunti da sette Paesi europei per far dialogare il mondo della scienza con le istituzioni e le imprese del territorio.
Organizzato dall’Ateneo aquilano e dal Dipartimento MeSVA, con il patrocinio della Regione Abruzzo, l’appuntamento si è concentrato sulla salvaguardia degli ecosistemi tartufigeni e sulle strategie necessarie a potenziare la filiera agroalimentare e turistica, risorse considerate cruciali in particolare per il rilancio delle aree interne.
“Stiamo dedicando grande attenzione a questo comparto perché il tartufo rappresenta uno straordinario volano economico, sociale e ambientale per la nostra regione”, ha evidenziato Emanuele Imprudente, Vicepresidente della Giunta regionale con delega all’Agricoltura. “Con il 40% del territorio abruzzese tutelato all’interno di aree protette, stiamo lavorando per rafforzare la sinergia tra cavatori, parchi e enti locali, adottando strumenti come le carte tartufigene, indispensabili per mappare, tutelare e valorizzare le zone a maggior vocazione”.
Nel corso del convegno sono stati illustrati i recenti interventi finanziari messi in campo dalla Regione per sostenere il settore. Sul fronte della promozione, con il bando 2026 sono stati stanziati 50 mila euro destinati ai Comuni abruzzesi per sostenere iniziative di divulgazione, tutela e valorizzazione del comparto. A questo si aggiunge l’importante investimento da 1 milione di euro, sbloccato attraverso l’intervento SRD05 del CSR Abruzzo 2023-2027, rivolto alla realizzazione di impianti di forestazione, imboschimento e sistemi agroforestali, che prevede anche l’impiego di specie arboree e arbustive micorrizzate per creare nuove superfici produttive. Un percorso virtuoso che si affianca al consolidamento della Fiera Internazionale del Tartufo d’Abruzzo, giunta ormai alla sua quarta edizione.
Al centro del dibattito anche il valore culturale del settore. «La cerca e la cavatura del tartufo in Italia, riconosciute dall’UNESCO nel 2021 come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità, costituiscono un’eredità da preservare», ha rimarcato Imprudente, ricordando come la stretta collaborazione con l’università sia la chiave per portare innovazione nelle pratiche tradizionali.
La tre giorni aquilana si chiude oggi con una tappa sul campo: un’escursione guidata all’interno di una tartufaia naturale di tartufo bianco pregiato nei pressi di Tagliacozzo, per toccare con mano l’equilibrio tra biodiversità e produzione.
“Ci sono boschi e paesaggi che dobbiamo custodire con rigore, insieme alla loro biodiversità”, ha concluso il Vicepresidente regionale. “Costruire valore attraverso la ricerca, la conoscenza e le nuove sinergie è la strada obbligata su cui passa il futuro del tartufo abruzzese”.
Fonte: ilgerme.it


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