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Il Tartufo Bianco d’Alba oltre la Fiera: eventi, ristoranti e hotel da scoprire

Il Tartufo Bianco d’Alba è il prezioso e conosciutissimo simbolo delle Langhe , terra di vini pregiatissimi ed eccellente enoturismo, tutelata dall’Unesco con i limitrofi Roero e Monferrato : nasce nascosto nei boschi, dipende da un equilibrio ambientale fragile e porta in tavola il profumo dell’autunno piemontese. Attorno al Tuber magnatum Picco ruota la 96ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, in calendario dal 10 ottobre al 6 dicembre 2026. Il tema dell’edizione, “Autentiche Relazioni” , riassume la storia di una manifestazione nata dall’intuizione di Giacomo Morra e diventata, in quasi un secolo, uno degli appuntamenti enogastronomici più noti al mondo. Le relazioni richiamate dal titolo sono concrete: quella fra il trifolao e il suo tabui , il cane addestrato alla cerca; il passaggio di conoscenze da una generazione all’altra; la collaborazione fra istituzioni, produttori e cittadini; il legame fra Alba e il pubblico internazionale.

Il tartufo, raro e irripetibile, non può infatti essere separato dall’ambiente in cui cresce. Suolo, acqua, clima, biodiversità e cura dei boschi ne determinano l’esistenza, trasformandolo nel simbolo di un turismo rispettoso, capace di valorizzare la natura senza consumarla e di riconoscere il ruolo delle comunità che la custodiscono. La dimensione internazionale della Fiera trova espressione nella “Truffle Diplomacy” , con il conferimento del Tartufo dell’Anno a personalità di caratura mondiale, nell’ Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba , nelle attività delle delegazioni dell’ Ordine dei Cavalieridel Tartufo e dei Vini di Alba e nei numerosi progettiche portano il nome di Alba e del suo tartufo nei principali mercati internazionali.

Nel periodo della manifestazione, mediamente oltre 600.000 visitatori scelgono le colline di Langhe, Monferrato e Roero , attratti dall’unicità del Tartufo Bianco d’Alba e dalla ricchezza delle esperienze proposte dal territorio. Il viaggio abbraccia borghi, castelli, cantine, tartufaie e ristoranti di un paesaggio vitivinicolo di straordinaria armonia riconosciuto dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità .

In questa stagione i vigneti assumono tonalità rosse, ramate e dorate, mentre la nebbia avvolge torri e crinali. È lo scenario di un’esperienza lenta: passeggiate fra i filari, visite in cantina, cucina tradizionale e tappe nel centro storico di Alba, dove torri, piazze, botteghe e rievocazioni mantengono vivo il volto medievale della città. Visitare Alba in autunno significa dunque seguire un profumo e, insieme, entrare in una trama di paesaggi, saperi e relazioni.

La 96ª edizione della Fiera promette un programma ampio, capace di tenere insieme mercato e divulgazione, tradizione e sperimentazione, cultura popolare e alta cucina . La tesi che attraversa l’intera manifestazione è chiara: il lusso più autentico non risiede soltanto nella rarità del tartufo, ma nella qualità dell’ambiente che lo genera e nella responsabilità di chi lo custodisce. Il programma della Fiera coinvolgerà più di quaranta chef italiani e internazionali, molti stellati Michelin , ma il tartufo resterà legato soprattutto a preparazioni essenziali – tajarin al burro, uovo, fonduta e carne cruda all’albese – che ne rispettano l’aroma. Nella scorsa edizione cooking show , scuole di cucina, pranzi al Castello di Roddi , Cene Insolite e Atelier della Pasta Fresca hanno richiamato oltre 3.500 partecipanti, per il 70% stranieri.

La Fiera prenderà simbolicamente il via prima dell’apertura ufficiale. Nella notte fra il 30 settembre e il 1° ottobre il Capodanno del Tartufo segnerà l’inizio della cerca del Tuber magnatum Picco. L’appuntamento, inserito nel festival “ Profondo Umano ”, unirà rito agricolo, spettacolo e identità locale. Nel tardo pomeriggio saranno visitabili in anteprima il Palatartufo in allestimento, la Sala Beppe Fenoglio, il Centro Nazionale Studi Tartufo e il MUDET , il Museo del Tartufo di Alba. In serata, da piazza Ferrero, partirà il corteo dei trifolao e dei tabui delle associazioni piemontesi dei cercatori, diretto attraverso via Vittorio Emanuele verso piazza Risorgimento. Qui un brindisi collettivo con Alta Langa Docg darà il benvenuto alla nuova stagione, rinnovando il patto fra la città, il bosco e chi se ne prende cura.

Dal 10 ottobre al 6 dicembre, ogni sabato e domenica, il Cortile della Maddalena ospiterà il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba , cuore commerciale e culturale dell’evento. Prima della vendita ogni esemplare sarà sottoposto al controllo dei Giudici di Analisi Sensoriale formati dal Centro Nazionale Studi Tartufo. Forma, consistenza, freschezza e intensità aromatica verranno verificate secondo protocolli condivisi, offrendo al pubblico garanzie di qualità e autenticità. Il mercato avrà anche una funzione educativa: i visitatori potranno imparare a riconoscere un buon tartufo, comprenderne le caratteristiche e conservarlo correttamente.

La nuova veste del Cortile comprenderà inoltre una lounge concepita come spazio di accoglienza e incontro. Accanto al tartufo troveranno posto formaggi, salumi, nocciole, dolci, vini e altre specialità piemontesi. L’assaggio diventerà così il punto di partenza per conoscere aziende familiari, ricette tramandate e paesaggi coltivati, in coerenza con il filo conduttore delle “ Autentiche Relazioni” .

Prima e durante la Fiera, Alba farà riemergere la propria anima popolare. Ogni anno, le settimane che precedono l’apertura ufficiale della Fiera sono infatti scandite da appuntamenti che affondanole loro origini nella storiadella città e dei suoi borghi, trasformando Alba in un teatro a cielo aperto, animato da colori, suoni, costumi e simboli identitari. Sabato 26 settembre, alle 21, piazza Duomo ospiterà l’ Investitura del Podestà , cerimonia ispirata alle istituzioni comunali medievali. Domenica 4 ottobre, dalle 14.30, i borghi storici sfileranno nel centro con costumi, vessilli e tamburi; alle 15.30, in piazza Cagnasso, si correrà il Palio degli Asini , gara goliardica nata anche come risposta ironica al Palio di Asti. Il 17 e 18 ottobre il Baccanale dei Borghi trasformerà le piazze in locande all’aperto, fra giochi, cibi e atmosfere d’epoca. Domenica 25 ottobre il Festival della Bandiera porterà invece in piazza Risorgimento gli sbandieratori della Giostra delle Cento Torri. Più che una cornice turistica, il folclore sarà la voce di una comunità che continua a riconoscersi nei propri simboli.

Nella Sala Beppe Fenoglio si alterneranno cooking show con cuochi italiani e internazionali. Tecniche, racconti e abbinamenti mostreranno interpretazioni creative del tartufo senza perdere il rapporto con la materia prima. I piatti saranno accompagnati dalle “Alte Bollicine Piemontesi” del Consorzio Alta Langa, con il servizio dei sommelier AIS Piemonte e la collaborazione degli studenti di Alba Accademia Alberghiera. Ogni sabato e mercoledì torneranno gli Atelier della Pasta Fresca, mentre nel 2026 debutteranno workshop dedicati al Parmigiano Reggiano. Dal 21 novembre, ogni sabato alle 18, “ Tramonto gourmet: aperitivo di eccellenza ” unirà cucina d’autore e mixology grazie alla collaborazione con i consorzi Alta Langa e Vermouth di Torino . Il MUDET proporrà seminari di analisi sensoriale per riconoscere profumi, intensità e qualità del prodotto.

Al Museo Eusebio debutteranno i Vinum Alba Wine Tasting, degustazioni curate con AIS Piemonte dedicate alle principali etichette di Langhe, Roero e Monferrato. Torneranno anche le Cene Insolite, che porteranno l’alta cucina in luoghi fuori dall’ordinario: il Teatro Sociale di Alba ospiterà fra gli altri Carlo Cracco , mentre una tappa raggiungerà la Stella di Pila, bistrot panoramico a 2.723 metri, in collaborazione con la Regione Valle d’Aosta. Il tartufo diventerà così un filo conduttore fra palcoscenici, montagne e architetture sorprendenti.

Al Castello di Roddi, il Taste Lab tradurrà il tema delle relazioni nel linguaggio della cucina. In collaborazione con la Barolo & Castles Foundation , il maniero ospiterà visite guidate, pranzi, eventi e lezioni nelle sette postazioni professionali della scuola. Ogni lunedì e venerdì mattina i partecipanti prepareranno ricette piemontesi e piatti gourmet con gli chef, per poi degustare le proprie creazioni con tartufo e vino. La novità “ A tu per tu con lo Chef ”, riservata a un massimo di due persone, consentirà di osservare da vicino tecniche e gesti dell’alta cucina: appuntamenti il 22 ottobre con Davide Palluda e il 12 novembre con Matteo Baronetto . Il sabato mattina debutterà invece il Brunch del Tartufo Bianco d’Alba, rilettura contemporanea e informale di un ingrediente tradizionalmente legato ai grandi pranzi.

Dal Piemonte alla Rioja, il dialogo dei terroir Il progetto “Truffle and Wine” metterà in relazione il Tuber magnatum Picco con i vini piemontesi e con grandi regioni vitivinicole internazionali. Dopo Champagne, Borgogna, California e Napa Valley, Etna e Alto Adige, nel 2026 l’ospite sarà la Rioja . Degustazioni e incontri confronteranno terroir diversi, accomunati dalla ricerca dell’eccellenza e dalla capacità di esprimere la propria origine. Venerdì 23 ottobre il Castello di Grinzane Cavour ospiterà “Barolo en primeur” , asta benefica con collegamenti internazionali: saranno battute le barrique della Vigna Gustava e i lotti comunali di 95 cantine, dopo la degustazione del Nebbiolo 2025 destinato a diventare Barolo e Barbaresco. Il 24 e 25 ottobre, all’Hotel Calissano, “I grandi terroir del Barbaresco e gli altri volti del Nebbiolo” proporrà banchi d’assaggio e degustazioni guidate.

Domenica 25 ottobre il Teatro Sociale accoglierà “Alta Langa Aperitivo · Magnum Première”: dopo la visita al teatro, i sommelier AIS presenteranno una selezione di Alta Langa Docg in formato Magnum, con musica dal vivo e una proposta gastronomica dello chef stellato Paolo Griffa composta da finger food, una portata al Tartufo Bianco d’Alba e un dessert. Un’eredità da consegnare ai più piccoli Ogni sabato e domenica, fino al 22 novembre, il Palazzo Mostre e Congressi “Giacomo Morra” ospiterà Alba Truffle Bimbi . Lo spazio rinuncerà a videogiochi, gonfiabili e intrattenimenti di plastica per privilegiare fantasia, manualità e rapporto con l’ambiente. Attraverso giochi in legno e materiali naturali, i bambini potranno modellare colline e vigneti, conoscere il ciclo del vino, inventare paesaggi e avvicinarsi alla cucina. L’obiettivo è trasmettere il valore della terra e della cura, mostrando che il tartufo non nasce isolato, ma all’interno di un ecosistema da rispettare.

Notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre 2026

Fonte: italiaatavola.net


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