A firma Robilant, la nuova identità vuole rafforzare la presenza internazionale e consolidare il percepito di alto di gamma, senza rinnegare i codici storici del marchio, come il nero e lâoro, elementi che continuano a evocare il carattere distintivo dellâazienda e del suo fondatore. Insomma, il rebranding non rappresenta un cambio di pelle per inseguire il mercato, ma la ridefinizione del linguaggio con cui raccontare lâeccellenza italiana a un pubblico globale. Nata a Pietralunga allâinizio degli anni Ottanta dallâintuizione di Giuliano Martinelli, Giuliano Tartufi vanta oggi un fatturato di 26 milioni di euro, con crescita annua del 20%, 44 negozi (39 in Italia) e una quota export che vale circa il 70% del business, con presenza in oltre 90 Paesi.
Comunicare la qualità significa oggi fare cultura. Come sottolineato da Elisa Ioni, Chief Commercial Officer dellâazienda, il tartufo resta un prodotto spesso poco conosciuto soprattutto nei mercati internazionali, dove è necessario costruire consapevolezza attorno alla materia prima, ai processi di lavorazione e alla filiera, costruendo un racconto più ampio sul settore. Un lavoro che passa da informazione, trasparenza e formazione del consumatore, con lâobiettivo di âmaturareâ i mercati attraverso contenuti credibili e autorevoli.
Salire di fascia non significa soltanto aumentare il prezzo percepito, ma costruire valore attorno a ciò che rende il prodotto irripetibile. Nel caso del tartufo, vuol dire partire dalla natura stessa della materia prima. Lâazienda insiste da tempo sul concetto di sostenibilità âintrinsecaâ del settore. Il tartufo nasce da un equilibrio biologico delicatissimo tra terreno, clima, alberi e biodiversità . Da qui la strategia che mette insieme filiera corta, investimenti agricoli e sostenibilità ambientale. Dal 2006 Giuliano Tartufi coltiva tartufaie proprie, oggi estese su circa 18 ettari, mentre il progetto âFidanzati per 10 anniâ, sviluppato insieme alla Regione Umbria, garantisce ai collaboratori lâacquisto del raccolto per un decennio, rafforzando la stabilità economica della filiera locale e preservando lâorigine umbra del prodotto.
In questo percorso si inserisce naturalmente anche la collaborazione con Carlo Cracco, figura che contribuisce a consolidare il dialogo tra il brand e il mondo dellâalta cucina. La partnership, presentata in occasione di Tuttofood 2026 (a Milano dallâ11 al 14 maggio), nasce da una sintonia costruita attorno a valori condivisi, rispetto della materia prima, dedizione al lavoro e valorizzazione del tartufo come ingrediente identitario della gastronomia italiana.
A sostenere questa nuova fase sarà anche AIDA PARTNERS , scelta da Giuliano Tartufi per le attività di ufficio stampa e relazioni media.  La sfida comunicativa è raccontare il lusso mantenendo saldo il legame con il territorio e con una dimensione produttiva che continua a rivendicare autenticità , filiera e cultura del prodotto.
Fonte: youmark.it


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