ANDARE A TARTUFI, l’APP per la CERCA e CAVATURA del TARTUFO in ITALIA. Quotazioni tartufo, fasi lunari, andare a tartufi shop, attrezzatura per andare a tartufi, tartufo notizie rassegna stampa, normative legali raccolta tartufi, aTartufi dizionario, le specie di tartufo, piante da tartufo in natura, cani da tartufi, addestramento e accessori, tartufo ricette.

Fiera del tartufo bianco d’Alba: la guida per scoprire le Langhe nella stagione più bella

Dal 10 ottobre al 6 dicembre torna uno degli eventi più attesi dell’autunno. Degustazioni, visite guidate, cene con grandi chef, cooking show e mercati gourmand animeranno le colline piemontesi Patrimonio Unesco: ecco tutto quello che dovete sapere sulla Fiera del Tartufo bianco d’Alba e sul Tuber magnatum Pico

“Tra gli appuntamenti principali ci sono i cooking show in Sala Fenoglio, nel centro storico di Alba, ma anche le Cene insolite con visite guidate al Teatro Sociale G. Busca , che uniscono alta cucina ed esperienza culturale. Tra i nomi più attesi, Carlo Cracco, Paolo Griffa e Federico Zanasi . Da non perdere anche i pranzi della tradizione e le scuole di cucina al Castello di Roddi , oltre ai wine tasting per scoprire i vini delle Langhe: degustazioni condotte da sommelier AIS in modo divulgativo e accessibile”, anticipa Mosca. Ma la kermesse non è soltanto un appuntamento per appassionati di alta cucina: è anche l’occasione per conoscere più da vicino la storia e le caratteristiche del tartufo bianco , il territorio che lo rende unico e la cultura culinaria delle Langhe. Ecco tutto quello che dovete sapere sulla Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba e sul Tuber magnatum Pico.

“Autentiche Relazioni” è il tema della 96ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba . Filo conduttore di questa edizione sarà il valore delle relazioni costruite in quasi cento anni di storia tra persone, territorio, natura, culture e comunità: un prodotto fragile e raro come il Tuber magnatum Pico può crescere solo là dove esiste un equilibrio tra uomo, bosco, suolo, acqua, biodiversità e cura del territorio. Tornerà il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alb a, all’interno del Cortile della Maddalena , quest’anno in veste rinnovata: punto vendita, ma anche ritrovo, aperto al pubblico ogni sabato e domenica dal 10 ottobre al 6 dicembre. Qui sarà possibile ammirare, fiutare e acquistare i migliori esemplari garantiti dalla severa Commissione Qualità, oltre a prodotti tipici come formaggi, salumi, nocciole, dolci e vini del territorio.

Non solo shopping. Tanti i cooking show e gli aperitivi in programma in Sala Beppe Fenoglio , dove chef di primo piano interpreteranno il tartufo bianco d’Alba con la loro creatività. Tra gli appuntamenti, quelli con Maurizio Bufi del Fagiano Gourmet di Gardone Riviera, una stella Michelin (18 ottobre, ore 11), Viviana Varese del Passalacqua Lago di Como e Michelangelo Mammoliti de La Rei Natura di Serralunga d’Alba, tre stelle Michelin (1° novembre, rispettivamente alle 11 e alle 18), e Jacopo Chieppa di Equilibrio a Dolcedo (21 novembre, ore 11).

Tra le location coinvolte, il Castello di Roddi , dove si terranno visite guidate, seguite da pranzi tradizionali, in collaborazione con la Barolo & Castle Foundation. Stessa location anche per due brunch speciali orchestrati dallo chef Luigi Taglienti (10 ottobre e 7 novembre ore 11.00). Da non perdere, il 29 ottobre al Teatro G. Busca , Antonio Guida’s friends , una cena dedicata all’associazione Fiori Rari dello chef Antonio Guida , due stelle Michelin al Seta del Mandarin Oriental Milano: il cuoco duetterà ai fornelli con Matias Perdomo , stella Michelin al Contraste di Milano, Eugenio Boer del Ristorante Bu:r di Milano, Stefano Baiocco , due stelle Michelin a Villa Feltrinelli a Gargnano e Wicky Priyan del Wicky’s Innovative Japanese Cuisine di Milano. La cena sarà a sostegno dell’associazione, che si occupa di situazioni di fragilità e accompagna bambini e famiglie in momenti complessi. “Allo chef Guida verrà conferito il Premio Dawn to Earth , riconoscimento che ogni anno celebra i cuochi che si sono distinti per la sostenibilità sociale e ambientale”, spiega Mosca. Per scoprire le caratteristiche del tartufo bianco, infine, sarà possibile partecipare alle analisi sensoriali del pregiato fungo ipogeo presso il Mudet – Museo del Tartufo . Al Museo Eusebio , invece, spazio ai grandi vini delle Langhe, del Monferrato e del Roero. A proposito di wine tasting, tra gli eventi speciali segnaliamo Alta Langa Aperitivo – Magnum Première , domenica 25 ottobre al Teatro Sociale G. Busca di Alba: la degustazione dello spumante Metodo Classico piemontese sarà accompagnata dalla proposta gastronomica firmata dallo chef Paolo Griffa , una stella Michelin al Caffè Nazionale di Aosta, tra musica e assaggi d’autore.

La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba nasce nel 1929 come mostra a premi nell’ambito della fiera della vendemmia, grazie all’intuizione di Giacomo Morra , alla guida dello storico Hotel e Ristorante Savona di Alba. Morra viene ricordato per essere stato il primo a valorizzare i tartufi delle Langhe e del Roero con un mercato ad hoc. Nel 1932 nasce il Palio degli Asini , ideato da Pinot Gallizio per arricchire i festeggiamenti con un evento folcloristico. Nel 1933, la manifestazione adotta ufficialmente il nome di Fiera del Tartufo d’Alba , distaccandosi definitivamente dalla festa della vendemmia.

Negli anni Cinquanta l’evento acquista fama internazionale, attirando l’interesse della stampa estera e di importanti artisti contemporanei. Nel tempo, da semplice mercato locale, la Fiera del Tartufo bianco d’Alba è cresciuta fino a diventare la vetrina mondiale dell’enogastronomia e della cultura delle Langhe, con degustazioni e analisi sensoriali, cene gourmet e rievocazioni storiche. La manifestazione, oggi tra le più conosciute e longeve al mondo, testimonia l’importanza dei legami tra il trifolao che va a raccogliere tartufi nel bosco (un mestiere che si trasmette ancora oggi di padre in figlio), le istituzioni e le comunità locali.

Con il suo aroma inconfondibile, quello che comunemente è chiamato tartufo bianco pregiato ( Tuber magnatum Pico ) è considerato il re dei tartufi, per la combinazione unica di rarità, profumo e l’impossibilità di sviluppare una coltivazione commerciale affidabile e riproducibile . Si tratta di un fungo ipogeo spontaneo, che cresce sottoterra. Ad oggi non esistono tecniche di coltivazione di successo: ecco perché il Tartufo bianco d’Alba viene considerato un prodotto raro e selvatico, interamente dipendente dalla salute dei boschi. Vellutato al tatto, il tartufo bianco pregiato si presenta con una forma tondeggiante, globosa, liscia ma irregolare, a seconda del terreno in cui è cresciuto. La parte esterna (peridio) ha una tonalità che va dal crema all’ocra chiaro, mentre l’interno (gleba) è caratterizzato da venature bianche marmorizzate e varia dal bianco al grigio, al rosa. Il profumo, penetrante, intenso e pungente, si distingue per note di aglio selvatico, miele, fieno, sottobosco e spezie.

La prima caratteristica che rende unico e pregiato il Tartufo bianco d’Alba è la rarità e l’habitat in cui cresce: solo terreni con condizioni climatiche e ambientali perfette, umidi e ricchi di calcio, in simbiosi con le radici di alberi specifici come querce, tigli, pioppi, salici e noccioli. La stagione ufficiale della raccolta in Piemonte si apre il 1° ottobre. Altro fattore che rende il tartufo bianco d’Alba così pregiato è l’ impossibilità di coltivazione: a differenza di altri tartufi, non si riesce a coltivare in modo artificiale o controllato. Infine, l’ elevato valore economico , che può salire notevolmente nelle annate di scarsa raccolta.

Il prezzo del Tartufo bianco d’Alba può variare a seconda delle annate: mediamente può oscillare tra i 1.500/2.000 e i 4.000 euro al chilo e può salire notevolmente nelle annate di scarsa raccolta, arrivando a punte di 5.000-6.000 euro al chilo . I fattori che influenzano il costo sono la pezzatura (un tartufo che supera i 50 grammi costa molto di più rispetto a esemplari piccoli o frammentati), ma anche l’andamento climatico. La pioggia e le temperature influenzano la quantità di tartufi bianchi raccolti dai trifolau con i loro cani da tartufo: n elle annate particolarmente secche, il prezzo del tartufo sale sensibilmente.

Tra gli eventi più attesi ogni anno a novembre, dal 1999 il Castello di Grinzane Cavour ospita l’ Asta mondiale del tartufo bianco d’Alba . L’evento, che ha uno scopo benefico, vede partecipare in sala, e in collegamento da tutto il globo, chef, personalità della cultura, dello spettacolo e della politica. Passano di qui i migliori esemplari di tartufo bianco pregiato: il ricavato viene devoluto a enti benefici in Italia e nel mondo. Il record? Lo detiene l’edizione del 2018, quando è stato battuto all’asta un tartufo bianco d’Alba di circa 900 grammi a 330.000 euro.

Le linee guida per riconoscere un buon tartufo bianco pregiato ? Innanzitutto deve essere acquistato solo nella sua stagione, che va da ottobre a dicembre. La prima caratteristica da controllare è la pulizia: non deve essere né troppo sporco di terra né troppo pulito. Una volta raccolti, i tartufi vengono spolverati con un pennellino ad hoc (non vanno mai immersi nell’acqua o lavati sotto un getto forte). Al tatto il tartufo bianco deve essere vellutato, non secco o molle, mentre al naso deve rivelare il caratteristico profumo intenso che lo identifica, senza sfumature olfattive anomale di muffa, ammoniaca o altri alimenti.

Il tartufo bianco va consumato rigorosamente a crudo , affettato a sottili lamelle sul piatto caldo poco prima di servire, perché il calore ne comprometterebbe il profilo aromatico. Le lamelle di tartufo regalano profumo, note aromatiche e carattere a portate come tagliolini al burro, ravioli del plin e pasta fresca in generale, uova, sformati, risotti, tartare e piatti di carne. Ma non c’è limite alla creatività, come insegnano gli chef.

Dove mangiare piatti a base di tartufo bianco pregiato ad Alba e dintorni? Nel cuore della capitale delle Langhe, che vanta il titolo Unesco di Città creativa per la gastronomia , un nuovo classico è La Piola , trattoria moderna della famiglia Ceretto, alla guida dell’omonima cantina, proprietaria anche del vicino ristorante tre stelle Michelin Piazza Duomo . Lo chef Dennis Panzeri prepara degli ottimi tajarin al burro, con una salsa leggera e avvolgente allo stesso tempo. Chi cerca una vista privilegiata sulle colline vitate del Barolo, invece, può andare a La Morra, all’ Osteria Arborina dell’ Arborina Relais , dove si assaggia la cucina fine dining dello chef Fernando Tommaso Forino . Una vera istituzione per il territorio, infine, è Il Giardino da Felicin a Monforte d’Alba, un indirizzo storico, attivo da più di novant’anni. Proprio come la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.

Quando si tiene la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba nel 2026? La 96ª edizione della Fiera è in programma dal 10 ottobre al 6 dicembre 2026, per una durata di nove settimane.

Fonte: viaggi.corriere.it


Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *