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Fiera del Tartufo Bianco: 15 esperienze da vivere ad Alba, tra cene a teatro, castelli e degustazioni

L’autunno è la stagione in cui le colline di Langa si riempiono di un profumo inconfondibile. Quella in cui da secoli i trifolau e i loro cani esibiscono e propongono al pubblico il risultato della loro arte antica, che non a caso è da qualche anno Patrimonio UNESCO . Eccolo, il momento del Tartufo Bianco, uno dei prodotti più pregiati al mondo, che viene celebrato in tutta la regione ma che trova ad Alba il suo palcoscenico più luminoso, quello della Fiera Internazionale , giunta quest’anno alla sua novantaseiesma edizione.

Un evento che è molto più di un appuntamento gastronomico: è l’occasione per costruire un itinerario tra sapori, cultura e paesaggi, nel momento in cui i filari di vite si vestono di colori nuovi e il Piemonte raccoglie alcuni dei suoi frutti migliori, come il vino o appunto il preziosissimo Tuber magnatum pico . Fino al 6 dicembre 2026, il programma intreccia cooking show, laboratori del gusto, incontri con i produttori e appuntamenti fuori dagli schemi. Ecco 15 esperienze da mettere in agenda, per un weekend nelle Langhe che abbia il tartufo come filo conduttore, ma non come unico protagonista.

Mangiare in un teatro, illuminati dalle luci del palcoscenico e circondati dall’aura di solennità che un luogo di cultura sa dare, deve essere un’esperienza eccezionale. Lo è sicuramente quella delle Cene Insolite , uno degli eventi più esclusivi della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba , dove il palcoscenico del Teatro Sociale “Giorgio Busca” di Alba si trasforma per una notte in un ristorante. Il calendario di quest’anno prevede diversi appuntamenti: venerdì 23 ottobre con chef Paolo Griffa (al Caffè Nazionale di Aosta), giovedì 29 ottobre con Antonio Guida & Friends, venerdì 30 ottobre con chef Carlo Cracco (Ristorante Cracco di Milano), sabato 31 ottobre con Federico Zanasi (Ristorante Condividere, Torino) e domenica 1 novembre 2026 con Diego Rossi (Trippa, Milano).

È il cuore della manifestazione, e non potrebbe essere altrimenti. Il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, ospitato nel Cortile della Maddalena, è aperto il sabato e la domenica fino al 6 dicembre, dalle 9.30 alle 19.30. Qui si possono osservare da vicino gli esemplari provenienti dai boschi del territorio, confrontarsi con gli operatori e acquistare il prezioso Tuber magnatum Pico con il supporto dei giudici della Commissione Qualità, che ne verificano le caratteristiche. Accanto al tartufo, trovano spazio prodotti agroalimentari locali e una Grande Enoteca dedicata ai vini del territorio.

Per scegliere il giusto tartufo bianco è necessaria un po’ di esperienza. I laboratori di analisi sensoriale organizzati nell’ambito della Fiera offrono l’occasione di approfondirne le peculiarità aromatiche e le caratteristiche qualitative, andando oltre la semplice esperienza a tavola. È un appuntamento interessante anche per chi pensa di conoscere già il prodotto, che rimarrà stupito da quante cose nuove ci sono da imparare. Si parte da un percorso olfattivo e descrittivo , per poi passare a una serie di attività pratiche come test olfattivi, esercizi guidati e compilazione di schede di valutazione specifiche per individuare le sfumature aromatiche e infine concludere con approfondimenti come i consigli pratici sulla corretta conservazione del tartufo e sui criteri per giudicarne la qualità.

Si fa presto a dire tartufo, ma il bello è sempre imparare come utilizzarlo in cucina. Per questo alla Fiera, ogni sabato e domenica, si alternano nel Cortile della Maddalena professionisti della ristorazione e chef stellati, chiamati a interpretare questa ed altre eccellenze del territorio e a raccontare il rapporto tra tecnica, stagionalità e materia prima. Svelando al pubblico i consigli per utilizzare al meglio questo prodotto eccezionale.

Per chi preferisce un’esperienza gastronomica più informale, il format Tramonti Gourmet – Aperitivi d’Eccellenza unisce piccoli assaggi, cucina dal vivo e calici di vini del territorio. Alle 18, il Cortile della Maddalena ospita i piattini d’autore di una serie di grandi chef ospiti, insieme, ad esempio, a un calice d’Alta Langa DOCG, o a un Vermouth di Torino IGP.

Non solo tartufo: protagonisti alla Fiera sono i tanti prodotti d’eccellenza del territorio, a partire dai vini. Barolo, Barbaresco, Nebbiolo e Alta Langa sono tra i vini che si possono degustare alla cieca, sfidando le proprie capacità e concentrandosi ul calice, senza lasciarsi influenzare dall’etichetta o dal produttore. Tra le proposte del weekend del 5 e 6 dicembre, il laboratorio «Scopriamo i vini del Piemonte alla cieca!» è previsto alle 11.30 e alle 16.30.

Le colline intorno ad Alba sono costellate di castelli e dimore storiche che sembrano fatti apposta per ospitare un pranzo un po’ fiabesco. Tra le location coinvolte nel programma della Fiera c’è il Castello di Roddi, sede del Taste Lab , dove la visita può diventare parte di un’esperienza gastronomica più ampia. Il format «Visita e pranzo al Castello di Roddi» unisce la scoperta della dimora a un momento conviviale dedicato alla cucina del territorio.

Sempre il Taste Lab del Castello di Roddi ospita anche i brunch d’autore firmati dallo chef Luigi Taglienti: una formula convivale e più informale, dove unire il dolce e il salato in una diversa esperienza gastronomica.

In Piemonte la pasta fresca è una questione seria, e i tajarin (così come i plin) sono uno dei simboli più amati della cucina delle Langhe. Sottili, ricchi di tuorli e perfetti per accogliere una generosa grattata di tartufo bianco, rappresentano uno degli abbinamenti più classici della gastronomia locale. Gli appuntamenti «I giovedì da Eataly – La Pasta fresca: i Tajarin» sono pensati per approfondire proprio questa tradizione, attraverso il racconto e la pratica.

Due territori vitivinicoli lontani, ma accomunati da una forte identità: da una parte le Langhe, dall’altra la Rioja spagnola. Il confronto tra questi mondi offre l’occasione di scoprire affinità e differenze, osservando come clima, suolo, vitigni e tradizioni contribuiscano a definire il carattere di un vino. Il programma della Fiera comprende il progetto «Il Barolo incontra la Rioja», con masterclass e cena di gala dedicati a questo abbinamento fuori dagli schemi.

Il Mercato della Terra Slow Food, in piazza Pertinace, è il posto giusto per scoprire produttori e specialità che raccontano la biodiversità gastronomica del territorio.

Per cambiare prospettiva, basta salire. Le visite guidate del MUDI – Museo Diocesano permettono di osservare Alba da un punto di vista insolito, raggiungendo il campanile della Cattedrale e abbinando la scoperta del patrimonio cittadino a un momento conviviale. Il 6 dicembre, in occasione del weekend conclusivo della Fiera, è previsto l’appuntamento «45 metri sopra Alba», con visite alle 15 e alle 16.30.

C’è un’altra Alba, meno visibile ma altrettanto affascinante, che si nasconde sotto il centro storico. Alba Sotterranea accompagna i visitatori alla scoperta delle tracce archeologiche custodite nel sottosuolo, tra testimonianze delle diverse epoche che hanno attraversato la città. D’altra parte, anche il tartufo nasce sottoterra.

Fonte: vanityfair.it


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