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Drillers – Quando cerchi il tartufo ma scavi fino a trovare un Balrog!

La cucina dello Chef Ludico, per una sera, può tranquillamente restare chiusa. Questa sera mettiamo via padelle, mestoli e ricette improbabili perché l’unica cosa che voglio sentire girare sono le trivelle: si scende sottoterra con Drillers , nuovo gioco da tavolo strategico sviluppato da Czech Games Edition e portato in Italia da Cranio Creations . Mech industriali, miniere abbandonate, carburante che sembra sempre troppo poco e quella meravigliosa sensazione tipica dei board game in cui sai perfettamente che dovresti fermarti… e invece decidi di scavare ancora un livello. Perché sì, il punto interessante di Drillers non sembra essere semplicemente recuperare minerali e trasformarli in punti: il vero gioco comincia quando bisogna capire quanto rischio siamo disposti a mettere tra noi e la superficie.

L’idea parte da una fantasia industriale che ha qualcosa di irresistibilmente videoludico. Ogni giocatore controlla un mech da perforazione e si addentra in una miniera abbandonata da una misteriosa corporazione, recuperando minerali e materiali di valore prima di riportare il bottino in superficie. Qui entra in funzione il ciclo economico: vendere, ottenere crediti, comprare carte migliori, potenziare il proprio motore di gioco e prepararsi a una nuova discesa. Czech Games Edition lo presenta come un titolo di deck-building e gestione delle risorse per 1-4 giocatori, giocabile anche in solitario, indicato dai 12 anni e con una durata dichiarata attorno ai 30 minuti per giocatore.

Fin qui potreste dirmi: “Chef, bello, ma di deck-builder sullo scaffale ne abbiamo abbastanza da costruirci un tavolo”. Corretto. Il dettaglio capace di accendere la mia curiosità sta però nel modo in cui Drillers prova a trasformare il mazzo da generatore di sorprese a strumento di pianificazione. Le carte servono per muoversi, perforare e compiere le varie azioni, ma possono essere sacrificate anche come carburante. Tradotto nella lingua universale del giocatore da tavolo: quella carta bellissima che vorresti usare per fare la combo definitiva potrebbe essere esattamente la carta che devi bruciare per riuscire a combinare qualcosa questo turno. Il gioco ti guarda, ti porge due opzioni entrambe sensate e aspetta pazientemente che tu faccia quella sbagliata. È un classico.

Qui arriviamo alla meccanica che voglio assolutamente vedere lavorare dal vivo: Future Sight . Il mazzo di pesca viene sistemato su un apposito supporto in modo che la prossima carta sia sempre visibile. Non conosci tutto il futuro, insomma, ma possiedi abbastanza informazioni per iniziare a fare calcoli, conservare una carta utile in mano e preparare il turno successivo. Gli stessi designer spiegano che questa soluzione è nata durante lo sviluppo per ridurre certe frustrazioni legate alla casualità della pesca e trasformare effetti normalmente affidati alla fortuna in decisioni calcolabili.

Da giocatore, questo dettaglio mi interessa parecchio perché tocca uno dei grandi equilibri del deck-building. Parte del divertimento del genere nasce dal costruire una macchina cercando di domare il caos del mazzo; Drillers sembra invece offrirti qualche informazione in più e poi domandarti: “Bene, adesso che sai cosa sta arrivando, sei ancora sicuro di voler giocare quella carta?”. Inoltre non sei obbligato a svuotare automaticamente la mano: conservare certe carte può diventare una scelta strategica, magari perché hai già intravisto la combinazione che potrebbe funzionare al turno seguente. Persino le carte Danno, che normalmente vivono felici nel ruolo di spazzatura infilata nel mazzo per rovinarci la serata, possono essere gestite, usate come carburante inefficiente oppure tenute in attesa del momento giusto per ripararle. È quella categoria di microdecisioni che sulla carta sembra innocua e al tavolo produce improvvisamente quattro adulti immobili a fissare tre carte per cinque minuti.

La domanda centrale di Drillers sembra essere tutta qui. Più si scende, più interessanti diventano le opportunità, ma carburante, capacità del mech e possibilità di tornare indietro iniziano a pesare sulle decisioni. La miniera, inoltre, è uno spazio condiviso: aprire nuovi pozzi e corridoi modifica le possibilità disponibili anche agli altri giocatori. Non stiamo quindi parlando del classico multiplayer solitario nel quale ognuno costruisce il proprio motore guardando gli avversari soltanto perché occupano fisicamente una sedia. Le nostre scelte modificano il territorio e possono involontariamente preparare un’autostrada mineraria a chi gioca dopo di noi. CGE insiste proprio su questa interazione indiretta: una decisione personale può creare opportunità per tutti.

Poi arrivano i droni , che automatizzano parte della logistica e permettono di sostenere meglio le spedizioni sotterranee. Anche loro sono passati attraverso parecchie iterazioni durante lo sviluppo: Adam Španěl ha raccontato come un costo troppo basso rendesse conveniente campeggiare nelle profondità, mentre un costo troppo alto spingesse sistematicamente i giocatori a tornare in superficie. È il genere di dettaglio di design che apprezzo perché racconta molto più di cento slogan sulla “profondità strategica”: significa che qualcuno ha realmente provato a rompere il sistema, ha osservato cosa accadeva e ha continuato a modificarlo. CGE parla di oltre 1.400 partite completate durante il testing online , un numero che rende particolarmente interessante verificare al tavolo quanto questo lavoro si percepisca davvero.

Parecchia roba, ma preferisco raccontarla attraverso ciò che dovrebbe succedere sul tavolo anziché leggere l’inventario come il retro di una confezione di cereali. Il tabellone viene progressivamente popolato dalle tessere che costruiscono pozzi e corridoi, quattro miniature rappresentano i mech dei giocatori, dodici droni accompagnano lo sviluppo dell’infrastruttura e oltre cento carte alimentano il sistema di deck-building. Minerali, crediti, indicatori, plance personali e supporti per i mazzi completano un allestimento che visivamente sembra voler dare una forte presenza fisica alla progressione sotterranea. L’edizione italiana di Cranio Creations risulta attualmente proposta in preordine a 64,99 euro , con day one indicato genericamente per l’ autunno 2026 ; la scheda italiana riporta 1-4 giocatori, età 12+ e una durata indicativa di 90 minuti, mentre CGE specifica più precisamente circa 30 minuti per giocatore.

La scatola può comunque pesare quanto un meteorite, ma sappiamo tutti che il verdetto arriva soltanto dopo aver messo le mani sui comandi. Martedì 6 ottobre alle 20:00 la cucina sotterranea dello Chef Ludico apre quindi i portelloni e scende nella miniera: giochiamo Drillers, proviamo a capire quanto funzioni davvero Future Sight, vediamo quanto cattive diventino le decisioni sul carburante e soprattutto scopriamo quale membro del tavolo pronuncerà per primo la storica frase “tranquilli, riesco sicuramente a tornare su” pochi secondi prima della catastrofe. Se non riuscite a raggiungerci durante la partita, recuperate il gameplay sul canale YouTube di Satyrnet : certe decisioni strategiche meritano di essere studiate, soprattutto quelle sbagliate.

E adesso tocca a voi: quanto siete disposti a rischiare per quel minerale un piano più sotto? Team prudenza e ritorno in superficie oppure mech lanciato verso l’abisso finché rimane anche una sola goccia di carburante? Raccontatecelo e venite a discutere con la community di CorriereNerd.it su Facebook , nel gruppo Facebook , su Instagram , YouTube , X , Telegram e LinkedIn .

Angelo Minestrini è noto come “Lo Chef Ludico”, Perugino d.o.c. classe ’69, vive a Roma dove lavora come capo Gastronomo; Nerd senza ritegno appassionato di videogiochi, musica anni ’80 e retrowave, serie tv e cinema. Da tempi immemori coltiva una grande passione per i giochi da tavolo che ora condivide nel suo canale come Youtuber, Blogger e da qualche anno anche come Game Designer. La sua missione è una divulgazione ludica espressa con lo stesso spirito e voglia di divertirsi di quando era ragazzino, con tanta semplicità ed autoironia. Il suo motto “il gioco ci mantiene giovani, sa regalare emozioni ed è come un buon piatto casereccio, se lo consumi con gli amici ha più gusto”. Segui il canale su https://www.youtube.com/c/LoChefLudico

Fonte: corrierenerd.it


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