L’annuncio del sindaco Tassinari durante la sagra: “Per valorizzare questo pregiato prodotto, anche dal punto di vista turistico” .
La 59ª Sagra del Tartufo, svoltasi domenica a Dovadola, ha portato anche una novità: da pochi giorni, infatti, la cittadina nella valle del Montone è entrata a far parte dell’ Associazione Nazionale Città del Tartufo . Di conseguenza si fregia del titolo ‘ Dovadola città del tartufo ’, che campeggia già all’ingresso e all’uscita del paese sui cartelli stradali lungo la SS67.
“Si tratta – ha spiegato il sindaco Francesco Tassinari, – di una partecipazione ad un circuito nazionale per valorizzare questo pregiato prodotto della cucina italiana, anche dal punto di vista turistico, per fare conoscere il nostro paese”. L’associazione è nata ad Alba nel 1990, grazie ad altre sette città fondatrici, fra cui Acqualagna, Norcia, Sant’Angelo in Vado e Sant’Agata Feltria. La sede operativa è nel comune toscano di Montepulciano (Siena) e ne è presidente Michele Boscagli.
L’associazione è sorta per condividere un progetto comune e di sviluppo di 10 territori italiani e oggi conta circa 90 iscritti, fra città e paesi. La storia associativa rivela come le ‘Città’ siano riuscite a sintetizzare in questi oltre 35 anni tre vocazioni, inizialmente differenziate: “produzione del tartufo, commercializzazione e promozione turistica a esso collegata, rendendo sinergico lo sviluppo del territorio e consolidando un rapporto di qualità con il consumatore”.
Precursori di tendenze, prima che il marketing territoriale si imponesse come metodo e strumento di promozione e comunicazione per lo sviluppo di aree vaste, attraverso la valorizzazione delle peculiarità ambientali, storiche, architettoniche, culturali ed enogastronomiche dei territori, le Città del Tartufo si erano già associate per raggiungere questo obiettivo, che si rinnova di anno in anno.
Alla luce di queste ambiziose finalità, tra le iniziative promosse dall’Associazione, risaltano l’istituzione del marchio di qualità ‘Ristorante Amico del Tartufo’, la partecipazione a Expo 2015 di Milano e l’iscrizione da parte dell’Unesco della ‘Cerca e Cavatura del Tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali’ nella lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità . Conclude Tassinari: “Ora dobbiamo partecipare da protagonisti alla vita e alle iniziative degli altri soci a tutti i livelli”.
Fonte: ilrestodelcarlino.it


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