Evapora la maggioranza di Vittorio Fiorucci alla conta dei presenti questa mattina (mercoledì 28 ottobre) perché già alla prima convocazione, così come alla seconda, è mancato il numero legale.
Alla prima convocazione erano assenti Robert Satiri, Luca Ramacci Nancy Latini, Alessio Nicchi impegnato professionalmente a Bruxelles e Giordano Manuali in rotta con il sindaco ma comunque arrivato per la seconda convocazione chiamato in tutta fretta anche se non è bastato per garantire il numero legale.
C’è stata tra le due convocazioni la sospensione di 20 minuti prevista dal regolamento, ma la situazione non si è risolta e la seduta è stata tolta dal presidente dell’assemblea, Mattia Martinelli.
La Conferenza dei capigruppo convocata d’urgenza ha deciso di riconvocare il Consiglio Comunale per domani (giovedì 29 ottobre) con la trattazione dei soli argomenti legati al bilancio tra l’approvazione del consolidato 2025 e la variazione al bilancio pluriennale con attenzione particolare alle spese per la Mostra del tartufo e le iniziative per il Natale.
Singolare che per la Mostra del tartufo siano stati fatti partire gli spot pubblicitari a pagamento e organizzate molte cose senza aver prima approvato le relative coperture finanziarie. Un modus operandi decisamente discutibile e che fa del Comune di Gubbio la solita terra del si fa come si vuole.
Il termine del 30 settembre è già scaduto, quindi la seduta deserta non crea un problema nuovo: prolunga una situazione di inadempimento già in corso.
La mancata approvazione comporta il blocco delle assunzioni, già scattato dal 1° ottobre. Il divieto resta in vigore finché il consolidato non viene approvato, anche oltre il termine di legge. Copre assunzioni a qualsiasi titolo e con qualsiasi tipo di contratto, comprese le cosiddette Co.co.co (Collaborazioni coordinate continuative) e somministrazione. Lo stesso blocco si applica se, dopo l’approvazione, il documento non viene trasmesso entro 30 giorni.
Rischio erariale: le assunzioni fatte nonostante il divieto sono spese illecite e costituiscono danno erariale per l’ente.
Commissariamento o scioglimento? La procedura dell’articolo 141 Testo unico degli enti locali (diffida del prefetto, commissario ad acta, possibile scioglimento) è prevista espressamente per il bilancio di previsione e, per estensione, per il rendiconto. Per il consolidato, secondo l’orientamento prevalente, la sanzione tipica è il blocco delle assunzioni, non lo scioglimento automatico del Consiglio Comunale, anche se è preferibile disporre di un parere scritto dal segretario generale o dal revisore dei conti perché qualche prefettura ha adottato prassi diverse.
Fonte: vivogubbio.com


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