La filiera del tartufo in Basilicata rappresenta un comparto di notevole valore economico, stimato in circa 20 milioni di euro l’anno . Il settore si avvale di 1.280 tesserini attivi per le attività di ricerca e cavatura e include otto tartufaie riconosciute sul territorio. Questi dati, che delineano il quadro del comparto tartuficolo lucano, sono stati presentati a Roma il 17 settembre 2026, in occasione della conferenza stampa di lancio di Tesori dalla Terra , un importante appuntamento dedicato al tartufo bianco pregiato lucano , tenutasi presso l’Associazione nazionale della stampa estera.
L’edizione 2026 di Tesori dalla Terra si svolgerà a Matera dal 20 al 29 novembre, proponendo dieci giorni di iniziative incentrate sul prezioso prodotto e sui territori ad esso collegati. Il programma è ricco e variegato: prevede otto show cooking , oltre venti appuntamenti tra talk , masterclass e lectio magistralis , due esposizioni artistiche e specifiche attività sulla biodiversità pensate per coinvolgere circa mille bambini.
Un momento di spicco della manifestazione sarà l’ampliamento dell’ asta internazionale del tartufo bianco pregiato di Basilicata . Per l’edizione 2026, ai collegamenti già consolidati con Hong Kong, Washington e Berlino, si aggiungerà la prestigiosa piazza di Montecarlo.
L’iniziativa mantiene la sua finalità benefica , proseguendo l’impegno dell’edizione 2025, che aveva permesso di raccogliere oltre 22 mila euro per scopi solidali. In quell’occasione, un esemplare di tartufo bianco da 550 grammi fu aggiudicato a Hong Kong per 10.500 euro.
Il protagonista indiscusso dell’evento è il Tuber magnatum Pico , il tartufo bianco pregiato che trova il suo habitat ideale in particolare nella Valle del Serrapotamo . La stagione di raccolta per questa specie è tradizionalmente fissata dal primo ottobre al 31 dicembre. La ricca geografia tartufigena lucana si estende dai boschi del Pollino alle colline del Materano e del Medio Agri, dalle vallate del Potentino fino alle pinete costiere del Metapontino, dove prospera anche il bianchetto lucano .
La Basilicata vanta una notevole varietà tartufigena, che include il bianco pregiato , il nero pregiato , il bianchetto , lo scorzone e l’ uncinato . Questa diversità consente una distribuzione della produzione su più stagioni dell’anno e coinvolge un’ampia gamma di territori, dalle zone costiere ioniche alle aree interne e montane, con altitudini che possono raggiungere i 1.500 metri. Il comparto lucano del tartufo integra in modo sinergico la ricerca, la cavatura, la ristorazione, il turismo e la promozione territoriale, aspetti fondamentali evidenziati anche durante la presentazione romana dell’evento.
Fonte: it.blastingnews.com


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