Bisogna aspettare ottobre. È allora che nei boschi delle Langhe tornano al lavoro i trifolau con i loro cani, alla ricerca di uno dei prodotti più rari e costosi della gastronomia italiana. Il Tartufo Bianco d’Alba, Tuber magnatum Picco, apre ufficialmente la propria stagione di cerca il primo ottobre e riporta questo territorio piemontese al centro dell’attenzione internazionale.
La ricerca avviene nei boschi, seguendo terreni e piante che il trifolau conosce spesso da anni. È il cane, addestrato a riconoscere l’odore del tartufo maturo sotto terra, a indicare il punto in cui intervenire. Poi entra in gioco l’esperienza del cercatore, che utilizza il tradizionale vanghetto per estrarre il tartufo evitando di danneggiare il terreno.
Un rito antico che oggi è diventato anche uno dei modi più interessanti per conoscere le Langhe fuori dai consueti percorsi di cantine e ristoranti. Tra le realtà che permettono ai propri ospiti di avvicinarsi a questa esperienza c’è Cascina Portinale 8, Luxury Villa sulle colline di Alba, nella frazione Madonna di Como, dove è possibile organizzare la caccia al tartufo accompagnati sul territorio.
La posizione è strategica: la villa si trova tra i vigneti ma dista circa sette minuti dal centro di Alba. Si può partire dalla cascina per la cerca nei boschi e rientrare in una dimora privata affacciata sulle colline, oppure costruire intorno all’esperienza un itinerario tra Barolo, Barbaresco, La Morra, Monforte d’Alba e Neive, alternando cantine, ristoranti e produttori.
L’autunno, del resto, concentra in pochi mesi molte delle ragioni che hanno reso le Langhe una destinazione enogastronomica internazionale. I vigneti cambiano colore, nelle cantine si conclude il lavoro della vendemmia e il tartufo arriva sulle tavole con tajarin, uovo, fonduta e carne cruda all’albese. Dal 10 ottobre al 6 dicembre, ogni sabato e domenica, il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba riunirà inoltre al Cortile della Maddalena trifolau e commercianti, con tartufi sottoposti al controllo della Commissione Qualità.
Cascina Portinale 8 consente di vivere questa stagione scegliendo la dimensione della casa privata al posto dell’hotellerie tradizionale. La proprietà nasce da un’antica cascina piemontese già presente al catasto nel 1890 e appartenuta ai trisavoli dell’attuale proprietario. Il recupero ha conservato le tracce dell’edificio rurale introducendo architettura contemporanea, grandi superfici vetrate e arredi di design.
Le camere sono quattro e ognuna presenta caratteristiche differenti. La Suite Rosé dispone di cabina armadio e ampio bagno; la Bluette ha letto king size, balcone sulle Langhe e uno spazio dedicato al lavoro; la Suite Da Marisa è caratterizzata da una grande vetrata e da una zona per la colazione. Il Monolocale di Franco aggiunge una cucina attrezzata e una vetrata di circa quattro metri aperta sul paesaggio.
All’esterno, giardino pensile, aree verdi e Jacuzzi panoramica completano la proprietà. È rimasto anche l’antico pozzo scavato nel tufo, ancora funzionante, uno degli elementi che ricordano la precedente vita agricola della cascina.
Ma è soprattutto il territorio a determinare il soggiorno. Alba è il punto di partenza per una geografia che unisce gastronomia, vino e cultura. Le colline di Langhe, Roero e Monferrato fanno parte del Patrimonio Mondiale UNESCO e sono la terra del Nebbiolo e dei grandi Barolo e Barbaresco, ma anche il paesaggio letterario di due protagonisti del Novecento italiano.
A Santo Stefano Belbo si ritrovano i luoghi di Cesare Pavese e de La luna e i falò, dalla casa natale dello scrittore alla Fondazione che ne conserva opere e documenti. Alba è invece indissolubilmente legata a Beppe Fenoglio. In Piazza Rossetti, nel palazzo in cui visse con la famiglia, ha sede il Centro Studi a lui dedicato; da qui il racconto può continuare verso l’Alta Langa, attraversando i luoghi entrati ne I ventitré giorni della città di Alba e ne Il partigiano Johnny.
Quest’anno c’è anche un altro modo per raggiungere Alba durante la stagione più importante. Fondazione FS Italiane ha programmato il collegamento storico “Milano–Alba: Tartufo e Vino”, effettuato con locomotiva elettrica e carrozze Gran Confort. Il treno partirà da Milano Centrale attraversando Pavia, Alessandria e Asti prima di raggiungere Alba, trasformando lo spostamento stesso in parte del viaggio nelle Langhe. A bordo sono previsti anche momenti di degustazione dedicati ai prodotti del territorio.
Fonte: ilmessaggero.it


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