Il futuro del tartufo si coltiva a scuola, per preservare il patrimonio coinvolgendo i giovani che un domani saranno i nuovi tartuficoltori. à lâobiettivo del tour «Tuber Next Gen» che la Regione con lâassessore Marco Gallo avvia in alcuni istituti agrari del Piemonte.
Dopo la prima visita allâistituto Vittone di Chieri (Torino), la seconda tappa sarà allâIta Luparia di San Martino di Rosignano Monferrato, a due passi dalla tartufaia della Valle Ghenza, luogo già rinomato per la cerca del tartufo con la Fiera nazionale di Cella Monte, in programma questo weekend. «Tuber Next Gen» arriverà a Rosignano il 25 novembre.
Grazie alle ricerche compiute dallâ Ipla , lâistituto regionale per le piante, che ha elaborato nuove carte di attitudine dei vari territori piemontesi per lo sviluppo del tartufo, è stata individuata la zona limitrofa alla scuola agraria per questa seconda tappa della Regione.
«Come già avvenuto a Chieri â spiega Ferruccio Battaglia, docente del Luparia â verranno messe a dimora alcune piante tartufigene, che favoriscono lo sviluppo di tartufo bianco pregiato in un luogo nella bassa valle dove sono già stati trovati diversi tartufi. Si tratta di querce, noccioli e salici. Sarà una piantumazione gradita a tanti dei nostri studenti, perché fra loro ci sono già ragazzi che si dedicano alla cerca del tartufo, provenienti da famiglie dove questa attività è una tradizione tramandata sin dai nonni. Questo evento si aggiunge ad altre attività pratiche che già svolgiamo a scuola, come la produzione di olio extravergine, nocciole e birra artigianale, in laboratori che avvicinano i ragazzi alla produzione».
La tappa del 25 novembre si terrà al pomeriggio, a partire dalle 14, quando in fondo valle verranno piantati i nuovi alberi. Poi, come già avvenuto ad Alba alla presentazione dellâevento e poi a Chieri, ci saranno interventi di esperti sul tema tartufi, una sorta di corso accelerato di formazione per dare agli studenti le conoscenze necessarie per preservare il patrimonio tartufigeno. In particolare, si parlerà di investimenti per rimboschimento, agricoltura e agroforestazione nei Piani di sviluppo 2003/2027, di investimenti per la vivaistica forestale e soprattutto di attività dimostrative per la gestione delle tartufaie naturali e coltivate, portando lâesempio di territori dove queste pratiche sono ormai assodate.
«I nostri studenti â aggiunge Ferruccio Battaglia â negli anni precedenti avevano seguito uno specifico corso sui tartufi, puntando lâattenzione anche sullâanalisi sensoriale con esperti del Centro Nazionale Studi Tartufi di Alba».
«La Regione ha già destinato 358 mila euro â dice lâassessore Gallo â per la tutela del patrimonio tartufigeno. Di queste risorse, 306 mila euro finanziano lâindennità per i proprietari o possessori dei terreni con piante riconosciute produttive di tartufo bianco pregiato. Chi aderisce sâimpegna per cinque anni a conservare un Piano di coltura, garantendo la libera cerca e raccolta con domande che vedono la fine del Bando il 15 dicembre. Il nostro impegno con il tour âTuber Next Genâ negli istituti agrari favorisce le competenze sulla gestione delle tartufaie di chi lavorerà nei territori nei prossimi anni».
In particolare, nel bando regionale sono inserite risorse per piante che favoriscono lo sviluppo dei tartufi da querce a tigli a salici.
Fonte: lastampa.it


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