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Turismo sui colli Berici. «Puntiamo sul tartufo»

Arcugnano e il consorzio dei 24 comuni dei colli Beric i puntano sul tartufo per dare il boost alla promozione turistica del territorio . Un suggestivo progetto, che ha appunto nel prezioso tubero il minimo comun denominatore, è stato presentato nei giorni scorsi a Fimon, assieme a Veneto agricoltura ed alla locale associazione dei Tartufai. Sentieri attrezzati, aree didattiche e di degustazione, percorsi esperienziali e corsi per il rilascio dell’apposito patentino: queste ed altre iniziative sono già state organizzate per attirare e trattenere visitatori anche da altri Paesi europei, grazie a sinergie con operatori economici, ristoratori ed anche referenti scientifici, come l’università di Padova.

«Finora la zona attorno al lago di Fimon è stata per lo più di passaggio – ha confermato il sindaco di Arcugnano, Simone Cuomo -. Questo progetto non guarda invece al turismo di massa, ma a quello lento ed ecosostenibile. Abbiamo un paesaggio e biodiversità uniche che vanno preservate e questi percorsi sono ad impatto ambientale zero». Ovviamente la gastronomia sarà il volano principale, con piatti dedicati e abbinati a prodotti tipici, per dare credibilità al brand.

«Il tartufo del colli Berici ha un profumo inconfondibile – assicura lo chef Michele Pilozzo -. Va però rispettata la stagionalità e non si deve esagerare nel dosaggio . Il suo pregio è che esalta i sapori di molte pietanze, sia a crudo che leggermente cotto . Non solo i classici primi, ma anche polpette, la tagliata, le guancette di maiale. L’aroma si fonde perfettamente ad esempio con i sughi di carne di animali cosiddetti da corte, come anatra e oca. Il vino più adatto? Il Tai rosso».

Si è pensato anche ad arginare le conseguenze del cambiamento climatico, attraverso un supporto affidato a ricercatori universitari . «Il lago di Fimon sta soffrendo questi nuovi scenari ed anche il tartufo, che è molto delicato e perciò raro potrebbe risentirne – spiega il presidente dell’associazione Tartufai berici, Marco Mutta -. Attorno al lago trova il suo humus adatto , ma per dare la giusta continuità a questo progetto bisogna assolutamente garantire un futuro prospero a questo straordinario prodotto della terra, che è pure patrimonio Unesco. Per accompagnare i turisti sui sentieri delle tartufaie , in cui si potranno osservare i cani addestrati, metteremo a disposizione delle guide ambientali che faranno conoscere meglio l’unicità di un lago che in 12 chilometri ha ben 7 microclimi e biodiversità. Saranno percorsi adatti a tutti, anche ai disabili, che tra l’altro valorizzeranno le attività locali. Nelle varie aree di sosta si potranno assaggiare prodotti tipici e fare bird watching».

Fonte: ilgiornaledivicenza.it


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