Quando le prime brume risalgono le anse del Ceno e del Taro, i boschi che circondano Bedonia abbandonano il verde uniforme dell’estate per accendersi di sfumature ruggine, ocra e terra d’ombra. Questo spicchio montano della provincia di Parma, incastonato tra Liguria e Toscana lungo un crocevia millenario di passi e mulattiere, conserva una quiete autentica, scandita dai ritmi della stagione agricola e della vita silvestre.
Bedonia sorge a circa cinquecento metri sul livello del mare, adagiata in una conca verde dominata dal profilo roccioso del monte Pelpi e protetta, più a ovest, dalle vette severe del monte Penna e del Maggiorasca. Il centro storico non è una semplice meta di passaggio per gli escursionisti diretti verso i crinali dell’Appennino ligure-emiliano: custodisce una densità storica e civile singolare per un centro montano. Spiccano il complesso monumentale del Seminario Vescovile, fondato nel 1846 da monsignor Stefano Macchi, al cui interno trovano spazio pregevoli collezioni d’arte, una ricca biblioteca storica, una sezione naturalistica e persino un planetario, e l’antico Santuario della Madonna di San Marco, meta da secoli di devozione mariana.
Nel mese di ottobre, questa comunità di montagna ritrova la propria dimensione corale attorno a una risorsa che affonda le radici nella segretezza della terra calcarea: il tartufo nero. La Fiera del Tartufo di Bedonia , giunta alla sua tredicesima edizione, rappresenta la celebrazione di questo fungo ipogeo e, al contempo, l’occasione ideale per esplorare un territorio in cui la cura del paesaggio montano cammina di pari passo con la tradizione enogastronomica.
Parlare di tartufo sull’Appennino settentrionale significa confrontarsi con un ecosistema boschivo intatto e complesso. Nelle faggete, nei castagneti cedui e soprattutto lungo i versanti dove querce roverelle, carpini neri, tigli e noccioli selvatici affondano le radici in suoli ben drenati, si sviluppano le ife fungine capaci di dare vita al carpoforo. Il tartufo nero di Bedonia prospera in questo equilibrio delicato: non tollera trattamenti chimici, risente delle annate siccitose e dipende dalla presenza di radici sane e ossigenate.
La figura del cercatore, armato di vanghetto e accompagnato dal fiuto paziente del proprio cane, incarna una conoscenza tramandata per osservazione diretta. Conoscere le “pasture”, individuare le radure dove l’erba cresce rada a causa delle sostanze rilasciate dal micelio, saper interpretare l’umidità delle forre dopo i temporali estivi: ogni gesto richiede pazienza, rispetto dei cicli naturali e una discrezione quasi religiosa.
Negli ultimi decenni, la tartuficoltura e la raccolta controllata hanno assunto un significato ulteriore in queste valli. Il progressivo spopolamento dei borghi interni ha spesso lasciato i versanti montani privi di manutenzione, con la conseguente avanzata disordinata del sottobosco e l’instabilità dei versanti. La valorizzazione del tartufo funge da presidio attivo: tartufai e proprietari fondiari mantengono puliti i passaggi, curano le piante simbionti e preservano un patrimonio ambientale che altrimenti rischierebbe l’abbandono. A testimonianza di questo legame virtuoso, il Comune di Bedonia ha promosso la linea a marchio Tartufo Nero Bedonia – Alta Val Taro-Alta Val Ceno , una gamma di cinque referenze trasformate esclusivamente con raccolto locale, tra cui carpaccio, macinato, salsa tartufata, condimento all’olio extravergine d’oliva e burro tartufato.
La manifestazione entra nel vivo durante il fine settimana di sabato 17 e domenica 18 ottobre, anticipata nella serata di venerdì 16 da un appuntamento informale che unisce convivialità montanara e buona cucina.
La tensostruttura del Palatartufo, allestita in piazza Caduti per la Patria, accoglie il pubblico a partire dal tardo pomeriggio. Dalle 19:30 va in scena la “Gran serata gastronomica”, una formula apericena interamente dedicata a preparazioni a base di tartufo nero locale, curata dalla sinergia tra il ristorante-pizzeria Speedy e il Bar al 33 (prenotazioni telefoniche ai numeri 347 2532988 e 338 7313123). La serata si prolunga dalle 21:30 con una selezione musicale aperta a residenti e viaggiatori, creando l’atmosfera informale che caratterizza l’inizio dei giorni di festa.
Le vie del centro storico si animano alle ore 9:00 con l’apertura della mostra mercato, dove i cavatori locali e i produttori della vallata espongono i tartufi freschi appena estratti dal terreno, accanto a stand di formaggi d’alpeggio, miele di castagno, pane di montagna e preparazioni artigianali. Alle 11:00 la cerimonia del taglio del nastro segna l’avvio ufficiale della kermesse alla presenza delle istituzioni locali.
A mezzogiorno il Palatartufo apre le porte per il primo pranzo di gala firmato dallo chef Michele Intenza (prenotazioni via WhatsApp al 349 4325026), pensato per esaltare l’aroma boschivo del tartufo nero attraverso accostamenti tecnici ma rispettosi della materia prima. Contemporaneamente, le trattorie del centro e delle frazioni attivano i propri menu speciali aderenti al circuito A Tavola con il Tartufo .
Il pomeriggio alterna momenti ricreativi ad approfondimenti gastronomici:
La seconda giornata si rivolge a chi desidera abbinare l’esperienza enogastronomica alla scoperta fisica del paesaggio circostante. Alle 9:30, da piazza Micheli, parte l’escursione guidata in mountain bike e pedalata assistita (e-MTB), coordinata da guide cicloturistiche esperte (prenotazioni al numero 338 8711619), che percorre gli sterrati che risalgono le pendici boscose prima di rientrare in paese per il pranzo a base di tartufo.
L’intrattenimento dedicato alle famiglie si intensifica nella kids area con laboratori e animazione per l’infanzia attivi sia al mattino, dalle 10:00 alle 12:30, sia nel pomeriggio, dalle 15:30 alle 18:00. Alle 11:00, il Lab tartufo organizza una sessione di degustazione guidata dedicata alle etichette della cantina Gandolfi, abbinate a finger food salati a base di tartufo nero locale.
Dopo la replica del pranzo di gala delle 12:00 con lo chef Intenza, le attività riprendono alle 16:00 con un laboratorio formativo di rilievo civile: “Passeggiando tra i sapori”, curato dagli studenti e dalle studentesse dell’Istituto di Istruzione Superiore Zappa-Fermi degli indirizzi agrario ed enogastronomico. Questa dimostrazione mette in luce il ruolo della scuola tecnica come presidio di competenze per l’agricoltura di montagna e l’ospitalità alberghiera della vallata. La rassegna musicale si chiude alle 18:00 in via Aldo Moro con le note del MME Trio.
Lungo l’intero fine settimana, la Fiera del Tartufo di Bedonia trasforma le vie del borgo in un percorso espositivo articolato. Accanto agli stand dei tartufai, piazza Senator Lagasi accoglie la tradizionale mostra micologica allestita dagli esperti del Gruppo Micologico G. Passerini di Parma. Il percorso espositivo offre una catalogazione scientifica rigorosa delle specie fungine che popolano l’Appennino tosco-emiliano in autunno, spiegando ai visitatori le differenze morfologiche tra commestibili, tossici e specie non edibili con un taglio rigoroso e didattico.
Fonte: foodmakers.it


Lascia un commento