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Trifole da record al Salone, tartufo bianco oltre 4mila euro

📌 FLASH NEWS – Trifole da record al 46° Salone del Tartufo Bianco Pregiato di Città di Castello. Prezzi da 2mila a oltre 4mila euro al chilo. Ingresso libero il 31 ottobre e 1° novembre, il 7-8 e 14-15 novembre. Presente il sindaco di Alba.

Esemplari di tartufo bianco di dimensioni rare, raccolti poco prima dell’inaugurazione e valutati fino a oltre 4mila euro al chilogrammo , hanno segnato l’apertura del 46° Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato di Città di Castello . La manifestazione, inaugurata il 31 ottobre nel centro storico, riunisce produttori, cavatori, ristoratori e appassionati attorno a uno dei prodotti simbolo dell’Altotevere.

Il calendario comprende il fine settimana del 31 ottobre e 1° novembre , seguito dagli appuntamenti del 7 e 8 novembre e del 14 e 15 novembre . L’ingresso è libero. Il programma affianca al mercato del bianco pregiato degustazioni, cucina tipica, showcooking e attività dedicate alle famiglie.

All’inaugurazione ha preso parte Alberto Gatto, sindaco di Alba , presente per rafforzare la collaborazione tra la città piemontese e quella umbra. Le due realtà fanno parte dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo e condividono questioni legate alla stagionalità, al cambiamento climatico e alla sostenibilità della cerca.

Accanto ad Alberto Gatto erano presenti il sindaco di Città di Castello Luca Secondi , l’assessora al Turismo e Commercio Letizia Guerri , il presidente dell’Ente fiera Lazzaro Bogliari e l’assessora regionale alle Politiche agricole Simona Meloni , insieme ai rappresentanti delle istituzioni e delle categorie economiche.

Gli organizzatori hanno evidenziato il contributo dell’intera filiera, dai cavatori agli chef, dalle imprese al mondo della scuola. Simona Meloni ha richiamato il valore della manifestazione come occasione di promozione territoriale e di incontro tra competenze tradizionali, ricerca e aziende locali.

Il percorso di visita comincia da Largo Gildoni , allestito come un bosco a cielo aperto in collaborazione con l’Associazione Architetti Altotevere. L’area introduce alla manifestazione attraverso incontri, assaggi e intrattenimento.

Il loggiato Gildoni ospita sei aziende specializzate del territorio e l’Associazione Tartufai dell’Alta Valle del Tevere. A completare il racconto della cerca è la raccolta di Saverio Bianconi , che conserva oggetti legati alla vita dei cavatori: una bicicletta, la bisaccia, i vanghini e una grande affettatrice.

A Palazzo Bufalini , su Piazza Matteotti, il percorso prosegue tra produzioni agricole, specialità dei presidi Slow Food e proposte dedicate alla biodiversità e alla qualità alimentare.

Nel loggiato di Piazza Fanti trova spazio Bianco Pregiato Kids, con laboratori creativi e attività che avvicinano i bambini al bosco e ai suoi abitanti.

Piazza Matteotti accoglie le pro loco, impegnate a presentare ricette e saperi delle comunità locali. In Piazza Andrea Costa è allestito il Ristorante Bianco Pregiato, con una proposta gastronomica incentrata sul tartufo e sui prodotti del territorio.

Il quadro dei prezzi presentato all’apertura indica circa 2mila euro al chilogrammo per le pezzature piccole e intorno ai 4mila euro per quelle medio-grandi , con valutazioni superiori per alcuni esemplari eccezionali.

Giuliano Martinelli, presidente di Cna Umbria Agroalimentare , ha prospettato una stagione caratterizzata da buona qualità e da un periodo di raccolta più lungo, pur mantenendo cautela sulle quantità disponibili.

Andrea Canuti, presidente dell’Associazione Tartufai Alto Tevere , ha sottolineato il ruolo dei circa tremila cani impiegati nella cerca. Nel territorio tifernate operano oltre 1.500 cavatori, custodi di una pratica riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

La cerimonia successiva al taglio del nastro ha premiato Aldo Bianchini, 93 anni , con oltre settant’anni di attività nella cerca, e Gianna Bianconi, detta Nara , 65 anni, nata a Gubbio e residente a Pietralunga, protagonista della tradizione tartuficola locale.

Fonte: altotevereoggi.it


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