Grazie al tartufo ci saranno nuove opportunità per i boschi di Ferrara di Monte Baldo. Potranno, infatti, ricevere una nuova certificazione, dopo quella che ha visto il bosco del Cor diventare «Forest Bathing Center», ossia «Area qualificata per ospitare iniziative di Forest Therapy», ovvero «bagni di foresta».
A Roma è stato sottoscritto il protocollo d’intesa per la collaborazione su temi e progetti di comune interesse tra l’Associazione nazionale Città del tartufo (Anct), presieduta da Michele Boscagli e diretta da Antonella Brancadoro, e il Pefc (Programme for the Endorsement of Forest Certification, uno dei sistemi di certificazione forestale più diffuso al mondo), presieduto da Marco Bussone.
«Il protocollo», spiega Brancadoro, «che ha il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, riconosce il valore del tartufo come bioindicatore della salubrità forestale, sottolineando l’importanza di una gestione sostenibile dei boschi per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità. I Comuni soci dell’associazione, quindi anche Ferrara di Monte Baldo, potranno collaborare direttamente col Pefc, iter che la nostra associazione faciliterà».
«Per Ferrara di Monte Baldo», commenta il sindaco Carla Giacomazzi, «questa è una conferma significativa. Il nostro Comune è stato infatti il primo del Veneto ad aderire all’Anct, scelta compiuta, oltre che per promuovere una risorsa economica, gastronomica e turistica, per valorizzare e proteggere un patrimonio forestale unico come quello di Ferrara di Monte Baldo e del Baldo in generale».
«Quando abbiamo aderito all’Anct», continua, «lo abbiamo fatto perché eravamo convinti che il tartufo fosse un elemento identitario del nostro territorio e, allo stesso tempo, indicatore di qualità ambientale. Oggi tale principio è riconosciuto a livello nazionale attraverso questo accordo che rafforza il percorso intrapreso. L’intesa tra Anct e Pefc», prosegue, «punta a diffondere strumenti e modelli di gestione forestale sostenibili conformi agli standard europei, promuovendo pratiche che tutelino gli ecosistemi tartufigeni e garantiscano una corretta conservazione delle aree boschive, in linea con la nostra politica amministrativa. Tale accordo conferma anche che la valorizzazione del patrimonio gastronomico e culturale può divenire strumento concreto di sviluppo locale. La presenza, a Ferrara di Monte Baldo, del tartufo è già segnale di un ambiente sano e ricco di biodiversità che vogliamo resti tale».
Boscagli, che ha sottoscritto il protocollo con Bussone, aggiunge: «È un accordo importante. Aiuterà i nostri soci a sollecitare una gestione sostenibile delle aree tartufigene, di cui c’è sempre più bisogno, visto, oltre al cambiamento climatico, il progressivo abbandono della manutenzione delle aree a produzione spontanea, fattori che hanno portato e porteranno a una progressiva perdita di produzione di tartufo. Nei prossimi giorni ci confronteremo con il Pefc per rendere operativo l’accordo a favore dei nostri territori: 92 soggetti pubblici, anche di dimensioni importanti come Regioni, Parchi e Comuni tra cui Ferrara di Monte Baldo, che potrà beneficiare di questo protocollo che vede il tartufo come prodotto del sottobosco da tutelare». Conclude Bussone: «I Comuni possono lavorare per migliorare la fruibilità dei boschi e dei prodotti non legnosi, di cui il tartufo è principe».
Fonte: larena.it


Lascia un commento