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ATTREZZATURA PER ANDARE A TARTUFI

Tartufo dell’Emilia-Romagna. Carta delle aree potenzialmente produttive di Tuber magnatum in Emilia-Romagna

Acronimi
CAP Carta delle aree produttive di Tuber magnatum
CAPP Carta delle aree potenzialmente produttive di Tuber magnatum
GIS Sistema informativo geografico
FO Frequenza osservata di Tuber magnatum
FA Frequenza attesa di Tuber magnatum

Premessa
Le caratteristiche ambientali rendono l’Emilia-Romagna una delle regioni italiane a
maggiore vocazione tartufigena. Tutte le specie di tartufo di maggior pregio,
riconosciute dalla Legge n. 753/1985, sono presenti sul territorio regionale. Tra queste,
il tartufo bianco pregiato (Tuber magnatum Picco) risulta ampiamente diffuso e
rappresenta una risorsa naturale di elevato valore ecologico ed economico.
Tuber magnatum è maggiormente presente nei boschi collinari e montani di latifoglie,
dove trova condizioni ecologiche particolarmente favorevoli. Nelle aree di pianura la sua
presenza è più rara, a causa della limitata estensione delle superfici boscate e della
scarsa diffusione delle piante simbionti, generalmente confinate a parchi urbani e
giardini privati.
Le conoscenze attuali sulle complesse interazioni tra T. magnatum, le specie arboree
simbionti e la vegetazione erbacea e arbustiva associata risultano ancora incomplete,
così come la definizione puntuale delle sue esigenze ecologiche. Tale lacuna conoscitiva
rende tuttora difficile la sua coltivazione, diversamente da quanto avviene per altre
specie europee di tartufo, quali Tuber melanosporum, Tuber aestivum e Tuber borchii.
In assenza di tecniche affidabili per la coltivazione di T. magnatum, assume un ruolo
prioritario la tutela delle aree naturali di produzione spontanea. La mappatura di tali zone
risulta difficilmente ottenibile, poiché i cercatori di tartufi tendono a custodire
gelosamente i luoghi di raccolta, tramandandoli oralmente di generazione in
generazione. In Emilia-Romagna, tuttavia, sono state effettuate tre campagne di
mappatura delle aree produttive di T. magnatum, rispettivamente nelle province di
Bologna, Modena e Forlì-Cesena.
La disponibilità delle Carta delle aree produttive di Tuber magnatum (CAP), pur parziali
e limitate alle aree più note o a quelle in cui la produzione ha mostrato un calo
significativo negli ultimi anni, ha costituito il punto di partenza per la realizzazione della
Carta delle aree potenzialmente produttive di Tuber magnatum (CAPP).
La realizzazione della CAPP ha visto la successione di sei fasi operative.
Nella prima fase, come già accennato, è stato effettuato il rilevamento e la mappatura
delle aree produttive di T. magnatum nelle province di Bologna e Modena (la CAP per la
provincia di Forlì-Cesena è stata ritenuta troppo approssimativa per essere utilizzata ai
fini di questo lavoro). Le aree produttive sono state individuate sulla base delle
segnalazioni fornite da tartufai e operatori del settore e successivamente riportate su
cartografia topografica di dettaglio.
Nella seconda fase sono state individuate le principali caratteristiche ambientali — di
tipo morfologico, climatico, vegetazionale e pedologico — ritenute particolarmente
rilevanti nel determinare le potenzialità di sviluppo di T. magnatum. Nello specifico, sono
stati vagliati i seguenti caratteri ambientali:
• Caratteri morfologici:
o Pendenza, curvatura ed esposizione
o Curvatura
o Esposizione
o Topographic Position Index
o Topographic Wetness Index
o Flow Accumulation Index
• Caratteri climatici
o Indice di continentalità
o Indice di stress idrico estivo
• Caratteri vegetazionali:
o Presenza di piante simbionti
• Caratteri pedologici:
o Reazione
o Contenuto di calcare
o Tessitura
o Classe di drenaggio
Nella terza fase sono stati prodotti i tematismi cartografici in formato digitale, che
rappresentano la distribuzione spaziale dei caratteri ambientali selezionati,
opportunamente classati, derivati dalle cartografie disponibili in ambito regionale:
• i caratteri morfologici sono stati elaborati a partire dal DEM regionale (Digital
elevation model) con risoluzione di 10×10 metri
(http://geoportale.regione.emilia-romagna.it/it/download/prodottiraster);
• gli indici climatici sono stati derivati da un dataset di dati giornalieri raccolti tra il
2001 e il 2015, suddivisi in celle regolari di 5 km di lato, che tengono conto anche
della topografia e delle aree urbane (ERG5 – Arpae Emilia-Romagna);
• le proprietà dei suoli sono state ricavate dalla Carta dei suoli in scala 1:50.000
(Regione Emilia-Romagna, 2018), che copre il 71% del territorio regionale, e la
Carta dei suoli in scala 1: 250.000, che copre l’intero territorio regionale
(https://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/geologia/suoli/conosceresuolo/carte-dei-suoli-emilia-romagna);
• La presenza di piante simbionti è stata dedotta dalla Carta forestale regionale in
scala 1:10.000, che indica i tipi di bosco presenti e le specie arboree dominanti
(https://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/parchinatura2000/foreste/quadro-conoscitivo/sistema-informativoregionale/cartografia-interattiva-foreste).
Nella quarta fase le CAP sono state sovrapposte in ambiente GIS ai suddetti tematismi
cartografici al fine di individuare le caratteristiche ambientali maggiormente correlate
alla presenza di T. magnatum.
Questa attività ha consentito di realizzare una matrice, empiricamente basata, di
correlazione tra caratteri ambientali e frequenza osservata di T. magnatum nelle
province per le quali era disponibile la CAP.
La matrice di correlazione ha condotto:
a) all’individuazione dei caratteri ambientali maggiormente correlati alla presenza di
T. magnatum;
b) alla definizione di equazioni derivate da analisi di regressione multivariata, che
correlano la frequenza osservata ai caratteri con la maggiore capacità predittiva;
c) alla definizione di classi di frequenza osservata (FO).
I caratteri ambientali maggiormente correlati alla presenza di T. magnatum sono risultati
essere:
a) proprietà dei suoli
il miglior indicatore è risultato essere un indice empirico che combina il contenuto
di carbonato di calcio e la reazione (pH) nei primi 30 cm di suolo e la tessitura;
b) indici morfologici
il miglior indicatore della presenza del tartufo è risultato essere il Topographic
Position Index (TPI), che misura la posizione topografica di una cella rispetto alla
media dell’altitudine delle celle circostanti (raggio di 250 m);
c) indici bioclimatici
il miglior indicatore della presenza del tartufo è risultato essere l’indice di
continentalità;
d) caratteri vegetazionali
i boschi in cui almeno una delle due specie principali è simbiotica mostrano una
frequenza media di tartufo più alta.
In base alla distribuzione della frequenza osservata (FO) di presenza di T. magnatum nel
territorio coperto dalle CAP, sono state empiricamente definite 5 classi di frequenza
osservata, tentativamente associate alle classi di idoneità definite dalla FAO per la
cartografia di Land suitability:
Frequenza osservata Classe di probabilità Classe di idoneità
>10% molto elevata S1 –molto elevata
7-10% elevata S2 –elevata
5-7% moderata S3 –moderata
2-5% bassa S4 –marginale
<2% molto bassa N – nulla
Nella quinta fase l’equazione di regressione è stata applicata a tutto il territorio regionale,
con esclusione delle superfici non boscate, delle aree poste al di sopra dei 975 m slm –
altitudine oltre la quale il tartufo bianco non risulta presente – e della pianura alluvionale,
dove l’analisi morfometrica non è significativa. Ciò ha consentito di estrapolare al
territorio non coperto da carta delle AP le relazioni individuate nelle aree coperte da
CAP. È stata così realizzata la Carta delle aree potenzialmente produttive di Tuber
magnatum (CAPP, in cui il territorio regionale è classificato in base alla probabilità di
riscontrare la presenza di T. magnatum).
Nella sesta fase la carta CAPP è stata verificata confrontandola con le aree di produzione
censite nelle CAP. Nelle province di Parma e Piacenza, dove le CAP non erano disponibili,
il confronto è stato effettuato utilizzando i punti produttivi segnalati dai tartufai e
successivamente confermati tramite analisi molecolari, che hanno accertato la presenza
di DNA di T. magnatum nel suolo.
Il confronto tra le caratteristiche ambientali analizzate e la presenza accertata di Tuber
magnatum ha confermato l’efficacia dell’approccio adottato, dimostrando la capacità
del modello di individuare le aree maggiormente idonee alla crescita della specie e di
supportare l’identificazione degli habitat prioritari da sottoporre a tutela.
Risultati
La CAPP mostra che il territorio regionale indagato ricade per più del 50% della sua
superficie nelle classi di idoneità elevata o molto elevata.
Classe di idoneità Frequenza attesa Superficie
(km2
)
% sul totale area
indagata
S1 –molto elevata >10% 210,97 4,4%
S2 –elevata 7-10% 2.306,79 48,1%
S3 –moderata 5-7% 1.285,26 26,8%
S4 –marginale 2-5% 457,49 9,5%
N – nulla <2% 530,79 11,1%
Totale area
indagata 4.791,30 100%

Conclusioni
La mappa CAPP elaborata conferma che il territorio regionale è molto vocato alla
crescita spontanea di T. magnatum.
La mappa CAPP rappresenta uno strumento efficace per l’individuazione degli ambienti
potenzialmente idonei alla crescita spontanea di T. magnatum e costituisce un valido
supporto per la pianificazione di interventi di tutela. La conservazione degli habitat del
tartufo bianco risulta infatti prioritaria, considerata la difficoltà di coltivazione della specie
e le crescenti pressioni esercitate dalla raccolta intensiva, dal degrado degli ecosistemi
forestali e dagli effetti del cambiamento climatico.
Rispetto alle precedenti esperienze di mappatura, il lavoro si caratterizza per la
completezza del quadro informativo utilizzato, per l’estensione territoriale dell’analisi e
per l’integrazione di metodologie diverse — cartografiche, ecologiche e molecolari —
che hanno permesso di validare il modello in modo solido e indipendente. L’impiego
dell’analisi del DNA del micelio rappresenta, in particolare, un elemento innovativo e di
elevato rigore scientifico, capace di fornire una verifica oggettiva della reale idoneità
produttiva delle aree individuate.
Nel complesso, la mappa CAPP si configura come uno strumento strategico non solo
per la tutela ambientale, ma anche per il supporto alle politiche regionali di gestione
sostenibile del patrimonio tartufigeno, contribuendo a garantire la conservazione a lungo
termine di una risorsa di elevato valore ecologico, culturale ed economico.
La mappa, la cui risoluzione è stata ridotta rispetto all’originale per esigenze di rapidità
di caricamento, è consultabile al seguente indirizzo:
https://agri.regione.emilia-romagna.it/MotoreGis/TemiAgricoli/gis.html

Fonte: regione.emilia-romagna.it


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QUOTAZIONI TARTUFO

I Prezzi Del Giorno

PEZZATURA 0-15g 15g-100g 100g-oltre
PREZZO TARTUFO BIANCO PREGIATO (Tuber Magnatum Pico) 2120 3437 4748.51
PREZZO TARTUFO NERO PREGIATO (Tuber Melanosporum) 450 778.67 862.55
PREZZO TARTUFO NERO ESTIVO (Tuber Aestivum) N/A 400 400
PREZZO TARTUFO NERO UNCINATO (Tuber Uncinatum) 320 420 590
PREZZO TARTUFO BIANCHETTO (Tuber Borchii) 500 550 600
PREZZO TARTUFO ORDINARIO (Tuber Mesentericum) 60 75 100.8

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