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Tartufo bianco e caciocavallo di Capracotta, lo chef Sparvieri rappresenta il Molise ad Acqualagna

Il cuoco originario di Montenero di Bisaccia ha partecipato al Tartufo Award con “Eclissi di sottobosco molisano”. Sei territori in gara, nessun podio per la proposta regionale

Tartufo bianco del Molise, crema di caciocavallo di Capracotta, erbe campestri e nocciole tostate. Con questi ingredienti lo chef Fabio Sparvieri , originario di Montenero di Bisaccia, ha rappresentato il Molise al Tartufo Award 2026, la quarta Gara nazionale delle Città del Tartufo ospitata ad Acqualagna, nelle Marche.

La competizione si è svolta nell’ambito della 61ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco , mettendo a confronto sei territori italiani attraverso piatti dedicati al tartufo e alle rispettive tradizioni gastronomiche. A condurre l’appuntamento è stato Federico Quaranta.

Sparvieri ha presentato “Eclissi di sottobosco molisano” , una preparazione che ha riunito prodotti del territorio regionale. Il piatto non ha raggiunto il podio, ma la partecipazione ha portato nella manifestazione nazionale una proposta costruita attorno al tartufo bianco molisano e al suo abbinamento con il caciocavallo di Capracotta.

A fornire il tartufo è stato il Centro Tartufi Molise, l’azienda della famiglia Palombo attiva nella selezione, lavorazione e commercializzazione del prodotto. Ad Acqualagna era presente la contitolare Sandra Palombo. La partecipazione regionale è stata sostenuta dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Molise.

“La presenza del Molise ad Acqualagna rappresenta un’importante opportunità per far conoscere e apprezzare, in un contesto di grande prestigio, uno dei prodotti più rappresentativi della nostra terra: il tartufo bianco”, ha dichiarato l’assessore Salvatore Micone , ringraziando lo chef e la famiglia Palombo.

L’assessore ha indicato nel rafforzamento della filiera, nel sostegno alle imprese e nella valorizzazione del lavoro di cercatori e produttori gli obiettivi dell’azione regionale. “Come Assessorato intendiamo continuare a lavorare per rafforzare la filiera , accompagnare le imprese, valorizzare il lavoro dei cercatori e dei produttori e promuovere il tartufo molisano sui mercati nazionali e internazionali”.

Per Sandra Palombo, il tema centrale è la riconoscibilità della provenienza del prodotto: “La sfida è riuscire a legare sempre di più il valore del prodotto al nome del Molise, affinché chi sceglie il nostro tartufo possa conoscere anche la terra dalla quale proviene”.

L’imprenditrice ha ricordato i venticinque anni di attività dell’azienda e il ruolo di chi cerca il tartufo nei boschi. “Dietro ogni tartufo ci sono il lavoro, l’esperienza e la passione di tante persone, a partire dai cercatori che conoscono e rispettano i nostri boschi”. Da qui la richiesta di continuare a investire nella promozione e nella collaborazione tra produttori, ristorazione e istituzioni.

Fonte: primonumero.it


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