Amscil: «Siamo fiduciosi che l’Arma abbia già informato la Procura sulla falsa istruttoria»
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell’Amscil -Associazione Micologica Sostenitori Cultura Idnologica Lucana
Si infittisce il mistero sulla “tartufaia più grande d’Europa”, il progetto da 143,38 ettari autorizzato dalla Regione Basilicata in favore dell’Alsia su terreni costieri protetti. L’Amscil (Associazione Micologica Sostenitori Cultura Idnologica Lucana) rende noto l’ultimo, paradossale sviluppo: “il Gruppo Carabinieri Forestale di Matera ha negato l’accesso ai documenti tecnici del progetto, invocando la privacy dell’ente regionale”.
L’assurdo del “segreto commerciale” su una foresta pubblica Con nota del 9 settembre 2026, i Carabinieri di Matera hanno risposto all’istanza di Amscil negando planimetrie, piani colturali e piedilista delle piante. La motivazione? La “tutela degli interessi dei controinteressati”, ovvero dell’Alsia. È un corto circuito logico e legale. Come può un ente pubblico vantare “segreti” o diritti di riservatezza sulla gestione di 143 ettari di bosco demaniale dello Stato, ricadenti in tre Zone Speciali di Conservazione? Impedire ai cittadini di vedere le mappe di un intervento massiccio in aree protette, già autorizzato senza la Valutazione di Incidenza Ambientale (V.Inc.A.), è un atto che scardina i principi minimi di trasparenza ambientale sanciti dal D.Lgs. 195/2005».
Il nodo della “falsa attestazione” nel Decreto presidenziale . L’opacità dei documenti tecnici si scontra con una verità ormai accertata: il D.P.G.R. n. 96/2026 (l’atto autorizzativo) afferma che i Carabinieri Forestali avrebbero validato l’area nel sopralluogo del 27 marzo 2026. L’Arma, investita ufficialmente della questione, ha categoricamente smentito per iscritto tale circostanza, negando ogni partecipazione. La Regione, per voce del Responsabile Trasparenza (RPCT), ha cercato di minimizzare parlando di una semplice “locuzione lessicalmente impropria” nel testo del decreto.
La fiducia nell’Arma e l’obbligo di denuncia. Dinanzi a questo scenario, Amscil assume una posizione netta: «Nonostante il diniego alle mappe, siamo fiduciosi che i militari, nella loro qualità di Ufficiali di Polizia Giudiziaria e a tutela del prestigio dell’Istituzione che rappresentano, abbiano già svolto tutti gli accertamenti necessari informandone tempestivamente l’Autorità Giudiziaria. Non si può derubricare a “errore lessicale” una falsa attestazione in un atto solenne della Presidenza della Giunta che ha l’effetto di privatizzare un bene comune sottraendolo alla libera cerca dei tartufai lucani, definita spregiativamente dall’Alsia come attività di “depauperamento biologico” nelle aule del Tar.
Amscil comunica di aver già attivato la Commissione per l’Accesso presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per ottenere l’ostensione coatta dei documenti secretati e invita tutti i cittadini e le istituzioni locali a non abbassare la guardia sulla difesa della Pineta Ionica.
Fonte: basilicata24.it


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