Il menu è stato un viaggio tra Piemonte e Sicilia, concluso con il dessert firmato dal pastry chef Gianmarco Carandino
È un grand tour gastronomico attraverso l’Italia. Un viaggio dal Piemonte alla Sicilia, da Alba a Taormina, che il tartufo bianco ha compiuto per celebrare le tradizioni gastronomiche del territorio: partendo dalle Langhe e approdando nella luminosa Trinacria.
È la prima volta che al « Principe Cerami » – il ristorante una stella Michelin al San Domenico Palace, A Four Seasons hotel di Taormina – lo chef Massimo Mantarro accoglie lo chef Ugo Alciati di «Guidoristorante» (lo stellato del Villaggio Narrante di Fontanafredda a Serralunga d’Alba) per una cena a quattro mani nel segno del Tartufo Bianco. Una serata ispirata al Grand Tour che tra il XVIII secolo e la prima metà del XIX secolo molti viaggiatori di rango intrapresero attraversando l’Italia per approdare a Taormina. Il prodotto d’eccellenza delle Langhe, materia prima simbolo della stagione autunnale piemontese, finisce così al centro di un menu che nella proposta gastronomica siciliana del «Principe Cerami» si intreccia ai prodotti del territorio e all’alta cucina dell’isola.
Diversi, eppure complementari, i percorsi battuti in carriera dai due chef. Alciati ha raccolto il testimone di una delle storie familiari più longeve della ristorazione piemontese e continua a portare avanti una cucina fondata su stagionalità e legame con il territorio ma con tecniche e idee non tradizionali. Massimo Massimo racconta la Sicilia in una visione contemporanea puntando alla valorizzazione delle materie prime con un approccio rivoluzionario eppure tradizionale. Dal loro incontro nasce un dialogo tra due eccellenze. I due attraverso linguaggi differenti condividono una stessa idea di cucina: la capacità di trasformare la memoria in un’esperienza contemporanea e creare un nuovo racconto gastronomico tra due realtà accomunate da una profonda cultura dell’ospitalità e del cibo.
Quattro le portate di un menu costruito con equilibrio perfetto. L’Amouse bouche è di Mantarro: uovo di gallina pochè, fagioli cannellini, Parmigiano Reggiano, tartufo bianco pregiato. Ugo Alciati firma l’antipasto e il primo piatto: vitello tonnato della tradizione e la tagliatella 40 tuorli e tartufo bianco pregiato. Torna Mantarro con la guancia di vitello stufata al Marsala, topinambur e tartufo bianco pregiato.
È del pastry chef Gianmarco Carandino il mantecato al latte di capra e tartufo bianco e, per concludere, la piccola pasticceria. Ad accompagnare i piatti, una selezione di vini delle due storiche cantine del Villaggio Narrante – Fontanafredda e Casa E. di Mirafiore – per raccontare il territorio: dall’eleganza dell’Alta Langa, metodo classico piemontese, alle profondità di annate storiche di Barolo, fino alla freschezza aromatica del Moscato d’Asti, proposto in un’inedita annata: ogni abbinamento completa il dialogo tra Piemonte e Sicilia.
In apertura Alta Langa DOCG Contessa Rosa Rosé 60 mesi Riserva 2020 Fontanafredda; quindi Langhe DOC Chardonnay Ampelio 2025 Fontanafredda. Poi il Barolo in due diverse proposte: Barolo DOCG Vigna La Rosa 2017 Fontanafredda e Barolo DOCG Lazzarito 2010 Casa E. di Mirafiore. Infine, il Moscato d’Asti DOCG Moncucco 2012 Fontanafredda.
Fonte: corriere.it


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