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Strage dei cani da tartufo, avvelenati i cuccioli dei cercatori. «Non è una nostra guerra. Un’azione da delinquenti»

Annata scarsa per i tartufai italiani. Nei luoghi di ricerca, trovate esche con «lumachina» e stricnina.  «Per noi i cani sono come figli. Non lo faremmo mai»

Che sia, o meno, una guerra tra cercatori di tartufo italiani, quel che è certo è che sul campo di battaglia restano purtroppo i cani dal fine olfatto. La stagione non è delle migliori, anzi i tartufi sembrano essere una rarità . Colpa del clima troppo caldo dell’ultimo anno, delle piogge scarse e della conseguente siccità. E questo potrebbe aver scatenato una lotta – senza quartiere, senza regole e senza rispetto – tra chi grazie al prezioso tubero, che arriva a costare anche migliaia di euro, ha creato un business. Magari in modo illegale .

Da mesi però, a rimetterci, dalle Langhe piemontesi – casa madre del tartufo bianco – al Massiccio de l Pollino , dalla Sila ai Monti Simbruini nel Lazio, sono solo i cani . Che, prima selezionati per il loro «naso» sopraffino e addestrati con estrema cura, muoiono tra atroci dolori , in preda a terribili spasmi. Avvelenati da esche ripiene di « lumachina » (tecnicamente metaldeide), quando non di stricnina .

Gli ultimi due episodi sono quelli avvenuti a Camposecco , nel comune di Camerata , sui Monti Simbruini, al confine tra Lazio e Abruzzo. A niente sono valsi i disperati tentativi dei proprietari di Brando – Labrador marrone di un anno e mezzo – e di Thor – un Lagotto bianco e riccio di oltre 3, la migliore razza impiegata nelle ricerca del tartufo – di salvarli correndo con le loro auto dai veterinari non appena, durante una battuta di ricerca sul campo, i due esemplari hanno mostrato i segni dell’avvelenamento .

«Ma non è corretto parlare di una guerra tra tartufai . Gli avvelenatori ci sono sempre stati. Come si fa a dire che sono stati i tartufai piuttosto che un residente a cui dà fastidio che si vada lì o un cacciatore che tenta di avvelenare i predatori? Per noi i cani sono come figli e nessuno di noi farebbe una cosa simile, neanche a un “concorrente”. Queste sono azioni da delinquenti ».

11 gennaio 2023 ( modifica il 11 gennaio 2023 | 11:26)

Fonte: roma.corriere.it


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