đ FLASH NEWS â Slow Food Alta Umbria sarĂ protagonista al 46° Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato di CittĂ di Castello con degustazioni, incontri e approfondimenti dedicati ai PresĂŹdi Slow Food e alla tutela della biodiversitĂ alimentare italiana e locale
CittĂ di Castello, 27 10 2026 â La valorizzazione delle produzioni tradizionali, la tutela della biodiversitĂ e il sostegno alle comunitĂ che custodiscono saperi agricoli e gastronomici saranno al centro della partecipazione di Slow Food Alta Umbria alla 46ÂŞ edizione del Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato , in programma a CittĂ di Castello dal 31 ottobre al 15 novembre.
Lâiniziativa, come riporta il comunicato di Giorgio Galvani â Comune di CittĂ di Castello â proporrĂ al pubblico un itinerario di conoscenza dedicato ai PresĂŹdi Slow Food, realtĂ che rappresentano un patrimonio di prodotti, varietĂ locali e metodologie di lavorazione tramandate nel tempo. Lâobiettivo è promuovere una maggiore consapevolezza sul valore delle produzioni artigianali e sul ruolo svolto dai produttori nella conservazione delle identitĂ territoriali. Nel corso della manifestazione saranno protagonisti PresĂŹdi provenienti da Umbria, Toscana, Abruzzo, Lazio, Veneto e Marche, accanto troveranno spazio aziende del territorio e realtĂ emergenti impegnate nella valorizzazione delle produzioni di qualitĂ .
I PresĂŹdi Slow Food rappresentano un modello di salvaguardia della biodiversitĂ alimentare, sostenendo varietĂ agricole, razze autoctone e tecniche produttive che rischiano di scomparire. La loro difesa contribuisce non soltanto alla tutela di prodotti di eccellenza, ma anche alla conservazione del paesaggio, delle economie locali e del patrimonio culturale legato al cibo. Attraverso degustazioni, momenti di approfondimento e incontri diretti con i produttori, i visitatori potranno conoscere il percorso che accompagna ogni prodotto dalla terra alla tavola, comprendendo il legame tra ambiente, tradizioni e comunitĂ . Uno dei temi centrali dellâiniziativa sarĂ il rapporto tra il tartufo bianco pregiato e i principi che da sempre caratterizzano Slow Food. Entrambi richiamano infatti il valore della lentezza, interpretata come rispetto dei tempi naturali e degli equilibri ambientali.
Il tartufo nasce e si sviluppa secondo processi che non possono essere accelerati, strettamente collegati alle condizioni del suolo, alle stagioni e alla salute degli ecosistemi forestali. La sua presenza è considerata un indicatore dellâequilibrio del bosco e della qualitĂ dellâambiente che lo ospita. Per questo motivo il tartufo viene presentato come un elemento simbolico della necessitĂ di proteggere gli habitat naturali dai quali dipende la sua stessa esistenza.
Il calendario delle iniziative prenderĂ il via il 31 ottobre alle ore 15 , con un appuntamento dedicato ai PresĂŹdi Slow Food di Umbria, Toscana e Abruzzo. La degustazione consentirĂ di conoscere prodotti che raccontano storie di territori differenti, accomunati dallâattenzione alla qualitĂ e alla tradizione. Il secondo incontro è previsto il 1° novembre alle ore 11.30. Anche in questo caso il focus sarĂ rivolto ai PresĂŹdi delle tre regioni coinvolte, con un percorso dedicato alla biodiversitĂ da conoscere e da assaporare con la partecipazione di alcune realtĂ legate al Mercato della Terra di Umbertide, esperienza che promuove la filiera corta e il rapporto diretto tra produttori e consumatori. Tra i protagonisti degli abbinamenti figurano la birra artigianale del Birrificio Fortebraccio, il miele prodotto da Tommaso Burzigotti, lo zafferano di Opera lo Zafferano e i formaggi a latte crudo delle Terre di Quarantotti. Le degustazioni saranno pensate come momenti di conoscenza e confronto, con lâintento di raccontare la varietĂ del patrimonio agroalimentare locale e il lavoro delle persone che ne garantiscono la continuitĂ . Secondo gli organizzatori, la presenza di Slow Food Alta Umbria al Salone del Tartufo Bianco Pregiato rientra in un progetto piĂš ampio dedicato alla costruzione di un sistema alimentare piĂš sostenibile, equo e attento alla biodiversitĂ .
Produttori, assaggiatori, scuole e realtĂ emergenti saranno coinvolti in un programma che punta a trasformare ogni degustazione in unâopportunitĂ di approfondimento. Lâobiettivo è favorire una maggiore conoscenza del valore del cibo, delle produzioni tradizionali e dei territori che ne custodiscono la storia, contribuendo alla diffusione di una cultura alimentare piĂš consapevole.
Fonte: altotevereoggi.it


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