Dal 25 ottobre al 15 novembre Acqualagna torna a mettere al centro il Tuber Magnatum Pico con la 61ª Fiera Internazionale del tartufo bianco . Sette giornate – 25 e 31 ottobre, 1, 7, 8, 14 e 15 novembre – e oltre cinquanta appuntamenti distribuiranno nel centro cittadino cooking show, incontri, degustazioni, laboratori, spettacoli, visite e attività dedicate alla ricerca del tartufo. Il programma coinvolge anche famiglie e bambini, con i laboratori di cucina “Le Mani in pasta” e le uscite sul campo accompagnate dai tartufai.
Il cuore della manifestazione sarà il nuovo Mercato del Tartufo , edificio ricostruito e ripensato come luogo di incontro e promozione del prodotto. Qui si terranno gli show culinari con chef italiani e internazionali, chiamati a lavorare attorno al tartufo bianco e alle sue possibili interpretazioni. Da Piazza Enrico Mattei , tradizionale punto di riferimento per il tartufo fresco, partirà invece un percorso gastronomico che toccherà il RistoTartufo , dedicato alle ricette locali, il Truffle Bistrot e la Piazza del Gusto , dove trovare prodotti italiani in vendita. È prevista anche un’area per produttori e realtà provenienti da altri Paesi. Proprio l’apertura internazionale è uno dei fili della nuova edizione. Dopo il rapporto costruito negli anni con Sarrión , città spagnola della provincia di Teruel nota per il tartufo nero pregiato, Acqualagna accoglierà l’ Ungheria , presente con la propria tradizione e cultura tartufigena. L’8 novembre, al “Salotto da Gustare” , arriverà anche lo chef ungherese Érsek Gergely del ristorante Érsek Éden Truffle di Rábakecöl.
Lo stesso spazio ospiterà una serie di cooking show . Si comincia domenica 25 ottobre, alle 17, con Michele Pidone , cuoco freelance che ha collaborato anche con Urbani Tartufi. Sabato 7 novembre, alle 12.30, sarà la volta di Danny Horseele ; il giorno successivo, oltre a Gergely, salirà sul palco alle 18 Giorgio Barchiesi, “Giorgione” . Sabato 14 novembre sono in calendario Emmanuele Guido di Tartufo Regale, alle 12.30, e l’azienda agricola biologica Il Gentil Verde di Acqualagna, alle 18, con Agnese Badia, Eva Sander e Giuditta Mercurio. La chiusura gastronomica è affidata al doppio appuntamento di domenica 15 novembre: Stefano Ciotti del ristorante Il Nostrano di Pesaro, in collaborazione con Confesercenti, e Sonia Peronaci , fondatrice di GialloZafferano. Tra il 31 ottobre e il 1° novembre andrà in scena anche la Gara nazionale delle Città del tartufo , organizzata con l’Associazione nazionale città del tartufo. Nel calendario trova posto inoltre il forum nazionale “Culture di vigna tra Alba e Acqualagna, il valore della terra” , dedicato al rapporto tra vino, territori e cucina del tartufo.
Tra le novità, La Pasta di Camerino diventa pasta ufficiale del Tartufo Bianco di Acqualagna. Il pastificio sarà l’unico fornitore di pasta impiegata nel Tartufo Award , negli showcooking e nelle proposte di ristorazione della Fiera, una partnership nata dalla presenza del prodotto nelle precedenti edizioni e dalla sua diffusione tra ristoratori e associazioni coinvolte. Tornerà poi la Ruscella d’Oro , riconoscimento assegnato a personalità italiane e internazionali che hanno contribuito a far conoscere Acqualagna attraverso cultura, impresa, cucina, spettacolo e società. In passato il premio è andato, tra gli altri, a Lino Banfi, Gian Marco Tognazzi, Alessandro Borghese, Gualtiero Marchesi, Mauro Uliassi, Moreno Cedroni, Max Mariola e Davide Oldani. Dopo la Fiera, il 18 novembre , sarà invece consegnato il Premio Mattei , dedicato agli imprenditori distintisi per innovazione e capacità di incidere sul sistema economico.
L’offerta comprende infine Casa Mattei , museo multimediale ospitato nella casa natale del fondatore di Eni, il Museo del Tartufo e il Museo Pitinum Mergens , che conserva reperti dell’antico abitato romano e una sezione di arte contemporanea. Per un mese Acqualagna racconterà così il suo prodotto più atteso, pur restando una terra dove crescono quattro varietà di tartufo , una per stagione. In autunno, però, è il tartufo bianco a richiamare l’attenzione: quello che ha dato alla città marchigiana il suo legame più riconoscibile con la tavola italiana.
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Fonte: italiaatavola.net


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