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Recupero della Pineta per valorizzare il tartufo bianchetto

“Azione di recupero, salvaguardia e valorizzazione della fascia pinetata di Castel Volturno”: è il progetto promosso dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, dall’Ente Riserve Naturali Regionali Foce Volturno-Costa Licola-Lago Falciano e dal Comune di Castel Volturno per la tutela della pineta litoranea e il rilancio delle tartufaie naturali dell’area.

L’accordo interistituzionale, siglato il 9 luglio scorso a Castel Volturno, prevede un massiccio intervento di ricostituzione vegetazionale finalizzato al potenziamento della produzione del tartufo bianchetto, prodotto di pregio storicamente presente in zona. Il progetto, realizzato anche con la collaborazione dell’associazione Elsa ETS impegnata nella tutela della biodiversità del territorio, si inserisce in un percorso generale di recupero della fascia pinetata e nasce anche dalla necessità di contrastare i danni provocati negli anni dagli attacchi del parassita cocciniglia, che ha causato la perdita di numerosi alberi.

“L’accordo – ha dichiarato l’assessora all’Agricoltura, Maria Carmela Serluca – rappresenta un modello virtuoso di collaborazione istituzionale che coniuga la tutela ambientale con la valorizzazione delle risorse naturali. Con questo protocollo avviamo un vero e proprio cantiere di recupero naturalistico integrato, che consentirà il rilancio di un prodotto unico, il tartufo bianchetto, riconosciuto due anni fa come Prodotto Agroalimentare Tradizionale e che potrà fungere da volano anche per l’economia locale legata ai percorsi enogastronomici del territorio”.

L’intesa, della durata di quattro anni e rinnovabile, prevede la messa in campo delle competenze e delle strutture dei tre enti. La Regione Campania, attraverso il Centro di micorrizzazione regionale e l’Azienda sperimentale Improsta, fornirà circa 2.000 piante micorrizzate all’anno, insieme ad altre essenze della macchia mediterranea, e seguirà il monitoraggio tecnico delle attività. L’Ente Riserve Naturali Regionali curerà gli interventi sul campo, dalla messa a dimora alla cura delle piante, mentre il Comune di Castel Volturno garantirà il supporto operativo e logistico con mezzi e personale propri.

“Castel Volturno rappresenta oggi uno dei più significativi esempi di come la tutela dell’ambiente possa diventare uno strumento di rinascita di un territorio – ha commentato il sindaco Pasquale Marrandino -. La nostra pineta, per troppo tempo associata al degrado, agli sversamenti illeciti e alla criminalità, sta tornando ad essere un patrimonio naturale da vivere e valorizzare. Il recupero della vocazione tartufigena non è soltanto un progetto ambientale, ma un’opportunità concreta di rilancio agroalimentare, economico e turistico. Auspichiamo che la Regione Campania continui ad accompagnare questo percorso, affinché Castel Volturno possa lasciarsi definitivamente alle spalle gli stereotipi del passato e diventare un modello di rigenerazione ambientale e sviluppo sostenibile”.

“L’accordo – ha sottolineato Mario Grimaldi, presidente dell’Ente Riserve Naturali Regionali – rappresenta un esempio concreto di come la sinergia tra istituzioni possa tradursi in azioni capaci di generare valore per il territorio. L’installazione delle tartufaie nella Pineta di Castel Volturno è un investimento sulla rinascita di un’area dalle straordinarie potenzialità naturalistiche, economiche e sociali. Ringrazio l’assessora all’Agricoltura e la Regione Campania per la sensibilità dimostrata e per aver creduto in un progetto che guarda al futuro con concretezza, rafforzando una collaborazione istituzionale che continuerà a produrre risultati importanti per l’intero territorio domitio-flegreo”.

Il progetto pilota a Castel Volturno rappresenta inoltre un modello esportabile, che costituirà un riferimento per interventi futuri sul territorio. “L’esperienza accumulata e i risultati scientifici ottenuti sulla costa casertana formeranno il know-how per introdurre analoghi piani di rinaturalizzazione in altre pinete del litorale costiero campano, a partire da aree chiave come Capaccio Paestum e la costa salernitana, altrettanto vocate per la cavatura di questo tartufo. Un percorso che consentirà di rafforzare la tutela degli ecosistemi costieri e, al contempo, valorizzare le produzioni locali, creando nuove occasioni di sviluppo sostenibile”, ha concluso l’assessora Serluca.

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Fonte: casertanews.it


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PREZZO TARTUFO NERO PREGIATO (Tuber Melanosporum) 450 778.67 862.55
PREZZO TARTUFO NERO ESTIVO (Tuber Aestivum) N/A 400 400
PREZZO TARTUFO NERO UNCINATO (Tuber Uncinatum) 320 420 590
PREZZO TARTUFO BIANCHETTO (Tuber Borchii) 500 550 600
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