Le recenti piogge riaccendono le aspettative per la raccolta del tartufo in Puglia, dopo settimane di caldo persistente e siccità che avevano frenato la crescita del fungo ipogeo. A riferirlo è Coldiretti Puglia, che segnala il ritorno dell’umidità nei terreni dopo un ottobre particolarmente avaro di prodotto. Le quotazioni confermano il valore commerciale di questa eccellenza: il tartufo bianco può raggiungere i 5.000 euro al chilogrammo , mentre quello nero si attesta intorno ai 1.000 euro.
Secondo Coldiretti Puglia, il territorio regionale presenta sette aree particolarmente vocate alla presenza del tartufo: Monti Dauni, Gargano, Murge nord-occidentali e sud-orientali, Valle d’Itria, Arco Jonico e Salento. Il fungo cresce soprattutto negli ambienti boschivi e lungo alvei e torrenti, dove la vegetazione e le caratteristiche del terreno possono favorirne lo sviluppo.
Il tartufo vive in simbiosi con le radici di alcune specie arboree, dalle quali ricava le sostanze necessarie alla crescita. Tra gli alberi con cui stabilisce questo rapporto figurano querce, lecci, sughere e pini. Anche la composizione del terreno incide sulle caratteristiche del fungo: nei suoli più morbidi tende ad avere una forma regolare e liscia, mentre in quelli compatti può presentarsi più nodoso e irregolare.
Le prospettive della stagione restano legate alle precipitazioni delle prossime settimane. La disponibilità di acqua è infatti determinante per mantenere l’umidità necessaria alla crescita e allo sviluppo delle qualità organolettiche, compresi gli aromi che caratterizzano il Tuber magnatum, il pregiato tartufo bianco.
La raccolta rappresenta anche una risorsa economica per le aree interne e boschive della regione. Come sottolinea Coldiretti Puglia, può contribuire a integrare il reddito delle comunità locali e a sostenere il turismo rurale ed enogastronomico. Feste, mostre e mercati di Campagna Amica sono tra le iniziative indicate per valorizzare il prodotto e promuovere i territori, le tradizioni e il patrimonio naturalistico dei piccoli centri.
Sul fronte gastronomico, il tartufo bianco viene consigliato a crudo, tagliato a lamelle sottili su uova fritte, taglierini al burro, risotti e fondute, così da preservarne il profumo e le caratteristiche aromatiche.
Fonte: gazzettah24.it


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