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Piemonte, fondi per gli alberi del tartufo e 22 fiere

Il tartufo arriva al banco dopo un percorso cominciato molto lontano dalla vetrina. Per mesi restano visibili soltanto gli alberi e il terreno… poi l’autunno porta il risultato nelle piazze. Il provvedimento segue le piante già riconosciute mentre le fiere danno una dimensione pubblica al patrimonio custodito nei boschi.

L’indennità si lega a ogni soggetto arboreo di riconosciuta capacità tartufigena . Per entrare nella pratica serve una produzione verificabile: nell’area radicale deve risultare una raccolta di tartufo bianco pregiato avvenuta nei tre anni precedenti. L’elenco botanico definisce le specie ammesse e la raccolta recente dimostra la capacità produttiva del singolo albero. Il rapporto biologico fra fungo e radici è ricostruito nel nostro approfondimento su habitat e coltivazione del tartufo .

La commissione consultiva comunale per l’agricoltura, integrata da due rappresentanti dei raccoglitori in possesso del tesserino, valuta questa capacità ed effettua le verifiche in loco necessarie. L’avviso ammette fino a 25 piante per ettaro , comprese quelle disposte in filare lungo fossi, strade o confini di particella. Quando la vicinanza fra gli alberi rende incerta l’attribuzione individuale, il calcolo riconosce un esemplare ogni 400 metri quadrati di area di insidenza, vale a dire la proiezione delle chiome sul terreno. Lo stesso criterio opera quando la raccolta è diffusa su un’intera particella e il numero degli alberi rende difficile identificarli uno per uno.

Tra le querce rientrano farnia, rovere, roverella e cerro . Per i pioppi l’elenco comprende nero, bianco, tremolo e ibridi; tra i salici compaiono salicone, bianco e da vimini. I tigli ammessi sono il nostrale e il selvatico. Per i carpini figurano il bianco e il nero. Il nocciolo completa il quadro con una posizione distinta nel riparto economico.

I massimali annuali sono di 20 euro per ciascuna quercia e di 18 euro per ogni pioppo, salice, tiglio o carpino ammesso. Al nocciolo spettano fino a 12,50 euro , con finanziamento residuale. Il valore effettivo viene rideterminato in base al numero complessivo degli alberi riconosciuti. Quelle cifre indicano il tetto unitario; l’istruttoria e la platea finale stabiliscono la somma liquidata.

L’avviso permette di portare la dotazione fino a 377.000 euro attraverso economie di piano, maggiori entrate del tributo regionale o recuperi. La soglia superiore diventa utilizzabile soltanto quando tali risorse affluiscono alla misura. L’indennità rientra nel regime europeo de minimis ; il provvedimento richiama inoltre la ritenuta alla fonte del 4 per cento prevista per i contributi pubblici.

Al primo invio si seleziona la domanda iniziale ; per le quattro annualità successive il beneficiario utilizza la domanda di conferma. Ogni conferma richiama il numero identificativo e la data di trasmissione della pratica originaria. Esaurito il ciclo, l’eventuale prosecuzione riparte da una nuova iniziale. La stessa istanza può combinare le due opzioni quando una parte degli alberi avvia l’impegno e un’altra lo sta già confermando.

Il sistema accetta una pratica per ciascun Comune, dunque fondi situati in territori amministrativi diversi richiedono invii separati. La scheda tecnica distingue pianta singola, filare o gruppo e riporta provincia, Comune, sezione censuaria, foglio e particella; per ogni mappale indica specie e numero degli esemplari. La superficie catastale viene caricata automaticamente dopo la selezione. La commissione può riconoscere al massimo il numero di alberi dichiarato, perciò il conteggio iniziale va eseguito con cura.

Il richiedente deve risultare iscritto all’ Anagrafe agricola del Piemonte , con dati aggiornati e validati per l’anno di riferimento. Chi possiede già un fascicolo aziendale gestito da un Centro di Assistenza Agricola utilizza quella posizione; un fascicolo privo di validazione rende la domanda inammissibile. Le persone fisiche e quelle giuridiche ancora assenti dall’Anagrafe devono completare il rispettivo modulo di iscrizione prima di accedere alla procedura.

Anche l’intestazione del conto corrente e l’IBAN meritano una verifica attenta. Un dato incompleto o intestato in modo errato blocca il bonifico, persino dopo il riconoscimento della somma.

Restano fuori le piante collocate in tartufaie controllate o coltivate e quelle radicate su terreni nei quali la ricerca e la raccolta libere risultano precluse. L’esclusione riguarda anche le istanze inviate fuori dal servizio telematico, prive dei documenti richiesti o carenti dei dati indispensabili alla valutazione.

La presentazione passa dal Portale Tartufi . L’accesso richiede una credenziale digitale tra SPID e CIE oppure una CNS; il titolare può affidare l’invio a una persona delegata. In quel caso occorre allegare il modulo firmato dal richiedente e la copia di un documento d’identità valido. Al termine il sistema assegna un numero di riferimento, inoltra la documentazione al Comune competente tramite PEC e invia al richiedente una conferma via mail.

Dalla chiusura del bando il Comune ha 90 giorni per registrare l’esito dell’accertamento. La Regione consolida poi il numero degli alberi ammessi, determina l’importo unitario e approva l’elenco di liquidazione entro ulteriori 30 giorni. Il pagamento viene eseguito da IPLA , l’Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente. Gli esemplari sui quali resta un dubbio motivato possono essere ammessi con riserva fino all’acquisizione di altri elementi; l’irregolarità accertata comporta l’esclusione dall’elenco di liquidazione.

La Regione effettua verifiche in loco sul 5 per cento delle domande accolte . La selezione presta particolare attenzione alle pratiche con almeno 50 piante e a quelle che comprendono noccioli. Una quota casuale conserva la rotazione dei controlli. Se emerge un’irregolarità, l’indennità già percepita deve essere restituita.

Il percorso comincia domenica 4 ottobre a Montiglio Monferrato, che torna anche l’11. Quella seconda domenica coinvolge Bergamasco e Odalengo Piccolo con Tufo & Tartufo . Alba apre il 10 ottobre; la sua Fiera Internazionale prosegue fino al 6 dicembre e il Mercato Mondiale accoglie il pubblico nel Cortile della Maddalena il sabato e la domenica dalle 9:30 alle 19:30, con ultimo ingresso alle 19:00. L’ingresso intero costa 6 euro. Il biglietto acquistato online prevede commissioni e comprende anche il MUDET, Museo del Tartufo di Alba; quello comprato sul posto riguarda il solo Mercato Mondiale. L’accesso è gratuito fino ai 15 anni e per la persona con disabilità insieme al suo accompagnatore; la stessa agevolazione riguarda le guide con gruppo.

Fonte: sbircialanotizia.it


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