L’AQUILA – Si è aperta ufficialmente in Abruzzo la stagione di raccolta del Tartufo Bianco Pregiato (Tuber magnatum Pico). Un avvio atteso da appassionati e operatori, ma che quest’anno si preannuncia caratterizzato da profonde luci ed ombre. Le stime elaborate dall’Osservatorio Indipendente di Tartufo Abruzzo Network delineano infatti uno scenario complesso: a causa della grave e prolungata siccità estiva, per il mese di ottobre si prevede un drastico calo del raccolto e della produzione superiore al 30%, con un conseguente e sensibile aumento dei prezzi al chilo.
“Ci troviamo di fronte agli effetti evidenti e tangibili della crisi climatica” dice la presidenza di Tartufo Abruzzo Network. “La mancanza di piogge ha condizionato la nascita dei corpi fruttiferi, e le prime settimane della stagione vedranno pochissimo prodotto a fronte di una domanda sempre altissima. Questo squilibrio porterà a un’impennata dei prezzi, un terreno fertile per speculazioni e irregolarità”.
L’osservatorio affronta poi il tema normativo ed economico legato alla filiera: “Oggi la legge impone l’obbligo di indicare in etichetta la regione di provenienza e il luogo di raccolta. Una norma sacrosanta, che rischia però di essere depotenziata dalla piaga storica del sommerso. La compravendita fuori tracciamento danneggia l’economia legale, il territorio e gli stessi operatori onesti”.
Per questa ragione, come osservatorio indipendente e a puro titolo di stimolo costruttivo per il settore, Tartufo Abruzzo Network invita l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Abruzzo, la Camera di Commercio Chieti-Pescara e tutte le associazioni storiche dei cavatori ad aprire un tavolo di confronto per valutare l’opportunità e la fattibilità di tre proposte strategiche: valutazione di un modello di tracciabilità feriale legato all’F24, studio di fattibilità per una Borsa del Tartufo con la Camera di Commercio e valorizzazione del prodotto maturo nel mese di dicembre.
L’invito agli enti è di verificare la fattibilità di una norma che vincoli la cerca nei giorni feriali (dal lunedì al sabato) all’esibizione della ricevuta dell’F24 statale da 100 euro per chi vende, riservando invece un giorno fisso a scelta a settimana per chi pratica l’autoconsumo e la cerca puramente hobbistica, esentato dall’imposta.
Una misura che secondo l’associazione unirebbe la semplificazione dei controlli alla salvaguardia dei boschi in un anno di forte stress climatico.
Sottoporre ai vertici della Camera di Commercio Chieti-Pescara l’opportunità di istituire un listino ufficiale, chen sarebbe uno strumento pubblico di monitoraggio dei prezzi utile a garantire trasparenza ed evitare speculazioni a tutela del consumatore, della ristorazione e dei raccoglitori.
Invitare infine i Comuni e le associazioni locali a valutare l’introduzione di nuove mostre mercato nel mese di dicembre (magari al porto turistico di Pescara). Questo permetterebbe di intercettare il turismo natalizio e di valorizzare il bianco e il nero pregiato nel momento della loro piena maturazione ideale, compensando le perdite di inizio stagione.
“Non abbiamo la pretesa di imporre soluzioni” conclude la nota di Tartufo Abruzzo Network, “ma riteniamo doveroso, in una stagione così difficile, offrire spunti di riflessione a chi ha la responsabilità legislativa e rappresentativa del comparto. L’Abruzzo ha tutte le carte in regola per diventare un modello di eccellenza e trasparenza”.
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Fonte: virtuquotidiane.it


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