Dovadola, il commerciante Roncuzzi di Ravenna s’aggiudica il premio. Barzanti, decano dei cercatori: “Poche e piccole, è colpa dell’alluvione” . .
Il Tartufo d’Oro 2026 che ieri ha vinto la 59ª Sagra del Tartufo di Dovadola è stato forse la palla più piccola degli ultimi decenni: pesava solo 153 grammi, contro i 433 dell’anno prima. A portare in fiera la pepita è stato Tiberio Roncuzzi, il commerciante ravennate da 46 anni che, insieme alla figlia Lorena e al genero, si è aggiudicato anche il cesto della migliore qualità (diverse palline di circa 100 grammi l’una). Questo testimonia una stagione difficile: oltre a scarseggiare sui banchi dei rivenditori, ieri il tartufo si presentava con prezzi ‘salati’: da 250 a 450-500 euro l’etto per il bianco (20-70 il nero). Più accessibili i prezzi dei funghi porcini, 40-43 euro al chilo, 25 i galletti e 7-8 euro al chilo le castagne.
Fra i tartufai, i commercianti e i buongustai ci s’interrogava sulle cause della scarsità del tartufo. Ronnie Calonaci, vicepresidente dell’Associazione Tartufando di Dovadola e socio della Pro loco, punta il dito contro la siccità e l’eccessivo caldo estivo. Per Roncuzzi, la colpa è del cambiamento climatico, “che ha messo in ginocchio tanti tartufai storici del nostro Appennino”. Ma il decano di Dovadola (col suo fido bracco), Alberto Barzanti, indica la principale causa “nell’alluvione del maggio 2023 che ha dilavato la collina, spazzando via quell’humus, quella sabbiella e quel terriccio che da secoli mantenevano freschi i terreni vocati per i tartufi. Un fenomeno che andrebbe studiato dagli esperti, che dovrebbero interrogare anche chi il territorio lo vive”. Nonostante tutto “la sagra – commenta il presidente della Pro loco, Mirco Tedaldi – si è affermata a livello regionale e oltre, tanto che 4mila uova di tagliatelle tirate dalle nostre azdòre al mattarello in poco tempo sono state divorate dagli affezionati clienti”. Che ieri, complice la bella giornata di sole, hanno sfiorato i diecimila.
Una buona notizia è arrivata poi dal sindaco, Francesco Tassinari: “Da pochi giorni il Comune di Dovadola ha aderito all’Associazione nazionale cercare tartufi, cui aderiscono oltre 70 comuni, dal Piemonte alla Sicilia”. Così nei cartelli all’ingresso e all’uscita del paese, lungo la Ss67 è apparsa la scritta ‘Città del tartufo’. L’evento è stato definito, durante la premiazione “appuntamento magico” dai giovani vicepresidenti della Pro loco, Akim e Benedetta, mentre la deputata Rosaria Tassinari ha sottolineato “l’importanza turistica e sociale della manifestazione non solo per la valle del Montone, ma per tutta la Romagna”. Domenica prossima si farà il bis.
Fonte: ilrestodelcarlino.it


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