GIUNCARICO – La premio Oscar, icona di Hollywood, ha scelto un angolo autentico della Toscana per una serata lontana dai riflettori. E si è innamorata di un “uovo – nuvola”.
Susan Sarandon , sì, proprio lei, la leggenda di Hollywood che ha vinto l’Oscar come migliore attrice protagonista per Dead Man Walking (1995), volto di capolavori come Thelma & Louise, The Client e Little Women , si è fermata all’ Osteria 1935 a Giuncarico venerdì 26 giugno, in compagnia di amici e di suo figlio, per una cena lontana da red carpet e fotografi. Per una serata densa di sapore e normalità, nella quale è sembrata particolarmente a suo agio.
Il locale le sarebbe stato suggerito da qualcuno tra i suoi amici già habitué del ristorante. Amici che non hanno dimenticato di farle provare qualche chicca del ristorante che mette nel piatto tradizione e cucina moderna.
L’’Osteria 1935 prende in nome dall’anno di nascita delle mamme di Roberto Giallini e Anna Kay , i due titolari e compagni di vita che gestiscono il locale. Entrambe le loro madri erano cuoche, e condividevano la stessa filosofia: rendere felici le persone attraverso il cibo. Quella fiamma non si è mai spenta, e anzi con la visita di Sarandon forse è ancora più brillante di prima.
Dopo anni passati a gestire locali nel Chianti, Roberto e Anna hanno deciso di scommettere su qualcosa di più coraggioso: un luogo caratteristico, in un borgo autentico come Giuncarico, dove la pressione dei turni non esiste e la gente può stare al tavolo quanto vuole, a pochi passi da un bel panorama sulla Maremma. Lui, originario di Castiglione della Pescaia, si è innamorato di questo luogo guardandolo anche con gli occhi di Anna, che con le sue radici neozelandesi, ha portato uno sguardo sul mondo che si ritrova anche nel menu. Il 5 luglio 2026 Roberto e Anna festeggeranno i 3 anni dell’osteria .
«Volevamo fare una cosa un po’ diversa – raccontano – Puntando sulla qualità, sulle materie prime eccellenti e su un luogo unico». Apparentemente la ricetta funziona: la Sarandon è sembrata conquistata fin dall’antipasto. Il piatto che ha stregato la stella di Hollywood (e che ormai qualcuno chiama semplicemente la nuvola per la sua leggerezza eterea) è indicato sul menu con una parola sola: Uovo . Una crema di patate vellutata, un uovo cotto a 63 gradi e una generosa grattugiata di tartufo. Pochi ingredienti, eseguiti con quella precisione silenziosa che sa conquistare senza bisogno di spiegarsi tanto.
Ma la serata non si è fermata lì. L’Osteria 1935 propone un menu degustazione che in sei parole racconta quattro ricette: Terrina, Ravioli, Guancia, Semifreddo al panforte. Cucina toscana nel dna , ma rivisitata con mano leggera e rispetto degli ingredienti. C’è la terrina di fegatini di pollo che sembra un omaggio al foie gras accompagnata da amarene che tagliano la ricchezza del lardo. Ci sono i ravioli farciti di ricotta e pecorino, il peposo preparato con la guancia di manzo, e un semifreddo con crema al vin santo che è pura poesia maremmana.
Sarandon ha voluto soffermarsi soprattutto proprio sulla guancia (il peposo) accompagnata da purè di zafferano e fagiolini. E ha concluso la serata con un tocco del mondo di Anna: la Pavlova neozelandese : meringa soffice con panna montata e frutti di bosco freschi. Un dessert che arriva da un’altra latitudine ma che a Giuncarico ha trovato casa.
A tavola la compagnia ha bevuto vini toscani, padroni incontrastati della carta insieme agli altri italiani, con qualche etichetta neozelandese a fare compagnia come un filo sottile tra i due mondi che abitano questo ristorante.
Il tutto accompagnato da quei prodotti da forno che, come anche la pasta, sono fatti a mano senza l’utilizzo di semilavorati. Facendo piombare Susan Sarandon in quell’ambiente rurale della Maremma presente soprattutto nella seconda metà del ‘900, dove il pane si cuoceva ancora nel forno del podere e nell’aia era già festa. Ogni sera, alle 18 in punto , il forno dell’osteria, infatti, si accende. «Quando si arriva a tavola, si trova focaccia appena sfornata, pane caldo, prodotti da forno fatti a mano», raccontano Roberto e Anna.
Poi arriva anche l’olio, rigorosamente toscano, e possiamo capire che anche per le star di Hollywood sia impossibile non capitolare in un ambiente così.
A fare notizia, però, non è solo la visita della stella di Hollywood e il suo apprezzamento per il menu. È il modo in cui Susan Sarandon ha vissuto la serata. Nessuna posa, nessun atteggiamento particolare, nessun entourage rumoroso. Solo una donna in compagnia di amici e di suo figlio, curiosa, sorridente, presente.
«Si è rivelata una donna molto alla mano, carina, educata – raccontano Roberto e Anna con quella semplicità che li contraddistingue – Se a volte vediamo alcuni divi pavoneggiarsi e darsi mille arie, possiamo dire che lei non sembra neanche un’attrice di Hollywood».
Un complimento, forse, che suona come un altro Oscar.
Fonte: ilgiunco.net


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