Se ci fosse un premio per l’investigatore più stravagante e divertente, sicuramente Gualtiero Bova , detto il Pinguino , personaggio creato dalla fantasia dello scrittore ligure Orso Tosco , rischierebbe di vincerlo. Provate a leggere “ La malinconia del tartufo ”, l’ultimo suo romanzo pubblicato da Rizzoli nella collana Nero, se non ci credete.
Il paesaggio narrativo è definito, come al solito per i romanzi di questo autore, da un’area che comprende il basso Piemonte e la Liguria di Ponente. Ed è in quel di Dogliani, cuore delle Langhe cuneesi, che comincia la nostra storia. Perché proprio lì viene trovato assassinato Titti Sbrana, istrionico e popolare artista locale, grande frequentatore di salotti televisivi, amante delle belle donne e, pare, gravemente malato. Parte quindi l’indagine del Pinguino, con la fedele bassotta Gilda gildina, il leale vice Cristiano Raviola e gli agenti Carla Telesca e Gioacchino Listeddu, che dopo un vagabondaggio infinito tra osterie, capannoni e studi di misteriosi notai, svelerà, non senza numerosi colpi di scena, come sono andate le cose.
Tosco ama le vicende intricate, ricche non solo di colpi di scena, ma anche di personaggi caleidoscopici, continuamente alla ricerca di azioni strabilianti, mai in pace con loro stessi. Mette al servizio di questi personaggi una narrazione incalzante, con dialoghi vivaci e coloriti, mai troppo minuziosa. E se per caso nel romanzo ci sono descrizioni che servono a spiegare il contesto, sono descrizioni iperboliche, spettacolari, scoppiettanti. Insomma, non ci si annoia mai a leggere Orso Tosco, anche se a volte possiamo rischiare di perdere un poco il filo del discorso, viste le piroette e i tripli salti mortali carpiati che i suoi personaggi compiono. Ma non è il filo della narrazione il punto cruciale per l’autore, ma i colori che questa sprigiona, la fantasia delle situazioni, che a tratti ci fanno ricordare il mitico Stefano Benni. Non stupitevi quindi se vi troverete a ridere spessissimo, anche da soli e nonostante i numerosi delitti, perché l’ironia è il registro preponderante di questo autore.
La vera protagonista de “ La malinconia del tartufo ” è la varia umanità della Langa, cui il Pinguino offre semplicemente un palcoscenico. Sono gli improbabili faccendieri che bazzicano le colline del cuneese, i pseudo-artisti da strapazzo, gli improbabili professionisti di Provincia che Orso Tosco vuole mettere in evidenza, quasi a volerci svelare che la nostra Italia, di cui la Provincia è senza ombra di dubbio componente essenziale, è popolata da chi viaggia perennemente in bilico tra farsa e tragedia. E in bilico sembra rimanere anche il giudizio dell’autore, indeciso tra una condiscendenza umanitaria verso le debolezze della povera (di spirito) gente e una condanna morale nei confronti di chi cerca sempre di cavarsela, più che affrontare la vita con il coraggio di cui ci sarebbe bisogno. In tutto questo, il Pinguino, nel dubbio, si concede quei pochi piaceri che la vita ci può riservare, perché le condanne morali pare averle esaurite nel tempo, anche se per catturare i colpevoli si dà sempre molto da fare.
Così, tra una mangiata a orari improbabili, una fumata di pipa nei momenti in cui i tempi si possono anche dilatare, questo investigatore che ha il gusto della vita di Maigret e il cinismo di Pepe Carvalho , ci accompagna fino alla soluzione dell’apparente mistero. Non tanto per ripristinare l’ordine razionale costituito, come potevano fare gli investigatori dei gialli classici, ma per scoprire che non c’è consolazione e riscatto nel diradare le nebbie che coprivano i delitti. Perché il mondo viaggia sempre nel suo corso casuale, senza un fine ultimo, abbandonato a una quieta entropia, purché la trattoria del Peso sia aperta e ci sia ancora un goccio di vino da bere anche nelle situazioni più tristi.
Dimenticavo, uno dei motivi per cui dovete leggere “ La malinconia del tartufo ” (oltre ovviamente a scoprire che cos’è questa malinconia) è che in questo romanzo capitano cos importanti al Pinguino, capaci di modificare sensibilmente la sua vita personale. Quasi a dire he in futuro ne vedremo delle belle.
Se ci fosse un premio per l’investigatore più stravagante e divertente, sicuramente Gualtiero Bova, detto il Pinguino, personaggio creato dalla fantasia dello scrittore ligure Orso Tosco, rischierebbe di vincerlo. Provate a leggere “La malinconia del tartufo”, l’ultimo suo romanzo pubblicato da Rizzoli nella collana Nero, se non ci credete. Il paesaggio narrativo è definito, come […]
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Fonte: thrillercafe.it


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