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La Fiera del Tartufo tra sport e relazioni: Alba ricorda Maria Franca Ferrero con una standing ovation (FOTO)

Una standing ovation per Maria Franca Fissolo Ferrero, il racconto delle relazioni personali che hanno segnato le carriere dei grandi campioni e una riflessione sul valore economico e sociale dei grandi eventi. La 96ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba si è aperta venerdì 9 ottobre al Teatro Sociale “Giorgio Busca”, trasformando il tema dell’edizione 2026, «Autentiche relazioni», nel filo conduttore di una cerimonia che ha intrecciato memoria, sport e identità territoriale.

Ad aprire la serata i saluti istituzionali della vicesindaca di Alba Caterina Pasini, del presidente dell’Ente Fiera Axel Iberti, del sindaco Alberto Gatto, del presidente del Centro Nazionale Studi Tartufo Antonio Degiacomi, del presidente dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero Mariano Rabino e del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. Interventi che hanno richiamato il valore della Fiera come espressione dell’identità albese e motore di sviluppo per l’intero territorio, sottolineando il ruolo delle relazioni tra istituzioni, imprese e comunità locali.

Il Teatro Sociale in piedi per Maria Franca Ferrero

Uno dei momenti più emozionanti è stato il ricordo di Maria Franca Fissolo Ferrero, scomparsa quest’anno, alla quale il pubblico ha tributato una lunga standing ovation. Un omaggio particolarmente significativo per la presenza in platea del figlio Giovanni Ferrero, accompagnato dalla moglie Luisa, nella prima inaugurazione della Fiera senza una figura che per decenni aveva accompagnato la vita pubblica albese.

Il sindaco Alberto Gatto ha raccontato di aver telefonato personalmente a Giovanni Ferrero alcuni mesi fa per invitarlo alla cerimonia. Una richiesta accolta immediatamente, con una disponibilità che il primo cittadino ha voluto sottolineare come testimonianza del rapporto tra la famiglia e la comunità.

Anche il presidente della Regione Alberto Cirio ha dedicato alla famiglia Ferrero uno dei passaggi più significativi del suo intervento: «Se non avessimo avuto e non avessimo la Ferrero in questo territorio, non saremmo il territorio che siamo». Parole accompagnate da un richiamo alla riconoscenza, valore che ha attraversato l’intera serata e che lo stesso Giovanni Malagò ha voluto ricordare, ringraziando la famiglia per quanto fatto a sostegno dello sport italiano.

Da Carlin Petrini ai campioni: le relazioni che costruiscono un territorio

Nel suo intervento Cirio ha ricordato anche Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, richiamandone l’insegnamento sul significato della parola slow. Non semplicemente lentezza, ma capacità di ritrovare il rapporto con i tempi della natura, delle stagioni e della vita.

Una riflessione che il governatore ha collegato alla cultura del lavoro nelle Langhe, dove la festa arriva tradizionalmente dopo la fatica, la semina e il raccolto. «Qui la festa è sempre legata al lavoro», ha osservato, indicando in questa consapevolezza una delle ragioni della forza del territorio.

Da queste relazioni, costruite nel tempo tra persone, imprese e comunità, il racconto si è spostato sullo sport, protagonista della cerimonia con Giovanni Malagò, Valentina Vezzali, Leonardo Bonucci, Federico Pellegrino e Alessia Maurelli.

Malagò, gli aneddoti e le relazioni dietro le medaglie

A raccontare il valore dei legami personali è stato anzitutto Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, che ha ricordato come il suo arrivo ad Alba sia nato da una telefonata estiva dell’amico Alberto Cirio.

Malagò ha parlato del proprio legame con il Piemonte e della passione per i vini delle Langhe, indicando nel Barolo il suo preferito, prima di soffermarsi sui rapporti costruiti con gli atleti presenti sul palco.

Tra gli aneddoti, quello legato a Federico Pellegrino, al quale aveva prospettato il ruolo di portabandiera azzurro ben prima che la scelta diventasse ufficiale. Malagò ha espresso anche la convinzione che il fondista possa intraprendere una brillante carriera da dirigente sportivo.

Parole di affetto per Valentina Vezzali, con la quale ha condiviso un lungo percorso sportivo e istituzionale, per Leonardo Bonucci, del quale ha sottolineato l’umiltà nell’affrontare il nuovo ruolo nello staff tecnico della Nazionale, e per Alessia Maurelli, ex capitana delle Farfalle della ginnastica ritmica.

Fonte: ideawebtv.it


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