L’Auditorium Michele Ferrero dell’Università Bocconi di Milano, nato grazie alla donazione della famiglia Ferrero, ha ospitato la presentazione della 96ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba. Una cornice simbolica, nel segno dell’impresa, della formazione e del legame tra territorio e visione internazionale, scelta per svelare il tema dell’edizione 2026: «Autentiche relazioni». Un filo conduttore che attraversa comunità, ricerca, turismo, biodiversità e promozione del territorio, emerso dagli interventi dei rappresentanti delle istituzioni e degli enti protagonisti della manifestazione.
Per il sindaco di Alba, Alberto Gatto, la Fiera resta «il momento più importante e simbolico della stagione turistica della città e del territorio». Un appuntamento capace di richiamare «tantissimi turisti, appassionati e fan del nostro mitico tartufo bianco», ma anche un’occasione per riflettere sul valore dei rapporti umani «in un mondo in cui si va sempre di più verso l’intelligenza artificiale e le relazioni fanno più fatica a mantenersi e a costruirsi».
L’assessore regionale Marco Gallo ha richiamato il senso profondo del tema scelto: «Il tartufo è il frutto di una relazione autentica tra uomo e natura, tra cane e uomo, tra trifolao e bosco, tra biodiversità, conoscenza e rispetto dell’ambiente». Da qui l’impegno della Regione Piemonte sulla tartuficoltura, sulla tutela delle aree vocate e sulle nuove piantumazioni, in collaborazione con il Centro Nazionale Studi Tartufo.
Mariano Rabino, presidente dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, ha definito la Fiera «la gemma più preziosa del nostro firmamento di eventi». Secondo Rabino, negli anni l’appuntamento albese ha generato «una cooperazione nella competizione e una competizione nella cooperazione», spingendo tutto il territorio ad alzare l’asticella sentendosi parte di «un destino collettivo».
Antonio Degiacomi, presidente del Centro Nazionale Studi Tartufo, ha indicato tre priorità: trasmettere il patrimonio immateriale della cerca, tutelare il patrimonio forestale tartufigeno e rafforzare il rapporto tra ricerca scientifica e sperimentazione. «Il tartufo ha dato molto, ma chiede anche di essere rispettato», ha ricordato, richiamando anche gli effetti sempre più evidenti delle temperature elevate e dei cambiamenti climatici.
A spiegare la scelta del concept è stato infine Axel Iberti, presidente dell’Ente Fiera: «Essere qui significa celebrare la fiducia, un rapporto costruito negli anni da generazioni diverse». Iberti ha richiamato il modello di crescita del territorio, fondato sul lavoro, sulla pazienza e sulle relazioni: «Dove ci sono autentiche relazioni c’è una comunità che cresce insieme e può creare bellezza, lavoro e futuro».
La 96ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba si svolgerà dal 10 ottobre al 6 dicembre, confermandosi non solo come grande vetrina enogastronomica, ma anche come luogo di confronto sul futuro del territorio.
Fonte: ideawebtv.it


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