MILANO, 24 maggio 2026- La ricerca del tartufo sta conquistando un numero sempre maggiore di appassionati anche in Lombardia, configurandosi come una disciplina capace di coniugare perfettamente l’attività outdoor, il benessere animale, il lavoro olfattivo e la riscoperta del territorio. Si tratta di un’attività antica che celebra la profonda collaborazione tra l’uomo e il cane , fondendo natura e tradizione in un’esperienza unica. Proprio per rispondere a questo crescente interesse, il 13 e 14 giugno i boschi del Parco delle Groane, in provincia di Milano , ospiteranno uno stage cinofilo intensivo interamente dedicato all’avviamento dei cani e dei loro conduttori alla ricerca del prezioso fungo ipogeo. L’iniziativa si rivolge a un pubblico ampio e inclusivo, essendo aperta a esemplari di qualsiasi razza e ai meticci, questi ultimi storicamente molto apprezzati e abili in questa specifica attività.
L’evento, organizzato in una posizione strategica a soli venti minuti dal centro del capoluogo lombardo, si articolerà attraverso una formula che unisce teoria e pratica. Il percorso formativo sarà infatti preceduto da un webinar introduttivo focalizzato sugli aspetti biologici, normativi e tecnici della cerca, per poi entrare nel vivo durante il fine settimana con varie sessioni sul campo. Nel corso delle due mattinate pratiche, i partecipanti si misureranno nei boschi con esercizi progressivi, partendo dalle prime fases di imprinting sul tartufo fino ad arrivare allo scavo vero e proprio del fungo sotterraneo, il tutto sotto la guida attenta e la supervisione di un esperto.
Negli ultimi anni, la ricerca olfattiva si è affermata come una delle attività cinofile più richieste e apprezzate, grazie ai notevoli benefici comportamentali e relazionali che è in grado di offrire ai quattro zampe. Lavorare con il naso permette infatti al cane di esprimere il suo senso più innato e inimitabile, favorendo lo sviluppo della concentrazione, l’aumento dell’autostima e il rafforzamento della collaborazione con il proprietario. Come spiega Francesco Laurenzi, educatore cinofilo della Federazione Internazionale Sport Cinofili (FISC) e tartufaio per stile di vita, il corso è stato strutturato appositamente per essere accessibile e stimolante anche per quanti non possiedono un cane appartenente alle razze tradizionalmente più vocate alla cerca.
Sarà proprio Laurenzi, noto sui canali social con lo pseudonimo di “Alvin Tartufi Truffles” e figura singolare in quanto uno dei pochi tartufai residenti all’interno della città di Milano, a guidare i partecipanti in veste di docente, portando nello stage la sua triplice esperienza di educatore cinofilo di terzo livello, cavatore e divulgatore. L’appuntamento rappresenta anche l’occasione per accendere i riflettori su una realtà spesso ignorata, ovvero la storica vocazione della Lombardia nei confronti del tartufo. Il territorio regionali ospita infatti tutte le principali specie del fungo, inclusi il bianco e il nero pregiato, le due varietà più stimate al mondo, con qualità organolettiche che non hanno nulla da invidiare a zone d’Italia più rinomate.
Un patrimonio di biodiversità e cultura che dal 2021 ha ottenuto un definitivo sigillo istituzionale, anno in cui la cerca e la cavatura del tartufo in Italia sono state ufficialmente riconosciute dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità per il loro immenso valore sociale, culturale e ambientale.
Fonte: varese7press.it


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