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Fiera del Tartufo Bianco di Pergola: 45.000 presenze per la città degli ori delle Marche

Tre domeniche di profumi di bosco, tavole imbandite e strade affollate hanno trasformato Pergola nella capitale autunnale del tartufo bianco pregiato. La 29ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco Pregiato si è chiusa con un risultato straordinario: 45.000 presenze complessive, un flusso di visitatori che ha animato oltre due chilometri di percorsi espositivi nel cuore della città, in provincia di Pesaro e Urbino.

Non è soltanto il numero a raccontare il successo di questa edizione. È soprattutto la capacità di Pergola di unire gastronomia, identità territoriale, arte e riflessione sul futuro delle aree interne. Qui il tartufo non è un semplice prodotto da assaggiare: è il filo che collega boschi, famiglie di cavatori, agricoltori, enoteche, ristoranti e un borgo capace di sorprendere chi lo visita per la prima volta.

Per tre domeniche, il centro storico di Pergola è diventato un grande laboratorio di sapori. Lungo Corso Matteotti, Via Don Minzoni e Viale Martiri della Libertà, stand di produttori, artigiani e enogastronomia hanno proposto il meglio del territorio marchigiano, con il Tartufo Bianco Pregiato – il prezioso Tuber magnatum pico – come assoluto protagonista.

La Casa del Tartufo, in Piazza Ginevri, è stata uno dei punti di riferimento per chi voleva conoscere da vicino questo tesoro autunnale, mentre show cooking, degustazioni e incontri con gli chef hanno trasformato la manifestazione in un’esperienza completa, pensata tanto per gli appassionati di cucina quanto per famiglie e curiosi.

La giornata conclusiva ha regalato un momento particolarmente atteso: l’arrivo di Bruno Barbieri, accolto da una folla entusiasta. Lo chef ha partecipato a un incontro all’Accademia dei Sapori, condotto dal giornalista Francesco Capozza, per poi incontrare il pubblico nell’Antica Barbieria di Paolo Fadelli, firmando copie del suo libro Controluce . Un appuntamento informale e partecipato, che ha portato la grande cucina italiana in un luogo quotidiano della città.

La Fiera di Pergola ha dimostrato di essere molto più di una sagra enogastronomica. Accanto ai piatti e ai banchi dei produttori, il programma ha lasciato spazio a confronti sul futuro dell’agricoltura, del vino, della gestione del bosco e dello sviluppo delle aree interne.

Uno dei temi centrali è stato quello della “coltivazione del selvatico”: prendersi cura del paesaggio, applicare nuove tecnologie, affrontare il cambiamento climatico e garantire che il tartufo continui a essere una risorsa economica e ambientale per le comunità locali. La mappatura presentata da AMAP ha evidenziato un potenziale notevole del territorio pergolese, con aree che rispondono a tutti i 19 criteri individuati per la coltivazione del Tartufo Bianco Pregiato.

Il dialogo ha assunto anche una dimensione nazionale ed europea. Alla Fiera è arrivata una delegazione di Muzzana del Turgnano, in provincia di Udine, appena entrata nell’Associazione Nazionale Città del Tartufo, mentre i legami con Château-Thierry, città francese gemellata con Pergola, hanno rafforzato l’idea di una rete internazionale di territori uniti dalla cura del paesaggio e dalla valorizzazione delle produzioni locali.

Chi arriva a Pergola durante la manifestazione trova un’esperienza che va oltre la semplice visita agli stand. Il programma unisce gusto, cultura, musica e scoperta del borgo, con iniziative distribuite in tutto il centro.

L’atmosfera è quella di una festa diffusa: non un evento concentrato in una sola piazza, ma una città che si apre ai visitatori, coinvolgendo botteghe, locali, spazi culturali e angoli meno battuti del borgo.

Pergola merita una visita anche al di fuori delle tre domeniche della Fiera. È una città d’arte dell’entroterra marchigiano, inserita nel circuito dei Borghi più Belli d’Italia, che unisce paesaggi collinari, architettura storica e un patrimonio archeologico di valore eccezionale.

Il suo simbolo più celebre sono i Bronzi Dorati da Cartoceto di Pergola, conservati nel Museo dei Bronzi Dorati e della Città di Pergola. Si tratta dell’unico gruppo di bronzi dorati di epoca romana giunto fino a noi: due figure femminili, due cavalieri e i rispettivi cavalli, realizzati con una maestria che ancora oggi colpisce visitatori e studiosi.

Il museo, ospitato nell’ex convento di San Giacomo, non si limita ai Bronzi: include anche una pinacoteca, reperti archeologici e una sezione dedicata all’arte contemporanea. Passeggiando nel centro storico, vale la pena fermarsi davanti al Duomo, alla chiesa di San Francesco e al Teatro Angel Dal Foco, lasciandosi guidare dai scorci medievali e dalle viste sulle colline circostanti.

La posizione di Pergola rende la città una base ideale per esplorare l’Alta Val Cesano e le colline tra le province di Pesaro e Urbino e Ancona. A breve distanza si trovano borghi, castelli e aree naturali perfetti per un weekend lento, fatto di strade panoramiche, escursioni e tavole genuine.

In autunno, questi territori offrono il meglio di sé: colori caldi, mercati contadini, cantine aperte e la possibilità di assaporare prodotti che raccontano un’agricoltura ancora profondamente legata al proprio paesaggio.

Fonte: viaggiando-italia.it


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