Tartufai sul piede di guerra contro l’Unione Montana Alta Valle del Metauro alla vigilia dell’apertura della stagione del Tuber Aestivim,…
Tartufai sul piede di guerra contro l’Unione Montana Alta Valle del Metauro alla vigilia dell’apertura della stagione del Tuber Aestivim, il tartufo nero estivo detto comunemente scorzone.
Al centro del dibattere la tassa per la ricerca nelle aree demaniali, che già dalla sua istituzione aveva fatto storcere il naso ai cercatori, obbligati ad un’ulteriore tassa per la ricerca.
Se lo scorso anno, il primo anno dell’applicazione di questa nuova imposta per la ricerca nelle aree demaniali, le informazioni erano uscite in modo frammentario e i tartufai si erano dovuti muovere in fretta e furia per adeguarsi; questa volta i “trifolau” vengono colpiti nel portafoglio: “Il regolamento accordato tra Associazioni di categoria del Settore Tartufi ed Unione Montana relativo alla Tassa per la cerca e la raccolta di tartufi nelle foreste demaniali della Regione Marche, stabilito in 80 euro, all’insaputa di tutti, viene proposto un aumento a 100 euro senza nessuna informativa ed audizione delle parti in causa – denuncia l’Associazione Nazionale Tartufai “Pianta una Pianta“ che raduna i tartufai dell’alta Valle del Metauro e non solo –. Chiediamo un confronto alle istituzioni, cosa che sarebbe dovuta avvenire prima dei rincari. In quest’occasione la nostra Associazione chiederà anche di avere chiarezza sugli introiti del 2025, quando si era convenuto che la metà degli introiti generati da questo nuovo permesso sarebbe stato rinvestito nella messa a dimora di nuove piante, micorrizate e non, all’interno dei demani stessi”.
Fonte: ilrestodelcarlino.it


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