In un viaggio ideale tra borghi ed enogastronomia, partendo dall’area settentrionale la provincia di Pesaro e Urbino svela Frontino, piccola…
In un viaggio ideale tra borghi ed enogastronomia , partendo dall’area settentrionale la provincia di Pesaro e Urbino svela Frontino, piccola gemma del Montefeltro; dominato dal secolare Convento di Montefiorentino, il paese colpisce per la cura del centro storico e gli scorci suggestivi; a una quarantina di minuti di distanza si trova Acqualagna, rinomata capitale del tartufo bianco . Anche Cartoceto, dove l’ olio extravergine d’oliva Dop assume sfumature aromatiche uniche, costituisce una punta di diamante marchigiana.
Scendendo verso la valle del Cesano si incontra Pergola, famosa nel mondo per lo straordinario gruppo archeologico dei Bronzi Dorati , l’unico manufatto di epoca romana in questo materiale giunto intatto fino a noi; la ricchezza artistica si riflette in una proposta culinaria di pari misura, piuttosto simile a quella della non lontana Mondavio: funghi, tartufo bianco pregiato, cinghiali, carne alla brace e crescia sfogliata ripiena di salumi o verdure.
Varcando i confini della provincia di Ancona, ci si immerge nella geometrica perfezione delle mura di Corinaldo; i suoi camminamenti fortificati e la celebre scalinata della Piaggia, con l’iconico pozzo dove si svolge la festa della polenta, introducono a un distretto collinare votato alla viticoltura d’alto profilo. Il viaggio sensoriale attraversa quindi le terre di Jesi, asse portante del Verdicchio , e si snoda fino a Morro d’Alba, borgo cinto da una rara galleria coperta e patria d’elezione della Lacrima , un rosso dal profumo floreale. L’identità appenninica emerge intatta nel Maceratese.
È il caso di Elcito, ribattezzato il Tibet delle Marche: un pugno di case aggrappate a uno sperone di roccia a ridosso del Monte San Vicino, nel territorio di San Severino Marche. In queste vallate domina la cultura della norcineria , simboleggiata dal ciauscolo, il tipico salume spalmabile. Proseguendo verso il cuore dei Monti Sibillini , la marca fermana si fa custode di un legame viscerale con i frutti della terra: ad Amandola e a Montefortino la cucina si organizza attorno al pregiato tartufo bianco , mentre nei dintorni è possibile assaporare la Mela Rosa dei Sibillini, le castagne e i funghi.
A Montefiore dell’Aso, il borgo dei pittori affacciato sulla Valle dell’Aso che conserva i preziosi capolavori di Carlo Crivelli, sono molto amati ciauscolo, porchetta, vincisgrassi – presenti in tutta l’area fermana e maceratese – e le tagliatelle con calamari e gamberi. A Campofilone, invece, la tradizione artigianale impone la sfoglia finissima dei maccheroncini omonimi, una pasta all’uovo essiccata con rigore millimetrico.
Il viaggio termina nel Piceno, toccando la bella Offida; distesa su un rilievo di tufo, stupisce per la maestosità dei monumenti e per la tradizione del merletto a tombolo; qui la tavola celebra il pollo alla ‘ncip ‘nciap, li taccù, il chichì ripieno e come dolce i funghetti. Pochi sanno che nel borgo di Rotella, nello specifico nella frazione di Capradosso, si allevano le capre camosciate delle Alpi, da cui si ricava ottimo formaggio. Infine, Ascoli e i dintorni sono sinonimo di olive all’ascolana Dop, altra grande eccellenza gastronomica delle Marche.
Fonte: quotidiano.net


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