Dopo dieci anni di battaglie legali, la Regione sceglie la strada della conciliazione nel contenzioso con l’azienda agricola
Prima il ‘no’ al contributo, poi la retromarcia in seguito alla decisione del Tribunale. Dopo dieci anni di battaglie legali, la Regione sceglie la strada della conciliazione nel contenzioso con l’ azienda agricola Gaia Tomarelli , nato nell’ambito del Programma di sviluppo rurale 2007-2013 dedicato all’ innovazione nel settore agricolo . La Giunta regionale ha approvato una delibera con cui accetta la proposta formulata dalla Corte d’Appello di Perugia, evitando così il rischio di una sentenza definitiva potenzialmente molto più pesante per le casse pubbliche.
La vicenda riguarda un progetto sulla sperimentazione di tecniche innovative per la coltivazione e la conservazione del tartufo . Nel 2016 il finanziamento fu revocato dopo che la Regione aveva ritenuto non ammissibili alcune spese rendicontate dall’azienda (relative al noleggio di celle frigorifere per la conservazione dei tartufi) Da lì è iniziato un lungo iter giudiziario: prima il Tar, che si dichiarò incompetente, poi il Tribunale civile di Perugia, che nel 2025 ha dato ragione all’imprenditrice condannando la Regione a pagare oltre 227 mila euro, ai quali si sarebbero aggiunti quasi 200 mila euro di interessi e le spese legali. La Regione ha però impugnato la sentenza sostenendo che il contributo pubblico non poteva superare il 70% delle spese ammissibili e contestando anche l’applicazione degli interessi maggiorati. Una tesi che la Corte d’Appello ha ritenuto fondata almeno su questi due punti, proponendo un accordo. L’intesa prevede il pagamento di 159.122 euro, pari al contributo effettivamente concedibile, oltre agli interessi legali ordinari e a un contributo per le spese legali di 15 mila euro, in parte già corrisposto.
Secondo la stessa delibera, la scelta consentirà alla Regione di risparmiare circa 144 mila euro soltanto sugli interessi rispetto a quanto sarebbe stato dovuto in base alla sentenza di primo grado. Anche l’Avvocatura regionale ha espresso parere favorevole alla conciliazione, ritenendo “remota” la possibilità di ottenere un pieno accoglimento dell’appello. Resta ora da definire l’accordo definitivo e verificare se la quota principale del contributo potrà essere coperta attraverso i fondi nazionali integrativi del Programma di sviluppo rurale, dopo i necessari controlli amministrativi di Agea.
Fonte: lanazione.it


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