Città di Castello (Perugia), 28 settembre 2026 – Cerca e cavatura del tartufo una passione di “famiglia”. Ne sanno qualcosa a casa Cenci a Città di Castello dove quasi tutti i componenti della numerosa famiglia hanno un tesserino da tartufaio in tasca ed imbracciano il vanghino alla ricerca, con gli inseparabili cani, Red e Milù, del prelibato e profumato “re” del bosco. Loro sono, Diego Cenci , 46 anni, marito di Elisa Pellegrini , 37 anni, genitori di quattro figli che crescono con la passione per la secolare attività di “cavatori”. Accanto a lui, capofamiglia con il tesserino in tasca da oltre 15 anni e relativa iscrizione all’associazione tartufai altotevere, il figlio Mattia, 16 anni e Marco, 14 anni, dopo aver superato gli esami di rito, hanno ottenuto l’agognato lasciapassare dall’Afor. Non è finita qui. Fra qualche tempo, appena avranno compiuto 14 anni, età prevista per legge per il tesserino, gli altri due figli, Manuel classe 2018 e l’ultima arrivata Matilde, bellissima bambina di 18 mesi, saranno pronti per entrare a far parte della famiglia con il “vanghino”, da guinness dei primati. Un esempio di rispetto delle tradizioni che fanno di Città di Castello capitale del tartufo tutto l’anno, con il suo esercito di “cavatori”, circa 1500 nel comune e quasi 2000 nell’Alta Umbria.
“Andare a tartufi ti fa sentire bene, è bellissimo perché sei veramente a contatto con la natura e con i cani. Il tartufo è sempre una sorpresa e quando affiora dalla terra ti prendono i brividi e il profumo inebriante ti penetra dentro”, dichiara Diego Cenci, ai nastri di partenza con i familiari al seguito della stagione di cerca e cavatura del tartufo bianco che si concluderà il 31 dicembre come da calendario regionale. Diego è il primo della famiglia che ha iniziato ad andare a tartufi nel 1998 accanto alla moglie che ha questa passione, trasmessa dallo zio tartufaio che viveva in casa con lei. Bella anche la storia che li ha fatti conoscere fino all’altare. “Un giorno di settembre 2008 – prosegue Cenci – mi trovai in un ristorante vidi un volantino con scritto vendesi cuccioli di bracco pointer, presi il numero e chiamai (il cane che aveva avuto i cuccioli era dello zio della mia futura moglie, tartufaio detto il “Barba” purtroppo defunto). Il destino e la passione per il tartufo ha fatto nascere, crescere la nostra storia fino a formare la famiglia. La gioia e soddisfazione più grande è sapere che tutta la famiglia mi segue con il cuore e ha la stessa passione per la cerca”.
“Ogni fine settimana insieme siamo coinvolti in quella che consideriamo come una vera e propria festa nei boschi, all’aria aperta insieme ai cani lontano per un po’ dalle tentazioni virtuali di smartphone, tablet e computer”.
“Nessun luogo come Città di Castello parla del tartufo e qui il tartufo tutto l’anno è un’eccellenza. La nostra ambizione è di raccontare ed esaltare il suo legame con la terra, il valore aggiunto inimitabile di una storia, di una tradizione, di esperienze che lo rendono unico e desiderato in tutto il mondo”, dichiarano il sindaco Luca Secondi, l’assessore al Commercio e al Turismo, Letizia Guerri, il presidente dell’Ente Fiera Nazionale Bianco Pregiato, Lazzaro Bogliari ed il presidente dell’Associazione Tartufai Alto Tevere (fondata nel 1986), Andrea Canuti, nel sottolineare con orgoglio la bella storia della famiglia Cenci e del loro amore e passione per queste secolari tradizioni: “uno spaccato di vita quotidiana e di tradizioni secolari da tramandare alle giovani generazioni”.
La tendenza in aumento dei tartufai attivi e il crescente interesse per il settore si conferma nel momento in cui si avvicina la data del taglio del nastro della 46esima edizione del Salone Nazionale Bianco Pregiato”, che si svolgerà nei primi tre week-end del mese di novembre. “Si preannuncia una buona stagione con un tartufo di qualità perché quando la terra è asciutta il tartufo diventa profumato. In Umbria e in Altotevere non ci saranno forse grandi quantità ma tanta qualità”, sottolinea Giuliano Martinelli , presidente Cna Umbria agroalimentare. Per i prezzi è ancora presto per fare previsioni perché la ricerca del tartufo bianco si apre oggi ultima domenica di settembre e termina il 31 dicembre.
Fonte: lanazione.it


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