Caso Tartufi in Basilicata, Amscil dice no all’incontro con assessore regionale Cicala: “Prima il ripristino delle regole e della legalità”. Di seguito la nota integrale.
Con una nota formale trasmessa via PEC dal proprio legale, l’Associazione AMSCIL APS-ETS (Associazione Micologica Sostenitori Cultura Idnologica Lucana), guidata dal presidente Antonio Pagano, ha declinato ufficialmente l’invito a partecipare all’incontro sul comparto tartufigeno convocato dall’Assessore regionale alle Politiche Agricole, Carmine Cicala, per il 3 settembre 2026.
Una decisione ponderata ma ferma, assunta a tutela delle prerogative dell’associazione e della trasparenza dell’intero settore, oggi al centro di un aspro contenzioso amministrativo dinanzi al TAR Basilicata.
Le ragioni del diniego: «No a passaggi procedurali che scavalcano le regole».
«La nostra assenza al tavolo organizzativo del 3 settembre non rappresenta una chiusura aprioristica, bensì un atto di rispetto verso la legalità amministrativa e le procedure previste dalle leggi regionali» spiega la difesa di AMSCIL. Secondo l’associazione, un proficuo e sereno confronto con la Regione Basilicata non può prescindere dal previo superamento di gravissime e documentate anomalie che inficiano i provvedimenti regionali finora adottati.
I nodi tecnici e giuridici sollevati da AMSCIL e sintetizzati nella PEC trasmessa all’Assessorato, alla Presidenza della Giunta e agli organi di controllo si articolano su tre questioni principali:
La Commissione d’esame priva di esperti esterni (TAR Basilicata R.G. 117/2026). La Determinazione Dirigenziale n. 1247/2025 di costituzione della Commissione esaminatrice per il rilascio dei tesserini è tuttora oggetto di ricorso al TAR. AMSCIL contesta l’estromissione dei rappresentanti designati dalle associazioni micologiche e dalle organizzazioni agricole, figure la cui presenza è invece prescritta come obbligatoria dall’art. 5 della Legge Regionale n. 35/1995. L’associazione ritiene illegittimo discutere del futuro del comparto con un organo di valutazione strutturato in palese violazione delle tutele di rappresentanza e di competenza scientifica previste dal legislatore regionale. I misteri dei quiz d’esame e l’ostruzionismo documentale. Da mesi AMSCIL denuncia l’impossibilità di accedere ai verbali d’esame del 2025 e ai metadati del paniere dei quiz. Documenti che l’Ufficio Foreste della Regione continua a sottrarre all’accesso difensivo, nonostante i solleciti dei Garanti della trasparenza e l’esplicito parere del Difensore Civico Regionale. L’associazione solleva forti perplessità sulla regolarità delle sessioni d’esame, evidenziando come l’intero database delle domande sia stato validato monocraticamente da un singolo funzionario regionale quattro giorni prima della nomina formale della stessa Commissione collegiale che avrebbe dovuto gestirli. Il caso ambientale della maxi-tartufaia ALSIA nel Metapontino (TAR Basilicata R.G. 256/2026). Un’ulteriore e pesante ombra grava sul comparto ed è relativa al D.P.G.R. n. 96/2026, con cui la Regione ha riconosciuto all’ALSIA una tartufaia controllata di ben 143,38 ettari ricadenti tra Pisticci e Scanzano Jonico, interamente boscati e inclusi in zone di massima tutela ecologica della Rete Natura 2000 (ZSC IT9220080 “Costa ionica Foce Agri, ZSC IT9220095 “Costa ionica Foce Cavone”, ZSC IT9220085 “Costa ionica Foce Basento”), interessando anche la Riserva Biogenetica di Metaponto (Codice EUAP: 0037). In merito a questa concessione, AMSCIL ha sollevato due contestazioni di fatto basate su atti scritti della stessa Pubblica Amministrazione:Assenza di Valutazione Ambientale: L’Ufficio Compatibilità Ambientale della Regione Basilicata ha certificato per iscritto che agli atti del dipartimento non risulta alcuna istanza o provvedimento di Valutazione di Incidenza Ambientale (V.Inc.A.) per l’intervento sui 143 ettari di pineta ionica. La smentita dei Carabinieri Forestali: Il decreto presidenziale individua quale presupposto di legittimità un sopralluogo tecnico congiunto eseguito il 27 marzo 2026 con i militari dell’Arma. Tuttavia, il Comando Stazione Carabinieri Forestale di Scanzano Jonico ha formalmente smentito per iscritto tale circostanza, precisando che nessun militare ha mai partecipato a sopralluoghi tecnici o verifiche sul posto in quella data.
Porta aperta al dialogo, ma solo nella legalità
L’Associazione AMSCIL, da oltre dieci anni attiva sul territorio nella tutela e nella divulgazione scientifico-micologica, ribadisce la propria disponibilità a collaborare attivamente per la valorizzazione del tartufo lucano. Tale apertura, tuttavia, viene subordinata al ripristino di un quadro di trasparenza non più differibile.
«Non faremo da spettatori a tavoli politici mentre nei fatti si ignorano le leggi regionali di tutela ambientale e si nega l’accesso ai documenti pubblici» dichiara il Presidente Antonio Pagano. L’associazione chiede che l’Amministrazione Regionale avvii con urgenza procedimenti di riesame in autotutela degli atti viziati, ristabilendo la presenza delle componenti micologiche indipendenti e completando l’iter di trasparenza documentale richiesto.
Fino ad allora, la battaglia di AMSCIL – supportata dal network micologico indipendente e dalle motivate preoccupazioni di carattere naturalistico già espresse dal WWF Costa Ionica Lucana – proseguirà con determinazione dinanzi ai giudici del TAR Basilicata.
Fonte: sassilive.it


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