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Bracca, incendiata l’auto della ‘venditrice di tartufi’: “Un atto intimidatorio, non sappiamo perché”

Sabato sera, 26 settembre, il finestrino di una Panda è stato infranto per versare nell’abitacolo il contenuto di una bottiglia incendiaria. L’anziana proprietaria da tempo si aggira per le vie del centro di Bergamo proponendo tartufi ai passanti

Bracca . Chi frequenta quotidianamente il centro di Bergamo l’ha incontrata almeno una volta. Un’anziana signora, discreta e ormai conosciuta da tutti, che da tempo si aggira per le vie della città proponendo tartufi ai passanti. “Vuoi dei tartufi?”, chiede con tono cauto. In pochi nel capoluogo conoscono il suo nome o la sua storia, ma in tanti, a Bracca , sanno chi è. E proprio la sua auto, una vecchia Panda gialla che utilizzava per i suoi spostamenti, è stata data alle fiamme nella serata di sabato 26 settembre.

L’episodio è avvenuto nel piccolo borgo della Val Serina intorno alle 21. La vettura era parcheggiata sotto casa della donna, 87 anni: qualcuno ha infranto il finestrino per versare nell’abitacolo il contenuto di una bottiglia incendiaria, forse benzina, e appiccare il fuoco. A dare l’allarme sono stati alcuni vicini, che hanno sentito un forte botto e si sono precipitati in strada. Le fiamme sono state spente in pochi istanti dai vigili del fuoco, evitando conseguenze peggiori. L’auto però è rimasta gravemente danneggiata e non è più utilizzabile.

Per la famiglia non ci sono, al momento, spiegazioni plausibili per quanto accaduto. “Per noi è un atto intimidatorio – racconta il figlio della donna -. Facciamo fatica a trovare una spiegazione. Non abbiamo niente contro nessuno”. Per l’87enne, quella Panda rappresentava soprattutto un mezzo indispensabile per muoversi. “Per lei è stata una mazzata”, aggiunge il figlio.

L’episodio è stato denunciato ai carabinieri della stazione di Serina, che hanno avviato gli accertamenti per cercare di ricostruire quanto accaduto e individuare il responsabile. Al vaglio degli investigatori ci sono anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. “La strada in cui era parcheggiata l’auto è a fondo chiuso e non è particolarmente frequentata”, spiega il sindaco Giacomo Gentili . Per questo i filmati potrebbero essere decisivi per capire chi sia passato di lì sabato sera e ricostruire la dinamica del rogo.

Resta il mistero sul movente. Nessuna minaccia, riferisce la famiglia, avrebbe preceduto l’incendio. E rimane difficile capire perché qualcuno abbia scelto proprio quella Panda gialla, appartenente a una donna di 87 anni conosciuta in paese soprattutto per quella sua singolare attività di vendita di tartufi.

Fonte: bergamonews.it


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