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QUOTAZIONI TARTUFO

I Prezzi Del Giorno

PEZZATURA 0-15g 15g-100g 100g-oltre
PREZZO TARTUFO BIANCO PREGIATO (Tuber Magnatum Pico) 2120 3437 4475
PREZZO TARTUFO NERO PREGIATO (Tuber Melanosporum) 450 780 865
PREZZO TARTUFO NERO UNCINATO (Tuber Uncinatum) 320 420 590
PREZZO TARTUFO BIANCHETTO (Tuber Borchii) 500 550 612.5
PREZZO TARTUFO ORDINARIO (Tuber Mesentericum) 60 75 105

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Biodiversità e ricerca al centro degli studi

Dal tartufo bianco alle castagne, nuove sperimentazioni: “Vogliamo offrire prodotti sempre più unici” .

Le altre due importanti progettualità promosse dal Bim Tronto che verranno sviluppate nei prossimi mesi sono quelle legate a marroni e castagne e al Tartufo Bianco . La coltivazione delle castagne è presente all’interno del 95% del territorio Piceno . Anche questo prodotto rappresenta un’eccellenza e può certamente diventare un rilevante volano per opportunità lavorative sul territorio. “Dopo aver inserito ben cinque comuni nel circuito del Tartufo Nero – ha confermato il presidente Contisciani – abbiamo anche il progetto legato al Tartufo Piceno . A Venarotta avvieremo una prova sperimentale di coltivazione del tartufo bianco pregiato in cui verranno impiegate piante micorizzate prodotte presso il centro di tartuficoltura di Amandola . Come ben sappiamo il tartufo nero è coltivabile, mentre quello bianco no. Ecco quindi che inizieremo questa sperimentazione in uno dei nostri comuni che fanno parte dell’Associazione nazionale Città del Tartufo. L’obiettivo è quello di valorizzare queste aree per offrire sempre più un prodotto unico e certificato del nostro territorio”.

Soddisfatto anche Ivan Castelli, Ricercatore dell’Università Politecnica delle Marche: “Lo studio dei fattori ambientali ed ecologici è fondamentale per comprendere i meccanismi che regolano la produzione del tartufo bianco, specie altamente esigente alle condizioni del suolo, del clima e della vegetazione associata –ha ammesso – L’analisi integrata di questi elementi consente di individuare gli indicatori chiave di produttività, utili sia per migliorare la gestione e la conservazione degli habitat naturalmente vocati, sia per replicare tali condizioni in contesti di nuova realizzazione”. Il progetto di castanicoltura è invece stato illustrato dal professor Sergio Murolo: “Il recupero della biodiversità , soprattutto delle varietà di castagne a forte rischio di erosione genetica e la conservazione all’interno di un campo catalogo – ha dichiarato – effettuato negli anni grazie alla stretta collaborazione tra Amap e D3A, garantiranno la sopravvivenza di “piante madri” geneticamente certe ed esenti dalle principali problematiche fitosanitarie. Il campo catalogo biodiversità castagno marchigiano, oggi sostenuto anche dal Bim e dal Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, costituirà sempre più un punto di riferimento a livello regionale ma con forte collegamento con gli altri campi catalogo biodiversità a livello nazionale. L’eccellenza scientifica è garantita dai laboratori del D3A, responsabili delle attività di diagnostica e monitoraggio”.

Fonte: ilrestodelcarlino.it


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