L’autunno nell’Appennino parmense si trasforma in un vero e proprio viaggio attraverso i prodotti del bosco , con protagonisti indiscussi i funghi porcini , il tartufo nero e le castagne . Tra l’Alta Val Taro e la Val Ceno, da settembre a novembre 2026, si snoda un itinerario che tocca località come Borgo Val di Taro, Albareto, Bore, Bedonia, Tarsogno e Santa Maria del Taro. Qui, fiere e feste gastronomiche animano il territorio, combinando mercati, degustazioni, ricette locali, suggestive camminate nei boschi e visite ai borghi caratteristici. Il filo conduttore di questa stagione è il profondo legame tra le comunità locali e un paesaggio che non è solo uno scenario naturale, ma una parte integrante della loro storia economica e familiare.
Il primo appuntamento di rilievo è a Borgo Val di Taro, dove il 19, il 20, il 26 e il 27 settembre 2026 si celebra la 51ª edizione della Fiera del Fungo di Borgotaro I.G.P. Nata come semplice sagra di paese, questa manifestazione anima il centro storico per due fine settimana consecutivi. L’evento propone un ricco mercato agricolo, delizioso street food, coinvolgenti showcooking e numerosi appuntamenti gastronomici. Al centro di tutto c’è il porcino , presente non solo nei piatti della tradizione, come risotti e tagliatelle, ma anche nella memoria collettiva della valle. Il Fungo di Borgotaro I.G.P. comprende quattro specie spontanee di Boletus e la sua crescita è strettamente legata al clima, alle piogge e all’andamento stagionale, mantenendo così un equilibrio naturale che non può essere replicato artificialmente.
La fama dei funghi di queste montagne ha radici nell’Ottocento e ha varcato i confini locali, anche grazie agli abitanti dell’Appennino emigrati in America. Oggi, il rapporto tra uomo, bosco e cucina è raccontato in modo permanente nel Museo del Fungo Porcino di Borgotaro e in quello di Albareto. Proprio ad Albareto, dal 2 al 4 ottobre 2026, torna la 29ª Fiera Nazionale del Fungo Porcino . Il calendario degli eventi affianca pranzi, cene e degustazioni a una mostra micologica, escursioni guidate, musica e attività dedicate ai bambini. La fiera pone l’accento anche su tutto ciò che precede il piatto: la ricerca nel bosco, il riconoscimento delle specie, e la profonda conoscenza dei luoghi e dei tempi ottimali per la raccolta.
L’11 ottobre 2026, il percorso gastronomico prosegue a Bore, nella Val Ceno, con la Festa della Castagna . Caldarroste fumanti, mercatini e stand gastronomici riportano al centro un frutto che per secoli ha rappresentato un pilastro fondamentale per la sussistenza delle popolazioni di montagna. Il castagno, infatti, ha funzionato come una vera e propria dispensa naturale: le castagne potevano essere consumate fresche, essiccate o maci
Fonte: it.blastingnews.com


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